Carabiniere morto travolto da un treno: per il giudice non fu colpa del ladro…

martedì 13 novembre 11:17 - di Leo Malaspina

Non fu colpa del ladro, era stato il carabiniere a deviare il suo percorso, divergendo dal criminale che scappava e finendo poi sotto un treno di passaggio alla stazione di Caserta. A questa conclusione è arrivata il giudice che si occupa della morte del vice brigadiere Emanuele Reali, travolto da un treno a Caserta il 6 novembre scorso, mentre inseguiva un topo d’appartamento. L’indagato, il napoletano Pasquale Attanasio, accusato di furto pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale, è stato però scagionato, già in fase di indagine preliminare, dall’accusa di aver cagionato la morte di Reali “come conseguenza di un altro reato”.«La morte del carabiniere non può affatto definirsi una tragica fatalità», aveva scritto la pm Anna Ida Capone, nel decreto di fermo di Attanasio ravvisando il «nesso di causalità» fra la fuga del ladro e la morte del carabiniere. Il gip, inveve, non ha individuato né «una condotta colposa, coeva o successiva rispetto alla resistenza che consenta di far ritenere violata la regola precauzionale, né la sussistenza di un coefficiente di “prevedibilità” della morte» in grado di far desumere la responsabilità per colpa del fuggitivo.
Come mai? Le indagini avrebbero evidenziato che il vice brigadiere Reali ha optato per un percorso diverso rispetto all’Attanasio, “scegliendo una via d’accesso alla ferrovia alternativa all’inseguito”, “interrompendo il collegamento spazio temporale con l’indagato”, creando “una cesura tra inseguitore e inseguito”. Attanasio resta comunque in carcere, unico dei quattro ladri che, la mattina del 6 novembre, erano partiti a bordo di due auto dal Rione Traiano per svaligiare un’abitazione a Caserta.

Commenti

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  • stefano 14 novembre 2018

    prego perchè un ladruncolo qualsiasi provochi la morte di un familiare di qualche giudice. e’ ora di finirla con questo schifo di giudici

  • enrico 14 novembre 2018

    allo schifo della giustizia in italia non ce limite

  • Giannino 14 novembre 2018

    Che schifo il carabiniere non aveva altro che fare ,farsi una corsa fra i binari . sarebbe stato meglio se usava l’arma……

  • Giovanni Marchetta 14 novembre 2018

    Quanto prima per questo c****** del giudice il carabiniere si è suicidato. Come siamo messi male con la giustizia affidata a questi giudici o meglio dire criminali.

  • Giuseppe Tolu 13 novembre 2018

    Meglio sto zitto, altrimenti finisco i miei giorni in galera. Onore al carabiniere e all’Arma tutta.

    • Lalla 14 novembre 2018

      Concordo in pieno. Non ci resta che sperare che le cose cambino, ma è proprio un atto di fede da parte di chi ha oramai perso tutta la fiducia nella giustizia italiana!

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