Crociata di Calenda contro i videogames: “Rovinano i figli”. E sui Social piovono gli sfottò

domenica 4 novembre 19:11 - di Penelope Corrado

Una vera e propria tempesta di tweet contrai è piombata sul profilo di Carlo Calenda, dopo la sua presa di posizione sedegnata contro i giocatori di video games, che vedono le loro menti ottuse dalle playstation. «Fondamentale prendersi cura di ogni ragazzo: avvio alla lettura, lingue, sport, gioco. Salvarli dai giochi elettronici e dalla solitudine culturale e esistenziale. Così si rifondano le democrazie», aveva twittato l’ex ministro dello Sviluppo.

Da quel momento in poi, per tutto il giorno, la time line di Calenda è stata invasa da commenti, critiche, esortazioni e anche qualche complimento. Con una partecipazione forse mai registrata sulle pagine social dell’esponente del Pd, che in serata ha tirato le somme così: “Posso dire che una simile ‘passione’ non l’ho riscontrata su alcun argomento politico o sociale. Ripeto fa molto riflettere”.

Ironie della Rete sulla crociata di Carlo Calenda

A Calenda gli utenti hanno detto un po’ di tutto. Come il celebre blogger Insopportabile: “Salvarli dai giochi elettronici è un po’ forte e antiquato, come concetto”. L’ex ministro ha risposto a tutti, con decisione: “Sarà forte ma io considero i giochi elettronici una delle cause dell’incapacità di leggere, giocare e sviluppare il ragionamento. In casa mia non entrano”.

Tra i veri commenti, qualche garbata critica: “Signor Calenda io la stimo. Ma lei evidentemente sui giochi elettronici è rimasto un po’ indietro”, si legge. E anche post dai toni più decisi: “Ognuno a casa sua fa quello che gli pare ma ignorare una roba del genere, in una posizione del genere, è lo specchio di questo Paese sfasciato. Imbarazzante”, scrive un altro utente.

Calenda ha risposto (quasi) a tutti senza fare passi indietro. E qualcuno fa notare che la sua posizione è antica. Al Corriere della Sera aveva già detto, a proposito dell’educazione dei figli: «I videogiochi sono droga, atrofizzano il cervello. Al momento niente smartphone. Prima che con la tecnologia devono avere a che fare con la cultura».

Commenti

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  • Luisa 9 novembre 2018

    Per una volta che l’ha detta giusta.

  • Davide Calza 6 novembre 2018

    I VIDEOGIOCHI sono la rovina degli adolescenti ????? Non le droghe eh …. quelle chissenefrega rovinano solo migliaia di giovani e di famiglie ma guai a toccare la mafia per questi cani di politici. Vergognatevi avete la segatura nel cervello.

  • Guido955 5 novembre 2018

    Una presa di posizione totalmente sottoscrivibile.Chi ha qualche anno sulle spalle ha splendidi ricordi di partite a calcio,con le biglie, con i tappi. In mezzo agli altri, a socializzare. Che assoluta tristezza nel vedere bambini sul divano con questi marchingegni. Sottoscrivo in pieno qualsiasi possibilità di contingentare i video giochi e smartphones. Mandateli in strada con una palla, la sorpresa è assicurata.

  • G. 4 novembre 2018

    Ma ha detto solo cose sensate! Gli sfotto’ denotano rivelano la idiozia di chi li fa e di chi se ne compiace …

  • Angela 4 novembre 2018

    Per quanto le mie idee politiche siano lontanissime anni luce da quelle del PD,questa volta,e solo questa volta devo dire che sono d’accordo con Calenda,i video giochi sono la rovina degli adolescenti di oggi e mi piacerebbe che lo stato intervenisse in modo fermo e deciso su questa questione.

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