Parla la mamma di Pamela: «Il vero razzismo è quello degli immigrati contri i bianchi»

venerdì 26 ottobre 12:55 - di Elsa Corsini

«Voglio parlare con la mamma di Desirée, perché so molto bene quello che sta provando in questo momento, perché so che posso aiutarla». Intervistata da il Messaggero, Alessandra Verni, la mamma di Pamela, la ragazza romana fuggita da una comunità di recupero di Macerata, stuprata e fatta a pezzi da carnefici nigeriani, “si confessa” senza filtri: «Senta, qui si parla ancora di razzismo. Io e Pamela non eravamo razziste, ma quando mai. I razzisti sono loro, gli extracomunitari, che non si integrano. Noi li accogliamo, sono loro che non ci accolgono. In una intercettazione come dicevano? Abbiamo una bianca da stuprare. Una bianca capito». La mamma di Pamela è un fiune in piena e attacca la retorica antirazzista sollevata a orologeria: «Sì fanno tante manifestazioni antirazziste, ma piuttosto difendessero i nostri figli», dice prima di confessare di riuscire a resistere al dolore straziante grazie alla fede. «Io Pamela la sento, mi manda segnali. Ora penso anche a Desirée, ridotta in quel modo. E alla sua mamma. Lo so solo io come sta».

La mamma di Pamela: razzisti sono gli immigrati

San Lorenzo? Alessandra Verni, romana doc, sa di cosa parla: «È un posto, in un contesto di degrado sociale che andava evitato, si poteva evitare. Anche stavolta non mancano gli imbecilli che dicono che se l’è andata a cercare, quasi che la colpa è della vittima e non del carnefice. Basta chiudere gli occhi di fronte a dati che sono oggettivi: sono tutti immigrati i protagonisti dei più orribili fatti di cronaca degli ultimi tempi». E ancora: «Non si può morire nel centro di Macerata, a San Lorenzo a Roma, come a San Giovanni: ci siamo dimenticati della povera Amalia Voican, trovata morta a maggio in una casa demaniale abbandonata, il corpo decomposto, le hanno dormito accanto mentre gli animali le rosicchiavano il viso». Tornando alla sua Pamela, ricorda che tra un mese è fissata l’udienza preliminare a carico di Innocent Oseghale, il pusher nigeriano accusato di aver ucciso e massacrato il corpo di sua figlia. «Ho chiesto più volte che indagassero più a fondo,  sopravvivo per dare giustizia a mia figlia e ora me la aspetto davvero. Non mi arrenderò mai. Aspettiamo fiduciosi, anche se il tempo per studiare le carte è poco. E se avremo delle domande da fare in quella sede, siano tutti certi che le faremo»

Commenti

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  • Leonardo 28 ottobre 2018

    … e come se non bastasse, giusto o sbagliato che fosse, quando Salvini è andato a S. Lorenzo, chi è che l’ha contestato? Proprio quei cialtroni che sono per l’immigrazione indiscriminata e strizzano l’occhio alla droga libera!

  • vittorio 28 ottobre 2018

    a fico boldrini e compagnia cantando bisogna dire chiaro e forte che l’unico habitat nel quale tanti immigrati sono a loro agio e nel tucul.

  • laura scattola 27 ottobre 2018

    DEVE ESSERE FATTA GIUSTIZIA PER QUESTE RAGAZZE UCCISE DA BESTIE CHE DOVEVANO RIMANERE NEI LORO PAESI DOVE QUELLO CHE FANNO QUI E’ CONCESSO. Meritano la morte atroce

  • Angela. 27 ottobre 2018

    Diciamolo una volta per tutte,che i veri discriminati siamo noi Italiani non gli immigrati coccolati dalla sinistra e dalla Chiesa!

    • vincenzo 27 ottobre 2018

      Cara Angela hai ragione… ma purtroppo hai dimenticato di dire che,queste persone sì che oramai,vengono coccolati da anni,come dici tù,dalla sinistra italiana e dalla chiesa,ma non hanno alcun deterrente o paura che lo spingono a riflettere,perchè chi li COCCOLA più di tutti,sono proprio la categoria dei magistrati italiani,ritenuti i primi porci e bastardi,perchè non danno la certezza della pena a chi commette reati grandi e/o di rilievo.

  • Lisetta Serra 27 ottobre 2018

    In effetti nessuno parla sell’odio Che una parte delle persone di colore ha verso le persone “bianche” una invidia verso quello che abbiamo. Abbiamo combattuto per la civiltà, la legalità, la sicurezza e la democrazia. Non possiamo accettare di ritornare all’età della pietra, alle uccisioni che sono normali nei paesi della maggior parte di questi extracomunitari. Dobbiamo difendere il nostro credo e i nostri diritti contro questa invasione.

  • giuseppe 27 ottobre 2018

    d’accordissimo!!!!

  • eddie.adofol 27 ottobre 2018

    ci vuole la pena di morte ripristiniamo la pena di morte contro i clandestini e i rom. e spariamo sui barconi che vengono nel nostro paese, in barba a tutte le leggi del PD di FI ed Europee.

  • Laura Prosperini 26 ottobre 2018

    …PRIMO NON NUOCERE
    questi piccoli buonisti ipnotizzati hanno dimenticato il più basilare dei detti
    cioè il buon senso e rincorrono, dottrine artificiale e ipnagogiche.
    creando solo repulsione per ciò che dicono

  • Rob 26 ottobre 2018

    orde di parassiti e delinquenti, questo sono gli africani. Feccia che in millenni non si è mai evoluta e organizzata in una società civile. Non concepiscono il lavoro e le regole, ma solo la sopraffazione e la violenza.

  • Claudia 26 ottobre 2018

    La signora è l’unica che può parlare perché sa cosa significa. I vari Boldrini, Fico e company si vergognino e abbiano almeno il pudore di state zitti. Sono con lei signora, spero che abbia almeno giustizia, è non che qualche buon giudice e avvocato difensore li faccia passare per povere vittime che in quel momento non erano in grado di intendere e volere, come sempre fanno. Purtroppo questo non riporterà in vita le vittime innocenti ma almeno ci sarà giustizia.

  • carlo 26 ottobre 2018

    La mamma di Denise ha perfettamente ragione pero ci sono personaggi come fico e la boldrini che difendono e vogliono integrare quei criminali che hanno violentato quella giovane alla schifezza di stabile al quartiere san Lorenzo questo e il risultato di continui clandestini salvati in mare una vera vergogna

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