Libia, domata dalla polizia la rivolta dei clandestini ribelli sulla nave Nivin

mercoledì 21 novembre 19:54 - di

La polizia libica ha sgomberato la nave panamense Nivin che aveva “soccorso” immigrati illegali, i quali volevano a tutti i costi essere portati in Europa, probabilmente dato il prezzo che avevano pagato ai trafficanti di uomini per venire in Italia. Dalle immagini si vede che si tratta di giovani maschi in buona salute. Il rispetto della legge però fa infuriare la sinistra nostrana e ovviamente le ong: “Le forze armate libiche hanno fatto irruzione sulla Nivin, dalle 11.41 non si hanno notizie dei profughi (profughi?) a bordo. Italia e Europa non permettano violenza su persone che lottano per non essere ancora torturate”. E’ l’appello della missione Mediterranea (rilanciato ovviamente da Sinistra italiana), la nave delle ong che da settimane svolge un servizio di “soccorso” e “assistenza in mare”, dopo che di fatto sono state sospese le operazioni di altri natanti che svolgevano la stessa funzione nel Mediterraneo. La vicenda della panamense Nivin, nave ancorata nel porto di Misurata in Libia con 71 clandestini illegali a bordo, che per dieci giorni si sono rifiutati di scendere a terra perché volevano imporre la loro volontà di invadere illegalmente l’Europa, era stata denunciata tra gli altri dai deputati di Leu Nicola Fratoianni e Erasmo Palazzotto, che avevano fatto parte dell’equipaggio della Mare Jonio-Mediterranea. Secondo fonti dell’Unhrc almeno clandestini sarebbero rimasti feriti nell’irruzione dell’esercito libico, che avrebbe sparato proiettili di gomma. Una fonte della forza congiunta ha detto al Libyan Observer che l’operazione è stata autorizzata dal Procuratore generale e alla presenza di rappresentanti dei Paesi dei clandestini, dopo che i negoziati erano falliti. La fonte ha aggiunto che i clandestini sono stati trasferiti in rifugi nelle città di Misurata, Zliten e Al-Khoms per prendere le procedure necessarie. Gli immigrati illegali sono arrivati al porto di Misurata 10 giorni fa, dopo aver intercettato la loro nave nel Mediterraneo mentre tentavano di arrivare l’Europa. I clandestini, come detto, hanno rifiutato di scendere dalla nave perché volevano assolutamente essere poertati in Italia.

Il ministro degli Esteri Moavero Milanesi difende il comportamento del governo italiano: “Il comportamento del nostro governo è stato nell’ambito della conformità con le convenzioni internazionali, ci stiamo assicurando sull’incolumità dei migranti e non risultano situazioni di feriti gravi”. Il ministro degli Esteri nel question time alla Camera risponde così all’interrogazione sulla vicenda della nave Nivin, che ha caricato 95 clandestini e ha raggiunto il porto libico di Misurata. “Il 7 novembre un velivolo dell’operazione dell’Ue individuava un gommone con 95 persone a bordo, secondo le regole in vigore ha informato il Centro coordinamento salvataggio marittimo italiano e libico – dice Moavero Milanesi ricostruendo le tappe della vicenda -. Il centro libico ha assunto la piena responsabilità del coordinamento secondo le convenzioni internazionali e ha chiesto il supporto del nostro centro per individuare unità mercantili che potessero intervenire”. D’altra parte la Libia del premier al Serraj è stata riconosciuta da tutta la Ue come unico interlocutore dell’Occidente. “Il centro di coordinamento di Roma – spiega il ministro – ha individuato la Nivin, battente bandiera panamense, che è intervenuta sotto gli ordini del centro di coordinamento di Tripoli. I migranti sono stati condotti nel porto di Misurata dalla nave Nivin. A fronte della resistenza dei migranti a sbarcare, le autorità libiche hanno disposto l’intervento e hanno trasbordato i migranti nel porto iniziando nei loro confronti una procedura di carattere legale”. “Il comportamento del nostro governo è stato nell’ambito della conformità con le convenzioni internazionali, ci stiamo assicurando sull’incolumità dei migranti e non risultano situazioni di feriti gravi – conclude Moavero Milanesi -. Abbiamo attivato con l’Unhcr e con l’Oim le procedure per garantire il trattamento dignitoso in linea col diritto internazionale umanitario. L’esortazione a fare quanto necessario per l’assistenza ai migranti – conclude – sarà presa in conto dal governo”.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 22 novembre 2018

    Questi non faranno mai un piffero per diffendere la loro terra. Sono dei grandissimi fannulloni abituati a mandare le loro donne a fare qualche cosa nelle campagne a tribolare con i figli sulla schiena, mentre loro si trastullano l’ombelico in attesa che rientrino le mogli per rimetterle nuovamente incinta, come le bestie. Questi sono gli uomini che dovrebbero diffendere la loro terra? Vengono in Europa con il lavaggio già fatto, e pretendono dalle nostre donne quello che hanno con prepotenza dalle loro, proprio come le bestie, ma di lavorare neanche a parlarne.

  • Claudia 22 novembre 2018

    Io vorrei solo sapere come si comporterebbero questi signori se una persona sfondasse la porta di casa e pretendere e di dormire nel loro letto. Ora questi cosiddetti profughi fanno la stessa cosa, PRETENDONO di entrare in uno stato con la forza. Perché, visto che sono tutti giovani e forti, in ottima salute, non si organizzano per cambiare i governi di casa loro? Da noi c’è stata la resistenza mi sembra,i giovani hanno lottato per liberarsi dai tedeschi, è tanti sono stati internati, torturati e messi a morte. Non è questo che ci raccontano? E allora perché questi scappano, lasciando i più fragili alla mercé dei loro governi totalitari, e pretendono di venire qui a delinquere. Perché? Qualcuno me lo sa spiegare? Quelli che veramente muoiono di fame continuano a morire e non hanno la possibilità di pagare le cifre che chiedono i
    trafficanti.

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