Tra balcone e «me ne frego»: ecco perché Di Maio e Salvini fanno i “fascisti”

sabato 29 settembre 20:33 - di Aldo Di Lello

Di Maio e Salvini fanno il verso ai fascisti.  È quello che ci regala la cronaca politica di questi ultimi giorni. Se il vicepremier del M5S si affaccia al balcone di Palazzo Chigi rievocando la memoria ducesca  dei discorsi da Palazzo Venezia, quello della Lega rispolvera da parte sua il fascistissimo “me ne frego” , che per la verità non fu coniato dai fascisti ma dai legionari dannunziani a Fiume, in onore e nel solco degli Arditi della Prima guerra mondiale.

Che non siano episodi casuali è cosa di tutta evidenza.   Prima, qualche mese fa, ha cominciato Salvini rispolverando il mussoliniano “molti nemici molto onore”, l’altra sera Di Maio ha voluto fare di meglio richiamandosi appunto alla memoria dello “storico balcone” . Sulla scia di Di Maio, si è lanciato oggi Salvini col motto legionario poi incorporato  nella fraseologia fascista.

Le polemiche divampano, anche perché queste provocazioni  politicamente scorrettissime arrivano proprio nei giorni più duri del braccio di ferro con l’Europa e con i vari poteri burocratici e istituzionali. È fin troppo scontata la conclusione che sia Di Maio sia Salvini intendano in questo modo suscitare reazioni che permettano loro rimanere sempre al centro della scena. Ma forse, in queste “trasgressioni”,  è contenuto  un messaggio ulteriore, qualcosa che va al di là della semplice provocazione ad uso mediatico. È l’idea, probabilmente,  di una discontinuità, di un cambiamento d’epoca, di un passaggio storico, tutte cose che sarebbero rappresentate dal governo giallo-verde. E non c’è niente di meglio di un pizzico di “fascismo” per sottolineare il senso di una trasformazione “epocale” , di una messa in discussione delle culture politiche egemoni  presso l’establishment italiano.

Questi richiami al Ventennio dei due vicepremier segnalano il fatto che, nell’immaginario collettivo degli italiani, quello fascista rimane un grande giacimento storico. Attenzione però a non esagerare, Perché la storia non si presta a essere sfruttata più di tanto nella politica spettacolo di tutti i giorni. Il passaggio  dalla memoria della grandezza e della tragedia all’effetto della farsa e della burletta è un rischio sempre incombente. E la storia dell’Italia va sempre e comunque rispettata.

Commenti

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  • Lorenzo Brunello 30 settembre 2018

    Da non fascista sono d’accordo con te, questi si attaccano a ogni appiglio, non avendone di propri. Il Fascismo è ed è stato altro.

  • Andrea 30 settembre 2018

    Molti sostengono che vada considerato anche il Fascismo buono con tutte le sue scelte e trasformazioni positive all’avanguardia per quell’epoca storica.Io mi auguro che il Governo attuale sappia adeguarsi ai tempi e coniugare stabilità e giustizia sociale perché a mio modesto parere sono entrambi valori importantissimi destinati a coesistere invece di essere perennemente in conflitto.

    • sergio la terza 1 ottobre 2018

      Non ti illudere il Fascismo non si riesce a copiare manca…il CAPO.-Due illusi tipo dimaio e salvini possono cercare di fare le mosse senza riuscirci.-

  • Giorgio60. 30 settembre 2018

    Se è vero che l’Italia è un popolo di vecchi e in fondo sono gli unici che vanno a votare sempre non c’è niente da stupirsi se gli anziani hanno ricordi di quando potevano lasciare la porta aperta e nessuno si sarebbe permesso di entrare in casa i treni erano un posto sicuro e i figli andavano nelle colenie estive le donne potevano uscire di casa nessuno si sarebbe permesso di infastidirle fate un po voi le considerazioni

  • Angela 30 settembre 2018

    Quanti scervellamenti inutili!ma quali fascisti,Di Maio e Salvini sono due giovani politici che usano il linguaggio che si usa oggi e non solo in politica….e fanno bene a dire ciò che pensano senza l’ipocrisia che ha invece connotati i politici ipocriti di un tempo.

  • Giuseppe Forconi 30 settembre 2018

    Fare della critica, rievocare battute, rilanciare detti ed altro, fa un po di folklore, ma bisogna stare attenti, cioe loro, perche’ la nuova destra non vuole, non crede a nessuna di queste battute, anzi, si potrebbe ritorcersi contro tanto a Salvini come a Di Maio. La nuova destra vuole saggezza, educazione, chiarezza giuste parole e promesse, seguite da realizzazioni.

  • JOE 30 settembre 2018

    Questa nuova “luce” che porta questo governo potrà rievocare nient’altro che una netta opposizione a qualsiasi dittatura o ideologia

  • yuri 29 settembre 2018

    Sono 2 poveracci;uno vuole addirittura buttare 2 miliardi per i centri per lì’impiego per giustificare altri 8 miliardi da dare a chi lavora in nero;poi vuole portare le pensioni minime a 800 euro,pensioni non coperte da contributi ovviamente.A questo punto molti che li versano si chiederanno perchè versano questi contributi se poi Il Di miao ti da lo stesso la pensione.Tanto vale che te li mangi.
    Il secondo bullo lancia proclami simili a quelliche lancia contro i barconi e vuole mandaqre in pensione giovani di 62 anni anche non fcenti lavori usuranti e con appena 38 anni di contributi.Il che invece di creare altro lavoro lo farà sparire perchè gli arzilli vecchietti incasseranno la pensione e continueranno a lavorare magari in nero.In pratica si sono accaparrati i voti con succose promesse.Il bello è che sono propio i pensionati che dovrebbero contestarli perchè faranno saltare il bnco e allora addio pensioni per tutti.

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