Leu addio, il partito della Boldrini e di Grasso si scioglie prima di compiere 1 anno

mercoledì 14 novembre 14:14 - di Lara Rastellino

È nato solo il 3 dicembre scorso, su iniziativa portata avanti a 4 mani con determinazione e spirito di conservazione dai due ex presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, auto-procalmatisi testimoni, cultori e custodi della cultura di sinistra in progressivo dissolvimento elettorale: l’antidoto all’auto dissoluzione avrebbe dovuto essere conservato e tutelato proprio da Leu, il partito nato dalla diaspora del Pd e dal commiato pre-elezioni cui ha dato seguito Pietro Grasso, all’epoca evidentemente fiducioso e ottimista sull’affermazione elettorale che invece, il 4 marzo, non c’è stata. Ebbene oggi, quando ancora non si è arrivati al compimento del primo anno di vita del partito progressista, i suoi creatori annunciano la fine dell’esperienza di Liberi e Uguali...

Leu addio, il partito di Boldrini e Grasso si scioglie

E così, con l’operazione di affermazione elettorale riuscita a metà – tanto per garantire la riconferma in Parlamento di Grasso e della Boldrini – e insieme a loro dei pochi superstiti della debacle che alle urne ha colpito il Pd, le sue reincarnazioni e clonazioni partitiche, (si parla di 14 deputati e 4 senatori) – sopravvissuti al 4 marzo, quando il partito racimolò il 3,3% dei voti. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, è altresì plausibile pensare che anche il destino, non proprio roseo e promettente di Leu, si è visto già all’alba del dopo-voto quando, con bersani promosso alla Camera e D’Alema bocciato al Senato, il partito comincia ad accusare subito i primi sintomi di una crisi che poi, dall’addio di Civati alle digressioni della Boldrini, che poco dopo la riconferma in Parlamento, ha cominciato a congedarsi dal partito da lei pensato e creato con il collega Grasso, fino ad arrivare ad annunciare l’intenzione (la necessità?) di formare una lista progressista e europeista in grado di accorpare sotto un unico soggetto elettorale sigle, delusi e fuggiaschi della sinistra. Così, Grasso ha avuto le sue difficoltà a tenere in piedi e unito Leu: fino alla resa finale e al progressivo sgretolamento odierno…

 

Commenti

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  • Antonio 15 novembre 2018

    pagliacci

  • Chicco 15 novembre 2018

    Non c’era una figura carismatica ;; cariatidi condannate dalla storia
    e giovani falliti e sfigati, cosa poteva venirne fuori ?!
    Questo e’ l’aperitivo; fra non molto ci sara’ il Gran Funerale,
    Cancellati !!!

  • Giuseppe Tolu 15 novembre 2018

    E altri due che spero abbiano finito di rompere le vasche da bagno!

  • Caesar 14 novembre 2018

    Molto bene! Gli italiani alla fine non sono così stupidi come pensano.

  • franco 14 novembre 2018

    Sono dispiaciuto . . . spero comunque che boldrini – kienge e compagnia continuino con i loro
    insegnamenti infatti la loro presenza e le loro idee , per me , sono doni caduti dal cielo .
    Fanno gia’ parte della brutta storia come i nuovi illuminati dediti al loro nuovo ordine mondiale .
    Continuino pure . . . provo solo piacere !

  • Carlo 14 novembre 2018

    Non o capito il motivo percui mi avete annullato il commento

    • Redazione 15 novembre 2018

      Lo riproponga

  • giovanni boccellato 14 novembre 2018

    Era prevedibile che LEU il patito di Grasso e Boldrini, si sarebbe sciolto come neve al sole!Ciò non è dovuto soltanto alla sinistra Italiana che sta attraversando una crisi irreversibile,che non è dovuta soltanto agli errori politici da loro commessi…ma anche alla crescita politica,assieme ad una sua maggiore maturità dell’elettorato Italiano,di cui dal punto di vista politico comincia a distinguere molto più di ieri! Che tra l’altro, questa maturità elettorale si esprimerà ancora con maggiore chiarezza, nelle prossime elezioni Europee di maggio del 2019!

  • lucio 14 novembre 2018

    non ci voleva certo la palla di cristallo per sapere come sarebbe finita, chi mai potrebbero votare costei?

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