Roma, paura sulla metro B: rapper irrompe in cabina e “sequestra” il treno (video)

mercoledì 19 settembre 17:31 - di Redazione

“Non una provocazione ma un episodio grave che dimostra le falle esistenti nei sistemi di sicurezza nel trasporto metropolitano di Roma”. Lo afferma il Codacons, commentando il caso del rapper che si è introdotto nella cabina di guida di un convoglio della metropolitana della Capitale, rimanendoci per diverse fermate senza che nessuno si accorgesse di nulla. “Per tale motivo – prosegue Codacons – invitiamo la Procura di Roma ad aprire una indagine sul caso accertando i fatti ed individuando i responsabili che hanno messo a repentaglio l’incolumità degli utenti”.

“Crediamo ci siano gli estremi per un intervento della magistratura – spiega il presidente Carlo Rienzi – E’ necessario capire come sia possibile eludere con tanta facilità la vigilanza all’interno delle stazioni della metro della capitale ed introdursi nelle cabine di guida senza che nessuno intervenga. La sicurezza dei passeggeri, specie in un momento delicato come quello attuale a causa del rischio terrorismo, dovrebbe essere garantita in modo totale, e al contrario si registrano falle ed omissioni che avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi se al posto del rapper ci fosse stato un criminale a bordo del convoglio”.

Commenti

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  • Aurora De palma 20 settembre 2018

    La cosa peggiore per un popolo è il livello di cultura basso.. e come cultura nn intendo solo sapere quanti monumenti o chiese ci sono e quanto sono belle ma un insieme di parametri che fanno dell’ uomo un essere Umano Serio. Tra queste la sensibilità l educazione il rispetto la comprensione.

  • Roberto 20 settembre 2018

    Guardie Giurate addestrate con incarichi di P.S./PG

  • sergi 20 settembre 2018

    Ma la sicurezza d’ove in Italia, non esiste puoi entrare da per tutto esempio: in Ospedale non ce nessuno che ti controlla ne di giorno ne di notte. in metrò a ROMA nessun controllore, strano ma vero. ecc..ecc..!!

  • franco 20 settembre 2018

    questi falliti andrebbero messi in campi di lavoro a spaccare pietre.

  • PIERO 20 settembre 2018

    COME FALLA DELLA SICUREZZA QUESTA E’ LA PIU’ PICCOLA IN ATAC.

  • Andrea 19 settembre 2018

    Ho sempre pensato che i repper hanno il cervello in avaria. Poveretti. Non sono ne cantanti ne musicisti. Sono dei falliti dell’arte musicale ma si credono dei. Alcuni di loro guadagnano milioni per l’incompetenza musicale delle nuove generazioni. Sono un insulto a tanti musicisti con i contro c…. che suonano nelle cantine e di giorno si fanno un mazzo così a lavorare. … e che faccia da idiota.

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