Scriveva recensioni false su Tripadvisor: italiano condannato per truffa

mercoledì 12 settembre 19:35 - di Penelope Corrado

La sentenza del Tribunale penale di Lecce, che ha condannato a nove mesi di prigione e al pagamento di una somma per spese e danni il proprietario di una società che vendeva recensioni false su Tripadvisor, «è un segnale molto importante». Il commento è di Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. “In questi anni abbiamo collaborato con TripAdvisor segnalando tutte le situazioni in cui venivano offerte recensioni a pagamento. Oggi questa sentenza fa giustizia per tanti operatori che lavorano con impegno e correttezza. Un precedente importante che potrà dissuadere quanti abbiano pensato di utilizzare le opportunità della rete in modo distorto», conclude.

L’uomo vendeva a hotel e ristoranti false recensioni su Tripadvisor

Si tratta di uno dei primi casi legali in cui si definisce un crimine il fatto di scrivere recensioni false e per giunta sotto falso nome. «Non possiamo però dimenticare – commenta la Federalberghi – che siamo di fronte ad un problema dalle dimensioni enormi. Né possiamo illuderci che possa essere risolto affidandosi al meritorio lavoro della magistratura o alla buona volontà dei singoli». «A nostro avviso, – proseguono gli albergatori – la soluzione non può che risiedere in una robusta affermazione del principio di responsabilità. Il primo passo che i portali devono compiere per radicare un sistema in cui prevalgano le vere recensioni, scritte da veri clienti, che raccontano una vera esperienza, è un deciso stop alle recensioni anonime e ai nickname di comodo». «Ognuno dev’essere libero di esprimere la propria opinione – conclude la nota – Ma l’azienda che viene recensita e le persone che leggono la recensione hanno diritto di conoscere la reale identità dell’autore e di sapere se sta raccontando frottole o un’esperienza autentica».

La denuncia è partita proprio da Tripadvisor

I fatti risalgono al 2015: il team di Tripadvisor ha identificato un’azienda di nome PromoSalento che operava illegalmente in Italia. «Questa azienda – ha scritto Brad Young, VP, Associate General Counsel di TripAdvisor – si offriva di scrivere recensioni false per i business dell’ospitalità col fine di migliorare il loro profilo su TripAdvisor». Durante il corso delle indagini «le nostre analisi tecniche ci hanno portato ad identificare prima e poi a rimuovere o bloccare oltre 1.000 tentativi di invio di recensioni su TripAdvisor ad opera di PromoSalento relative a centinaia di strutture». Da qui la denuncia e la sentenza del tribunale di Lecce di questi giorni con la storica condanna ai danni del proprietario di PromoSalento.

 

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