Gad Lerner senza pietà (e senza vergogna): il suo tweet su Desirée infiamma il web

sabato 27 ottobre 15:22 - di Prisca Righetti

Cè chi gli dà del «miserabile»; chi lo invita al «silenzio» e chi lo esorta a «vergognarsi»; poi, più pacatamente, c’è anche chi prova a giustificarne l’uscita non proprio felice affidata a un cinguettio che si innesta su un terreno già abbondantemente divorato da sciacalli e avvoltoi. Comunque la si giri e la si guardi; quantunque la vicenda si presti a una lettura che non può escludere del tutto i chiaroscuri, fatto sta che, la morte e gli abusi sulla povera Desirée Mariottini continua a far discutere: se poi a gettare alcol sul fuoco ci si mettono pure i commenti equivoci postati sui social da illustri giornalisti e scrittori come Gad Lerner, allora la miscela esplosiva esplode, e rischia di far deflagrare tutti i suoi devastanti e irrispettosi effetti ancora a lungo…

Gad Lerner e quel tweet su Desirée che suscita polemica e infiamma il web

Il giornalista, con un’asciuttezza al limite della freddezza, tra toni da cronista e anamnesi dei fatti dal piglio chirurgico, seziona la notizia e la commenta, postando: «Dopo #PamelaMastropietro guardiamo attoniti la vita e la morte di #DesireeMariottini: dipendente da eroina, figlia di spacciatore italiano e madre quindicenne, vittima di pusher immigrati. Vicende tragiche che dovrebbero suggerirci qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale», dando spazio prioritario a quel «dipendente da eroina, figlia di spacciatore italiano e madre quindicenne» e relegando quasi all’angolino quello che è invece il fulcro nevralgico della questione: «Vittima di pusher immigrati». Poi, l’immancabile richiamo al politically correct affidato ad un invito a riflettere su «qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale». Impossibile dissentire da chi, tra i tanti, tantissimi follower “provocati” dal tweet, ha letto tra le righe di quella cronistoria delle breve vita familiare di Desirée un’implicita sentenza di condanna indirizzata alla vittima prima ancora che a chi dovrebbe essere indirizzata: i suoi carnefici (il cui fermo, per inciso, è stato appena convalidato dal gip), con buona pace di chi ancora sostiene che il problema che affligge le nostre città sia l’odio razziale, mentre insofferenza e indignazione sono semmai i sintomi e gli effetti collaterali di un male che la dissennata politica della gestione dei flussi portata avanti per anni e da almeno tre governi di centrosinistra consecutivi ha contribuito a endemizzare.

Altro che odio razziale: non è un problema, ma un suo sintomo…

Una vicenda, quella dello scempio mortale compiuto dai pusher africani sulla 16enne di Cisterna di Latina, che anche grazie a tweet come quello di Lerner, come di altri, non accenna a far spegnere i riflettori puntati su vittima e carnefici, e che negli ultimi giorni ha registrato diverse anomalie, eticamente e moralmente parlando, non solo sui social. E allora, è accaduto per esempio, appena mercoledì scorso, che gli antagonisti dei centri sociali e le femministe potessero scatenarsi contro il ministro dell’Interno in visita a San Lorenzo per portare una rosa sul luogo dell’omicidio di Desirée: un frangente vergognoso in cui si dato spazio a urla e insulti in difesa di spacciatori e violenti che presidiano il quartiere e occupano abusivamente stabili abbandonati al degrado e trasformati in centrali di spaccio e criminalità d’importazione straniera. Solo poco fa – e non stupisce – è arrivata poi la replica risentita dei residenti che hanno fatto sapere, e a chiare lettere, di non voler vedere i centri sociali al funerale della ragazzina. E tutto mentre sul web si dibatte sulla spinosa questione odio sì, odio no, contro gli immigrati violenti e sulle responsabilità delle istituzioni assenti in quelle che sono diventate ormai delle zone franche in mano a clandestini pericolosi. Web in queste ore impegnato a replicare al tweet di Gad Lerner, che sta facendo davvero parecchio discutere. E nel delirio, la madre di Desirée prova a difendere sua figlia: «Era cambiata, non si drogava»: ma il suo estremo tentativo di difendere la vittima, passa quasi inosservato…

 

 

Commenti

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  • Paola 29 ottobre 2018

    Lerner non dovremmo neanche più vederlo!!!!!!

  • Caesar 28 ottobre 2018

    Esempio tipico di sinistroide sempre dalla parte degli immigrati anche quando delinquono e contro l’operato delle forze dell’ordine.
    Purtroppo in Italia c’è un cancro ancora più grave della Mafia da estirpare … la Sinistra

  • Caesar 28 ottobre 2018

    Lerner illustre giornalista e scrittore?! Ma dove?! Ma quando?!
    E’ soltanto un sinistro squallido e fazioso!

  • Nicola 28 ottobre 2018

    Nessuno ha capito nulla di ciò che intende dire. L’antecedenta causale dell’accaduto è la carenza di responsabilità dei Suoi, già come persone e di conseguenza come genitori. Poi per carità, gli assassini, immigrati o meno che siano, debbono essere puniti, e senz’altro più duramente rispetto ai canoni correnti. Ma prevenire è sempre meglio che punire. Che ne dite?

  • lucio 28 ottobre 2018

    Perchè queste disgrazie vengono strumentalizzate solo su certe persone non su altre? Prendiamo esempio il caso Kucchi, pure lui spacciatore e consumatore di droga, pure lui morto ammazzato, ma in questo caso non si parla mai del suo passato.

  • Francesco 28 ottobre 2018

    È possibile che i grandi pensatori alias filosofi non capiscono che è questo loro modo di porsi a tali problemi sociali….sia fonte di presunto razzismo ?….. almeno che pensino che il popolo sia bue……

  • Neutra 28 ottobre 2018

    Non ci spreco neanche una parola

  • Neutra 28 ottobre 2018

    Sei talmente orribile, che non meriti neanche di essere offeso

  • Luigi Antonio Fino 27 ottobre 2018

    Vi ricordate come Gianfranco Fini incensava Gad Lerner? Non aggiungo altro….. Non viviamo in un Paese libero, in un vero Stato di Diritto. Pertanto rischierei una denuncia, ed una condanna….., da uno o tutti e due questi squallidi figuri. La chiudo qui…..

  • Claudia 27 ottobre 2018

    Avevo cercato di confutare quanto è stato scritto in quel twitter schifoso, poi ho cancellato tutto perché non ci sono parole adeguate.Scusaci Desiree scusaci tutti ,stiamo qui a pontificare e dimentichiamo che sei morta in modo atroce, da sola, senza aiuto, a 15 anni. Perdonaci perché fra qualche settimana tutti si rivolgeranno ad altre cose e tu sarai ricordata solo dai tuoi genitori, che dovranno sopportare ,oltre il dolore della tua perdita ,il fango che certe persone stanno buttandogli addosso senza conoscerli, senza sapere nulla di te, di loro.

    • Giorgio Maria Borgato 29 ottobre 2018

      Claudia , grazie . Finalmente uno sguardo umano su questa vicenda orripilante . Se esistesse un ‘Pulitzer’ dei commentatori , oggi lo darei certamente a te . So cosa si prova a cancellare tutta un’arringa intuendo all’improvviso d’esser caduti nella trappola delle opinioni e delle faziosità . Desirè avrebbe avuto bisogno di un’amica come te , col cuore e la mente al di sopra degli schieramenti . Forse si sarebbe salvata . .

  • 27 ottobre 2018

    Ma e la verità o creazione di fantasia a parte di Lerner??? Se è fantasia e il più ignorante, crudo commento diretto alla famiglia…se è la verità chiudiamo la bocca, perché la verità va espressa.

  • Giuseppe Tolu 27 ottobre 2018

    Il solito galleggiante

  • Francesco Fello 27 ottobre 2018

    Lerner, hai perso una buona occasione per astenerti dal fare commenti. La tua faziosità è talmente nota che nemmeno dinanzi al massacro di una povera ragazza viene meno. Dovresti vergognarti.

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