Anche Tria angosciato dallo spread: “Non possiamo tenerlo così alto a lungo”

mercoledì 24 ottobre 20:05 - di Monica Pucci

Le Borse europee chiudono in rosso la seduta odierna di scambi, dopo un tentativo di recupero in avvio. La risalita dello spread, arrivato a superare i 320 punti e l’andamento negativo di Wall Street, appesantita dalle tensioni dei fatti di cronaca e dal calo degli indici tecnologici, hanno spinto al ribasso i mercati del Vecchio continente che hanno accumulato perdite dallo 0,28% di Bruxelles allo 0,73% di Francoforte. Unica in controtendenza Londra, che ha chiuso con un progresso dello 0,11%. Piazza Affari è la peggiore tra le consorelle: l’indice Ftse Mib arretra dell’1,69%, l’All Share cede l’1,57%. A soffrire maggiormente, i titoli bancari che accumulano perdite fino ad oltre quattro punti e mezzo percentuali.

“Per ora non ci sono motivi per cambiare manovra perché pensiamo che sia corretta”, commenta ì il ministro dell’Economia Giovanni Tria nel corso della registrazione della trasmissione ‘Porta a Porta’.  Ma ammette: “Lo spread sopra i 300 punti non è una febbre a 40 ma neanche 37, ma è un livello che non possiamo tenere così troppo a lungo”. Secondo Tria, infatti, “uno spread alto pone un problema al sistema bancario”.  ”Ci saranno gli stress test il prossimo mese”, spiega, ”lì si vedrà situazione e vedremo come intervenire”.

E la Ue? Per il ministro, ha fatto valutazioni troppo superficiali: ”Il problema non è il deficit ma l’incertezza politica di dove il governo va a finire e questo porta il governo a ribadire che restiamo nell’euro”, dice a Vespa. ”Non è che se il deficit va al 2% qualcosa cambia”, osserva Tria insistendo sul fatto che ”per riportare lo spread a livelli normali non serve abbassare il deficit”. Inoltre, sottolinea il ministro, ”il profilo del deficit, al di là delle regole europee esistenti, da un punto di vista economico non può mettere in discussione il debito”.

”È la prima volta” che la Commissione Ue boccia una manovra ”da quando esiste questa giunta di regole denominate Fiscal compact”, chiarisce il ministro dell’Economia. Nelle prime due decadi circa dall’introduzione dell’euro ”le regole sono state molto spesso violate, per primi da Germania e Francia, e non sono neanche state condannare, e poi ci sono state varie procedure di infrazione”, ha aggiunto.

Commenti

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  • Laura Prosperini 25 ottobre 2018

    mi vergogno un po a dirlo, anche per riservatezza ma sono quasi orgogliosa che questa fetida euro-pa abbia bocciato la maniovra, si, lo so, questo è stato fatto solo per portare problemi all’Italia e far ricredere il nostro Governo ma
    è quasi una certificazione, non so come meglio spiegare, una conferma che veramente siamo finalmente, dopo 30anni,
    NELLE GIUSTA DIREZIONE
    magari con poca spinta ma se loro (che sono pupazzi delle banche speculative) dicono e fanno ciò
    mi confortano, sono nelle giusta strada, ora occorre percorrerla con coraggio e capacità

  • sergi 25 ottobre 2018

    L’Europa ci sta facendo paura con lo (spread) grazie a PRODI buona anima.!!

  • Angela 25 ottobre 2018

    In questi (lunghi anni)in cui ha governato la sinistra non eletta …non abbiamo mai sentito parlare di spread…ora che al governo c’e un esecutivo non sinistroide ,ecco che tutti i giorni ci ammorbano con questo spread …

  • Giuseppe Forconi 25 ottobre 2018

    Lo “SPREAD” cioe’ la spalmata, chi lo ha inserito in questa confusionaria amministrazione europea? Forse la Germania, che della economia europea se ne frega, perche’ entro’ nell’euro a parita’ di valore ex Marco e non come successe all’Italia grazie al grande cervello frega prossimo di PRODI. Se ora il nostro Paese si trova nei guai e’ grazie a lui, ma non si capisce perche’ a Bruxelles, invece di comprendere, soprassedere, temporeggiare, ci colpisce senza ritegno. Chi da dentro il nostro governo ha cercato ed ora sta ancora cercando di venderci a poco prezzo con sommo disprezzo ??

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