Blitz contro i clan delle scomesse a Bari: in manette anche un cantante (video)

venerdì 16 novembre 19:38 - di Redazione

È stato catturato questo pomeriggio verso le 16 da militari del Gico e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, nel feudo di suo padre Savinuccio, al quartiere Japigia del capoluogo pugliese, Tommaso Parisi, detto Tommy, 35 anni, noto anche come cantante, ricercato dall’altro ieri nell’ambito della maxi operazione contro i clan che gestivano il settore delle scommesse e del gioco d’azzardo. Una sessantina di uomini, con l’ausilio di un elicottero hanno circondato la zona nella quale si nascondeva.

Da Bari alla Spagna: un giro internazionale

Nelle ultime ore sono stati catturati, grazie anche ai mandati d’arresto europei i fratelli Mariano, 37 anni e Michele Martiradona, 49, figli di Vito, detto Vitin l’Enel, 70, considerata la mente finanziaria dell’organizzazione e fratelli di Francesco Martiradnnna, 45, l’uomo che, secondo gli inquirenti, avrebbe internazionalizzato e fatto fare il salto di qualità tecnologico all’organizzazione. Il primo è stato stanato in Spagna, il secondo in Lombardia mentre faceva ritorno in Italia in auto dal paese iberico. Dei 22 destinatari della ordinanza di custodia cautelare, 20 sono stati arrestati. Ne mancano solo due destinati ai domiciliari. L’organizzazione aveva contatti e rapporti con ndrangheta, mafia siciliana e camorra.

A Tommy Parisi un business da 300mila euro a settimana

Secondo l’accusa, le sette sale da gioco riconducibili a Tommy Parisi, cantante neomelodico piuttosto conosciuto, fatturavano «circa 300.000 euro a settimana, quindi erano sale grosse». Con il 15% di utile medio, da dividere a metà con il bookmaker, e senza contare provvigioni di agenzia e gli altri giochi on-line. Sono queste, secondo la Gazzetta del Mezzogiorno,  le cifre che giravano nel sistema Martiradonna, azzerato mercoledì dall’operazione «Scommessa» della Dda di Bari. Un meccanismo, quello dei «.com» maltesi (le piattaforme senza licenzia italiana), che si era diffuso a macchia d’olio in tutta la Puglia: la Bet1128 dei Martiradonna aveva i suoi «master» anche a Foggia e nel Salento

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