Gesù tra gommone e filo spinato, ancora un presepe stravolto: la farsa ideologica

lunedì 10 Dicembre 13:55 - di Gabriele Alberti

Un altro presepe pro-migranti, siamo ormai al collezionismo e alla spettacolarizzazione del presepe politicamente corretto. E stravolto. E pensare che quando nel 1209 a Greccio, in Umbria, San Francesco d’Assisi concepì il primo presepe della storia, i canoni della tradizione d lui indicati erano precisi: Uno: la natività l’aveva immaginata in una grotta. Due: «Scegli una grotta dove farai costruire una mangiatoia ed ivi condurrai un bove ed un asinello, e cercherai di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme», prescrisse San Francesco. Pensate: neanche San Giuseppe e Maria non c’erano a fianco del bambinello, perché Francesco non voleva si facesse “spettacolo” della nascita del Cristo, come ci ricorda il Giornale.

Il presepe diventa uno spettacolo ideologico

Ebbene, signori, lo spettacolo è iniziato da un pezzo, come abbiamo sempre dato conto da queste colonne, ogni anno. Natività su gommone, su zattera, tra omosessuali, nei campi rom, nei campi profughi. Tutto quanto è stato fatto per piegare i simboli della fede a farsa ideologica, con la partecipazione di  parroci e sacerdoti politicizzati. Ricordiamo la delirante decisione di un parroco di Genova che per polemica contro Salvini non celebrerà la Messa di Natale nè le altre ricorrenze natalizie, fino al 5 gennaio… Pensavamo di essere alla fine, quando un altro caso arriva da Milano, come segnala il quotidiano di Sallusti.  Alla «Casa della Carità di Via Brambilla è spuntato un presepe con la Sacra Famiglia sopra un gommone in mezzo al mare». L’allestimento è tutto un programma: «Dalle onde spuntano quelle che sembrano le mani di migranti in difficoltà. “Per loro non c’era posto”, è il sottotitolo apposto sotto il filo spinato». Siamo al ridicolo, alla farsa grottesca. Il Il Presepe politico è l’ultimo scempio di un’ideologia di sinistra che tanti danni ha procurato a storia, cultura e valori con messaggi distorti. E’ squallido che uomini di chiesa non si pongano il problema di offendere tanti fedeli per compiaere scelte politicamente corrette per un briciolo di notorietà sui media.  (L’immagine si riferisce a un presepe “rivisitato” di una parrocchia)

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe Tolu 11 Dicembre 2018

    A questo ci hanno portato ‘sti sinistroidi scellerati. Pronti a stravolgere la nostra cultura facendo arrivare tante di quelle persone per poi abbandonarle a se stesse. Ormai in tutte le città spacciano, rubano e si prestano a sangue stuprando e ammazzando quante persone capitano loro per le mani, e alla faccia di molti italiani tanti di loro sono alloggiati in ville con piscina con mangiare suntuoso, cosa che non si possono permettere tanti italiani costretti a rovistare nei cassonetti in cerca di una mela marcia. Il presepe? Tutta roba foraggiata dalle varie ong e coop fallite, meno male, dopo il blocco degli arrivi a cappella. Bene così, finiti gli sbarchi e mancando il foraggio andranno anche loro a zappare, poi protestino pure con il presepe del gommone, soldi facili ne avete fatto tanti, troppi, giocando soprattutto sulla pelle di quei poveri disgraziati e sulle nostre tasche