Salvini alla conquista di Latina. Ma qui deve misurarsi con il ricordo dell’ex-Rsi Finestra (video)

venerdì 28 settembre 20:00 - di Adele Sirocchi

La festa regionale della Lega nel Lazio si svolgerà a Latina. Una scelta non casuale: la città dell'”Agro redento” infatti ha tributato al Capitano Matteo Salvini una fetta generosa di consensi ma è anche una città-simbolo per la destra, vera roccaforte di sentimenti nazionalpatriottici (e nostalgici) pronti a farsi sedurre dalle parole d’ordine del sovranismo.

A Latina-Littoria la Fiamma missina, che in tutta Italia era recintata in un ghetto sormontato da un alone di demonizzazione, esibiva gagliardamente i richiami al passato. Non a caso qui Antonio Pennacchi ha ambientato il suo romanzo “Il fasciocomunista”, che racconta le gesta di Accio Benassi, giovanissimo iscritto al Msi poi passato su opposte sponde. E ancora grazie allo stesso scrittore Latina è diventata città celebrata a livello letterario con la vittoria al premio Strega dell’altro romanzo, “Canale Mussolini”. Se c’è un fascismo buono del quale si può e si deve parlare, a dispetto di ogni tentativo di rimozione, è quello che si è concretizzato nella nascita dalle paludi di una Terra nuova, la stessa celebrata da Corrado Alvaro nell’omonimo reportage.

Non è un caso che Matteo Salvini faccia tappa in questa città che fu città di fondazione, archetipo dell’architettura razionalista, proseguendo nel suo viaggio alla conquista dell’immaginario della destra che fu. Ma porterà ruspe e rosari al posto dei fasci littori. In ogni caso il Capitano dovrà misurarsi qui con un’eredità pesante: l’ultimo a potersi fregiare del titolo, in quel di Latina-Littoria, fu infatti il senatore missino Ajmone Finestra, eletto sindaco nel 1993 da sette cittadini su dieci. Un successo strepitoso. Tanto più che Finestra era un ex Rsi, uno di quegli “sconfitti” che a partire dal 1946 si erano dati da fare per tenere viva la Fiamma del ricordo e dell’onore. “Sdoganato” dai voti dei suoi concittadini, come primo atto volle rifare la piazza centrale così come l’aveva voluta il Duce. Al Secolo raccontò che, in mongolfiera, aveva preso visione dall’alto del “suo” territorio. Si consegnò agli americani il 2 maggio del 1945 e da lì venne avviato nel campo di prigionia di Coltano. Tempra durissima, la sua, di uno che amava dire di sé: “Se ci fossi stato io accanto al Duce, non lo avrebbero preso”. Eppure affidò il piano regolatore di Latina a un urbanista vicino al Pci come Cervellati, per frenare ogni voglia speculativa. Sapeva fare politica, cioè sapeva fare sintesi.

Ancora, quel sindaco volle riconsegnare alla città le memorie cancellate, stabilendo l’intitolazione di strade a personaggi rimossi: tra questi Araldo di Crollalanza, ministro dei Lavori pubblici con Mussolini che guidò l’ Opera nazionale combattenti, Nello Mazzocchi Alemanni, ispettore della stessa organizzazione, Aldo Zanetti, ingegnere durante la bonifica, Valentino Orsolini Cencelli, che come commissario dell’ Opera nazionale combattenti ha avuto un ruolo di spicco nella nascita di Littoria. Poi due giovani dell’allora Littoria morti in guerra, Luciano Bonanni e Giorgio Cocchi e persino la prima maestra di Littoria, Lucia Scaravelli. Per il Presente! ai suoi funerali, nel 2012, non ci furono schiamazzi dell’Anpi. Insomma un sindaco molto amato, un capitano che sarà difficile rimpiazzare nell’animo dei suoi concittadini. Ma Salvini, abituato ormai ai bagni di folla, ci proverà anche qui.

Commenti

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  • Fab Pittana 29 settembre 2018

    …………..per noi friulani e’ sempre LITTORIA…..!

  • leonardo rocco tauro 29 settembre 2018

    Attenti. Troppi innamoramenti nei confronti di Salvini- A destra ci sono già forze politiche rispettabili e rispettate. Che procedono nella direzione della difesa e del rilancio dei valori nostri, che sono eterni.
    Ai programmi surrogati, con tutto il rispetto dovuto, dovremmo preferire sempre gli originali.

  • Roberto de Rubertis 29 settembre 2018

    Salvini si sta bruciando in compagnia del 5*,ha votato per i fnnulloni che prendono “la nazionalità” e lavorano in nero.Non risulta che abbi buttato fuori qualche centinaia di migliai di negri come aveva promesso mentre qualcuno riesce a sbarcare in qualche modo.SALVINI SVEGLIATI perderai una valanga di voti se continui con questi trastulloni

  • Fabio 29 settembre 2018

    Dicevo , capisco ma se un sindaco non si fa valere che sindaco è ? Ma chi lo capisce ?) ecco la città cade a pezzi , mai stata così all’apparenza Latina , era in piccola oasi di pace ma si sta riempendo di brutta gente del sud , Romeni , delinquenti ed è tutta colpa di uno che non sa gestire , c’e fame e povertà in ogni angolo della città e ripeto , era un oasi di pace e meraviglia , povero Mussolini , si rivolterà dentro la tomba un milione di volte !

  • Fabio 29 settembre 2018

    Sono anni che per motivi di lavoro vivo a Latina per settimane e posso garantirvi che salvini prender una marea di consensi , la città per la prima volta sta in mano ad un sinistroide con una lista civica e la città sta cadendo a pezzi , erbacce e immondizia dappertutto , strade dissestate come a Roma e basta dire che è un ex primario dell’ospedale di Latina , ecco , provate nello andare al pronto soccorso , ore di fila per aspettare il turno e se disgraziatamente dovessero ricoverarti , allora sono cacchi tuoi , rimarresti dai 5 ai 10 gg in Corsia , (so bene che non dipende dal comune di Latina ma magari dalla regione ma dico

  • Angela 29 settembre 2018

    Salvini non è uomo di sinistra e questo Latina lo sa.

  • 29 settembre 2018

    Il passato e il passato Italia non deve vivere nel passato ma credere nel futuro!!

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