Venti di sharia in Belgio, il partito islamico: «Non crediamo alla parità tra uomo e donna»

mercoledì 10 ottobre 16:02 - di Lara Rastellino

Venti di Shaaria in Belgio, nel cuore pulsante di quell’Europa che accoglie e ospita ma non riesce a integrare mai davvero. Lo ha testimoniato, nei mesi scorsi una volta di più, il leader islamico Redouane Ahrouch, numero uno del partito islamista belga, salito recentemente ai disonori della cronaca per essere stato colui che, ospite in uno studio tv, si è rifiutato di stringere la mano alla giornalista che lo ospitava (per l’appunto) in studio. Ve lo ricordate? Proprio lui: l’integerrimo di fede islamica che vorrebbe declinare i precetti coranici a ogni minimo gesto del vivere quotidiano, alimentando allarme e polemiche, equivoci e incomunicabilità, e che, con quell’ostentare il voler negare anche il minimo sguardo alla giornalista che lo stava intervistando indiretta tv, ha aperto la strada al vice-presidente del partito Islam, Talal Magri che, senza peli sulla lingua come il suo leader, davanti una tazza di caffè e davanti a una donna, non ha avuto timore di dire: «Se c’è parità tra uomo e donna? No, non c’è». E del resto, come riporta il Giornale in un servizio in esclusiva, «la parità tra uomo e donna, per lui e per loro, non esiste. Punto». Solo che siamo a Bruxelles…

L’ultima provocazione del partito islamico

Altro che dibattito sulla parità di genere: lì, nel profondo Belgio del melting pot dove l’Islam ha attecchito sul terreno sociale, invaso le periferie e si è fatto partito, non esiste dibattito, né parità di genere; tanto che l’interessante servizio del quotidiano diretto da Sallusti e pubblicato online, prosegue: «“Non c’è parità tra uomo e donna. Non ci credo a questo”, afferma Magri. “Credo però alla giustizia tra uomo e donna”, precisa». E ancora. «A questo punto, nel discorso interviene Tahiri. Con alcuni riferimenti filosofici, spiega che secondo la loro cultura non solo non esiste la parità di genere, ma non esiste nemmeno quella tra donna e moglie. “Un conto è essere una moglie e un conto è essere una donna. Non tutte le donne sono mogli. E chi non lo è, rimane una donna». Donne che, tra diritti e doveri, in base al programma elettorale del partito Islam propone – e insiste già da mesi con diverse proposte del movimento in materia – sulla netta separazione tra uomini e donne, specie sui mezzi pubblici. Tra i provvedimenti allo studio, infatti, non manca certo il progetto di segregare le donne «in bus speciali riservati», al riparo dalle molestie, certo, e dalle scosse della modernità.

 

Commenti

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  • honhil 10 ottobre 2018

    E l’Europa è servita! Basta questo ed avanza, per dare il benservito a Juncker e al resto della compagnia.

  • Laura Prosperini 10 ottobre 2018

    e questo è niente….
    quando saranno maggioranza i Belgi dovranno espatriare…
    poveri loro
    a causa del globalismo voluto dalle elite amaragane sui genieris/soros % C.)
    ma anche i furbi ricchissimi non hanno pensato che…potrebbero presto dover aver paura di un’euro-pa a maggioranza Islamica…e ho detto tutto…

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