Carpi come Islamabad, rifiuta le nozze combinate: picchiata dai genitori, chiede aiuto ai vicini

lunedì 10 Dicembre 10:59 - di Chiara Volpi

La giovane pakistana, protagonista e vittima della vicenda che stiamo per raccontare, vive a Carpi, ma secondo usi e costumi che la religione islamica e i genitori le impongono, come se stesse a Islamabad  o in qualunque altra città del Paese d’origine della famiglia. E così, quando alla ragazza viene data la notizia delle nozze combinate dai genitori con un marito scelto da loro per la figlia, la giovane ha provato a rifiutare il matrimonio imposto dai genitori – immigrati di fede musulmana – ma poi, di fronte la loro insistenza, non ha visto altra via d’uscita che scappare.

Carpi, rifiuta le nozze combinate e i genitori la picchiano

Via da quella morsa integralista che rischiava di soffocarle la vita e di annientarle sogni e speranze. Via da quelle usanze di ancestrale memoria che mal si addicono a una ragazza cresciuta nella florida e moderna realtà di provincia modenese come quella di carpi, città in cui la promessa sposa in fuga vive. Ma, come in moltissime famiglie di immigrati di fede musulmana che vivono in Italia, anche in quella in cui la giovane pakistana è nata e cresciuta, i genitori si sono sentiti autorizzati dalla loro appartenenza religiosa e dalla cultura di provenienza, ad organizzare e decidere del futuro delle figlie a loro piacimento: e senza chiedere permessi o approvazioni alle ragazze destinate a nozze combinate, con o senza consenso. Sempre più spesso, però, chi è cresciuta lontano da quelle realtà da cui queste usanze provengono, non è più disposta ad accettarne precetti e obblighi non scritti: come dimostra quest’ultimo caso registrato a Carpi.

La giovane fugge disperata dai vicini e chiede loro aiuto

Tutto è arrivato a esplodere venerdì sera quando, come riporta tra gli altri il sito del Giornale in queste ore, «una famiglia di un condominio della città emiliana si è trovata davanti alla porta di casa la figlia pakistana dei vicini che chiedeva aiuto, dicendo di essere stata picchiata dai genitori perché non voleva consentire alle nozze combinate impostegli da loro». La giovane, infatti, cresciuta in Italia dove l’emancipazione femminile di stampo occidentale è una realtà consolidata e da tempo, proprio non ne voleva sapere di sposare un uomo scelto per lei e impostole dai genitori, anche perché innamorata di un altro pakistano: che però non era quello indicato per lei dalla famiglia. Casi sempre più frequenti nel Belpaese dell’accoglienza e del meltingpot: basti pensare infatti che, solo una settimana fa, una fatto praticamente identico è accaduto in quel di Mantova, dove l’amore di una ragazza indiana in questo caso è stato fortemente osteggiato dai genitori perché il giovane fidanzato non apparteneva alla stessa casta della figlia…

 

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