Frosinone, detenuto aggredisce e minaccia di morte un poliziotto

martedì 6 novembre 14:58 - di Fortunata Cerri
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Resta alta la tensione nelle carceri del Lazio. Un detenuto aggredisce un ispettore di polizia penitenziaria nel carcere di Frosinone. «Una situazione allucinante, tanto più grave se si considera che questa è l’ennesima aggressione che avviene in un carcere del Lazio», commentano Franco d’Ascenzi e Piero Pennacchia, dirigenti regionali del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe spiegando che si tratta dello stesso detenuto «che recentemente è stato protagonista di violenze e del sequestro di un collega in un Istituto della Campania, giunto a Frosinone proprio per motivi di ordine e sicurezza». «Nella mattinata di ieri subito dopo l’apertura delle celle – raccontano i sindacalisti – il detenuto si è avvicinato ad un altro ristretto e ne è scaturita una furibonda lite. Immediatamente è giunto sul posto l’ispettore avvisato dall’agente di sezione. Il detenuto senza un giustificato motivo si è scagliato contro l’ispettore strattonandolo, insultandolo e minacciandolo di morte: nella colluttazione l’ispettore è stato raggiunto da sputi al viso e agli occhi. L’ispettore è dovuto recarsi presso il vicino ospedale per le cure e gli accertamenti del caso. Subito dopo il detenuto si è barricato in cella insieme agli altri tre compagni occupanti, la stessa cosa hanno fatto i detenuti della cella accanto, ed hanno iniziato a tirare oggetti nel corridoio. Soltanto verso le ore 16,30 la situazione è tornata alla normalità, grazie alla professionalità e allo spirito di abnegazione del personale di polizia penitenziaria che si è trattenuto in servizio oltre l’orario ordinario». «È assurdo che la polizia penitenziaria sia il terminale delle crescenti tensioni e violenze di alcuni detenuti. È giunta veramente l’ora di dire basta alle aggressioni contro la polizia penitenziaria», sottolineano i sindacalisti.

«La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione», dice Donato Capece, segretario generale del Sappe sollecitando un intervento urgente «per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria del Lazio».

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