Turiste uccise e decapitate in Marocco, il cerchio si stringe: arrestato un cittadino svizzero

domenica 30 Dicembre 10:47 - di Redazione

Turiste uccise in Marocco, forse le indagini a una svolta: è stato arrestato nelle ultime ore un cittadino svizzero che potrebbe essere il possibile mandante o il presunto reclutatore dei killer dei due terribili, efferati omicidi. Dunque, nel buio tetro delle indagini che per gli atroci delitti delle turiste del nord Europa in viaggio in Marocco, barbaramente stuprate, trucidate e decapitate, comincia a intravedersi uno spiraglio di luce, se non proprio il bagliore di una svolta: un cittadino svizzero residente in Marocco è stato arrestato a Marrakech per il suo presunto legame con alcuni sospettati del recente assassinio di Louisa Jesperen, e Maren Ueland, le due giovani escursioniste scandinave nel sud del Paese. Come drammaticamente noto, i corpi straziati delle due giovani turiste, la danese Louisa, di 24 anni, e la norvegese Maren, di 28, erano stati ritrovati il 17 dicembre scorso nei pressi del villaggio di Imlil, una sessantina di chilometri da Marrakech.

Turiste uccise in Marocco: arrestato un cittadino svizzero

L’annuncio della possibile svolta investigativa arriva ad appena due giorni dal terzo, barbaro assassinio di una turista, da fonti dei servizi di sicurezza marocchini (Bcij). L’uomo, «intriso di ideologia estremista», stando a quanto si legge in una nota, possiede anche la nazionalità spagnola ed è «sospettato di aver insegnato ad alcune delle persone coinvolte nella vicenda gli strumenti di comunicazione derivanti dalle nuove tecnologie e di averle addestrate a sparare». Contattato dall’agenzia Keystone-ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non si è espresso. Mentre per l’assassinio delle due giovani donne sono stati arrestati quattro uomini fedeli all’Isis che hanno violentato e decapitato le due ragazze, come mostra anche un macabro video diffuso sui social. In totale, sono state arrestate una ventina di persone in relazione all’omicidio, ma il bandolo della matassa ancora resta ancora da sbrogliare…

 

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