I giovani italiani sono “drogati” di pornografia: fino a 7 ore al giorno a guardare sesso
Cronaca - di Monica Pucci - 18 Ottobre 2018 - AGGIORNATO 4 Marzo 2020 alle 10:14
Sempre più giovani sono schiavi dei siti web a luci rosse e della pornografia. L’indagine su duemila studenti sarà presentata nell’ambito del Progetto ”Marroni solidali” il 20 ottobre, nel corso di un convegno ”I giovani e i disagi della sessualità”, presieduto dal professore di Endocrinologia dell’università di Padova Carlo Foresta e dallo psicoterapeuta dottor Luca Flesia, della Fondazione Foresta Onlus.
Nell’occasione, sarà presentato lo studio realizzato su circa duemila studenti di una trentina di scuole superiori, principalmente venete, ma anche e di altre regioni d’Italia, uno studio finalizzato ad esplorare le caratteristiche della sessualità giovanile, dai cui risultati la salute sessuale dei giovani appare fortemente a rischio. Stando alla ricerca, il 4% dei giovani dichiara una tendenza ad un incremento della ricerca materiale pornografico in internet per tenere alto il livello di stimolazione sessuale. «Questo è fortemente indicativo del profilo sex addiction, che è una patologia comportamentale vera e propria che andrebbe individuata precocemente e curata – spiega il professor Foresta – Sono persone che rimangono anche più di sette ore collegate davanti ai siti porno, che si masturbano anche più volte al giorno e continuano a cercare nuove immagini, incapaci di limitare questo bisogno compulsivo».
Peraltro, i dati nazionali evidenziano un aumento nelle diagnosi di infezioni sessualmente trasmesse tra i giovani. I giovani del campione analizzato evidenziano un elevato utilizzo di pornografia e di sostanze stupefacenti. Entrambi comportamenti che risultano associate ad una maggior probabilità di disfunzioni sessuali. In particolare, fattori di rischio per le disfunzioni sessuali nei giovani maschi sono: l’obesità, il fumo, l’assunzione di droghe e l’uso frequente di pornografia. In termini probabilistici il 59,8% dei diciottenni maschi e femmine che lamentano disfunzioni sessuali fa uso di sostanze stupefacenti. Se tra i non utilizzatori di pornografia la percentuale di disfunzioni sessuali è del 10%, essa sale al 25% tra chi ne fa utilizzo più di una volta a settimana. Dai risultati emerge inoltre che non vi è una particolare attenzione alla protezione dalle malattie sessualmente trasmesse: il 52% degli intervistati dichiara di avere rapporti sessuali non protetti e solo pochi hanno dichiarato di aver effettuato dei test per l’Hiv.
«Dai questionari emerge la caratterizzazione di una sottopopolazione particolarmente a rischio – conclude Foresta – composta da coloro che dichiarano di aver avuto partner multipli nell’ultimo anno: questi giovani hanno con più probabilità rapporti sessuali non protetti, dichiarano di aver avuto infezioni sessualmente trasmesse e di fare maggior uso di sostanze stupefacenti e di pornografia. Tutte variabili che a loro volta sono associate a maggior probabilità di disfunzioni sessuali».
di Monica Pucci
Ultima notizia
Gli auguri della premier
Suor Monia Alfieri ringrazia la Meloni per “quanto fa per gli italiani”, poi asfalta gli haters di sinistra
Cronaca - di Monica Pucci