Bergoglio tra due fuochi: non ci sono solo i tradizionalisti, ma anche i contestatori di sinistra

domenica 27 gennaio 17:22 - di Corrado Vitale

Incredibile, ma è proprio così: Papa Bergoglio, all’interno della Chiesa,  non ha solo contestatori di destra, ha anche oppositori di sinistra, che lo giudicano troppo tiepido nell’opera di demolizione della dottrina tradizionale. . «Quando- si legge su il Giornale–  il cardinale Walter Kasper agita lo spettro di quello che sembrerebbe essere un “complotto”, finalizzato all’ottenimento di un “nuovo Conclave”, si riferisce pure a chi vorrebbe destrutturare l’intera architrave dottrinale».

Che vogliono i catto-progressisti esagitati?

Ma che cosa pretendono i catto-progressisti estremi? «Vorrebbero una Chiesa cattolica sempre più laicizzata e sempre più incline ad abbracciare il mondo, senza la pretesa di rappresentare una “minoranza creativa”. Papa Francesco sembra aver  desacralizzato in parte il ruolo di pontefice, nel senso di averlo umanizzato, ma pare non avere intenzione di scardinare l’autorità e il primato del successore di Pietro. E questo, al fronte progressista più estremo, non piace».

Gesuiti americani all’avaguardia

Gli ultraprogressisti si aspettavano di più dalla “rivoluzione” promossa  da Papa Bergoglio all’inizio  del suo Pontificato e cominciano a non trattenere più la loro delusione. È , in fondo, una vecchia storia che regolarmente si ripete: quando si mette in movimento un meccanismo “rivoluzionario”, le aspettative aumentano a dismisura e le smanie degli utopisti si scatenano senza controllo. Nulla può placare  la furia degli “innovatori”. E lo  stesso Bergoglio, che li ha sollecitati, ora rischia di farne egli stesso le spese. Pare che all’avanguardia di questo movimento “massimalista” ci siano i gesuiti americani. Anche questa è una storia che si ripete.

 

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