Il Tar dà ragione al profugo spacciatore: resta in Italia a spese nostre

giovedì 27 Dicembre 15:46 - di Penelope Corrado

Era stato trovato in possesso di alcune piantine di marijuana, e per questo un centro di accoglienza gestito dalla Croce rossa alle porte di Pisa lo aveva espulso e gli era stato revocato lo status di richiedente asilo. Qualche mese più tardi, però, il Tar ha accolto il suo ricorso e lo ha riammesso alla tutela e lo Stato gli pagherà l’avvocato. È la storia di un richiedente asilo del Gambia, riportata oggi dal quotidiano Il Tirreno.

Lo Stato gli pagherà anche l’avvocato

La quantità di marijuana in possesso dell’uomo era stata ritenuta modica e per questo aveva evitato l’arresto, ma non la denuncia con l’accusa di produzione e traffico di stupefacenti. Lo straniero si è difeso, è stato ammesso al gratuito patrocinio e pertanto lo Stato pagherà la notula da 1500 euro al suo legale. Secondo l’ordinanza del Tar, nelle accuse contro il migrante c’è “solo un ripetuto, astratto e generico cenno al deferimento per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti ma senza alcuna descrizione delle concrete condotte contestate, e senza che vengano chiarite le circostanze di tempo e di luogo in cui queste si sarebbero verificate”.

Il sindaco protesta: “Porte aperte ai delinquenti?”

Sconfortato il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio: «È una sentenza che non dà un bell’esempio. Siamo per l’accoglienza regolare che rispetta la legge. Una persona che delinque non può entrare o rientrare nel circuito dell’assistenza. La leggo come una sconfitta». Furono due le segnalazioni delle forze dell’ordine a carico del gambiano nell’ottobre 2017.

Pronta un’interrogazione al ministro della Giustizia

La deputata Donatella Legnaioli ha condiviso la notizia su Facebook, annunciando un’interrogazione parlamentare. «Un profugo del Gambia, arrestato per produzione e traffico di stupefacenti, è stato rimesso in libertà dal TAR che ha giudicato “deboli” le motivazioni che hanno condotto al suo arresto e ora potrà tornare nel centro di accoglienza di San Giuliano Terme! Trovo questa vicenda incredibile e già oggi presenterò una interrogazione al Ministro della Giustizia per chiedere delucidazioni!».

Commenti

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  • enrico 28 Dicembre 2018

    che bei giudici,dovrebbero vergognarsi di esistere .mandate il negro a casa del giudice.

  • tesoro 27 Dicembre 2018

    fuori e a pedate