«La ritroveremo». La Farnesina al lavoro per salvare l’italiana rapita in Kenya

venerdì 23 novembre 11:23 - di Elsa Corsini

«È stato un episodio terribile che noi stiamo seguendo dall’inizio con l’Unità di Crisi della Farnesina». Così il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha chiarito sul rapimento in Kenya della cooperante italiana Silvia Costanza Romano, rapita ieri sera a Chakame, un villaggio in mezzo al nulla sulla costa del Kenya, a un’ottantina di chilometri da Malindi.

Kenya, La Farnesina al lavoro per ritrovare l’italiana rapita

«Avete avuto tutte le varie notizie che fino ad oggi sono state diffuse – ha proseguito il capo della diplomazia italiana intervenendo a Unomattina su Rai 1 – le autorità del Kenya si stanno impegnando molto. Naturalmente c’è un inevitabile riserbo, quello che è importante sapere è che stiamo seguendo molto molto da vicino». La ragazza milanese di 23 anni è stata assalita da un gruppo di africani armati di kalashnikov che sono entrati nel villaggio kenyota a bordo di un furgonee hanno seminato il terrore tra gli abitanti in uno dei negozietti locali. Nell’attacco sono state ferite cinque persone, tra cui alcuni bambini. La notizia è stata diffusa l’altro ieri mattina dal capo della polizia kenyota Joseph Boinnet, riferendo che la giovane lavorava per la ong italiana Africa Milele. Più tardi la Farnesina ha confermato che la nostra connazionale rapita è  Silvia Romano, istruttrice di ginnastica artistica a Milano. Sulla sua pagima Facebook la giovane cooperante racconta che ad agosto era stata in Kenya per fare un’esperienza di volontariato nell’orfanotrofio del villaggio di Likoni, vicino Mombasa, struttura creata da Orphans’s Dreams. Silvia aveva anche iniziato una raccolta online di fondi per ampliare l’orfanotrofio e poter «accogliere un maggior numero di bambini che vivono attualmente nella discarica di Mombasa in condizioni estremamente pericolose per la loro salute».

Commenti

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  • angelo manera 23 novembre 2018

    Non sprechiamo tempo e soldi a cercarla. Non aveva niente di meglio da fare che andare in africa ??? Ci e’ voluta andare lei in mezzo ai mau mau, non l’abbiamo mandata noi. Chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso. Con tutto il bisogno di aiuto che c’e’ in italia (italiani poveri, pensionati che non arrivano a fine mese) non vedo cosa cavolo vadano questi cooperanti a fare in africa. Ci sono andati ??? Ci restino e ci lascino in pace

    • Marco Mannino 23 novembre 2018

      Gentile signor Angelo ( di nome ma non di fatto) , la invito a riconsiderare questa vicenda secondo criteri logici ed umanistici . Qui non ci troviamo di fronte alle famose cooperanti che si fecero rapire dall’Isis o di fronte al caso della Sgregna che cagiono’ la morte di un prode italiano per la sua imbecillita’ ( o malafede ?). Sono sicuro che Lei e’ contrario , come me, all’accoglimento indiscriminato di orde migratorie dai paesi Africani . Quale soluzione dunque Lei propone se non quella di aiutarli in loco ? Forse cancellarli con una esplosione atomica ?

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