Germania e non solo, l’Europa rischia la desertificazione spirituale

martedì 23 ottobre 13:41 - di Mario Bozzi Sentieri

Riceviamo da Mario Bozzi Sentieri e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore, In Germania, Paese considerato ai vertici della comunità  europea, è in corso un significativo processo di desertificazione spirituale, segnato dalla chiusura delle chiese e dalla diminuzione dei fedeli, non solo cattolici. Come ha riferito recentemente la “Süddeutsche Zeitung”  – citata da “ItaliaOggi” – in Germania, ogni anno, escono dalle diverse confessioni religiose più o meno 200 mila fedeli. Il picco si è avuto  nel 1991, con 300 mila abbandoni da parte degli evangelici e 200 mila dei cattolici. L’anno scorso hanno abbandonato 190.284 luterani, e 167.584 cattolici. I luoghi di culto vengono chiusi o trasformati in  ristoranti, centri sportivi, perfino garage. Mancano i fedeli e anche i preti e i pastori di Lutero, mentre si moltiplicano le moschee: erano circa 206 dieci anni fa, oggi sono 2.750, e quella di Colonia aperta nel 2017 è la più grande d’Europa nel cuore della diocesi cattolica più ricca. 

I nuovi quartieri non hanno ormai più luoghi di culto. Le chiese, spiega chi rifiuta ogni appartenenza religiosa, non danno  risposte alle domande del nostro tempo. Nel frattempo però non è che la qualità della vita degli  agglomerati urbani, vecchi e nuovi sia migliorata. A vincere è il malessere sociale, alimentato  proprio dalla mancanza di senso e di religiosità, mentre a  vincere, in un mondo senza campanili, è l’esasperato individualismo, la scomparsa dell’idea stessa di bene comune, i particolarismi, l’anonimia urbana. 

Cala insomma il “tasso di spiritualità” ed aumenta lo spaesamento, con tutto ciò che comporta proprio in ragione della tenuta sociale, mentre avanza con  il “relativismo urbano”, corollario di quello etico, l’idea che, eliminati i campanili, la verità come possibilità del pensiero non esista, quindi è inutile cercarla ed ancor più informarsi ad essa. Su questa base non vale la pena ricercare o coltivare verità assolute, quanto piuttosto prendere coscienza che ogni conoscenza è condizionata da elementi di ordine sociale, culturale e politico. Ne consegue che ogni verità è il prodotto della cultura ricevuta. Spezzare la catena della tradizione, intesa come trasmissione di verità, è dunque possibile e necessario – secondo tale orientamento – per realizzare una piena liberazione dell’uomo.

L’ultima spiaggia è la desertificazione spirituale, anche urbana, con il risultato di lasciare senza risposte un uomo che invece chiede identità, appartenenza, valori in cui riconoscersi. Può una comunità vivere senza simboli, che ne legittimo la stessa ragion d’essere spirituale ? Può ridursi un agglomerato urbano ad una mera funzione abitativa ? Come scriveva Simone Weil (La prima radice) “il bisogno di avere radici è forse il più importante e il meno conosciuto dell’anima umana. Difficile definirlo. L’essere umano ha le sue radici nella concreta partecipazione, attiva e naturale all’esistenza di una comunità che conservi vivi certi tesori del passato e certi presentimenti dell’avvenire”. E’ dunque alzando il “tasso di  spiritualità” che nuove ragioni, più alte e mature, possono essere trovate al superamento della crisi. E’ spostando la sfida dai valori materiali a quelli immateriali, che possiamo prefigurare una società in grado di andare  realmente oltre  la crisi contemporanea. Al “vitello d’oro” continuiamo a preferire il suono delle campane …

Commenti

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  • giordano 23 ottobre 2018

    E’ quello che le elite finanziare volevano. Vanno avanti nel loro piano di distruzione della identità nazionale di cui anche la religione è parte. Questo Bergoglio non lo vuole capire. Dovrebbe dire: Alzate i muri, abbattete i ponti!

  • Laura Prosperini 23 ottobre 2018

    non mi venite a dire che qualcuno si meraviglia della Islamizzazione dell’euro-pa????
    perchè non ci credo!!! a lor signori non interessa l’aspetto religioso/spirituale
    affatto, interessa solo l’aspetto economico (sbagliando totalmente la cultura economica da applicare, ndr) ed hanno creato, solo per questo, l’esercito di riserva pronto a distruggere il costo del lavoro
    (mi diranno poi chi spende nel mercato interno viste le remunerazioni da fame ai lavoratori a chiamata/precarizzatissimi) come dicono questi straordinari imprenditori: moneta non olet chiunque la detenga, per cui a loro interessa solo quello non gli uomini.
    La Moneta è il loro unico dio (vi ricorda qualcosa?)
    altro non vogliono, per loro il Popolo, qualsiasi, di qualsiasi colore e di (quasi) tutte le religione
    è meno umano di loro, le elitè, gli eletti, il resto dei Popoli si pone, nella Creazione, fra l’uomo e la bestia, a metà stada per cui va gestito va comandato e magari, in particolari momenti e se si comporta bene gli danno anche alcune prebende perchè sono dei generosi mecenati (non perchè il Popolo bue ha dei diritti…)
    La guerra è Elitè contro Popoli, banche contro massa, moneta/oro contro umanità

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