Le aule non bastano, si va al mare. Ispettori in arrivo al liceo Sannazaro di Napoli

16 Set 2018 18:32 - di Alessandra Danieli

Le aule non bastano, si va tutti in spiaggia a fare lezione con tanto di selfie. Proprio così, è accaduto a Napoli nel prestigioso liceo classico Jacopo Sannazaro dove la preside ha trovato questa soluzione per ovviare alla carenza di aule scatenando proteste che hanno portato all’intervento degli ispettori del ministero dell’Istruzione. Il tutto con un’inversione curiosa delle squadre in campo che vedrebbe, da una parte, gli studenti che alla sabbia preferiscono fare lezione in classe (con tanto di lettere firmate dei genitori)  e, dall’altr,a la dirigente  scolastica dello storico liceo del Vomero che spinge  per la soluzione balneare non sapendo dove mettere i ragazzi (a fronte di 53 classi sono disponibili solo 48 aule). Un caos organizzativo esploso giovedì scorso quando due delle classi che avrebbero dovuto lasciare le loro aule si sono rifiutate di uscire. “Vogliamo fare lezione, non perdere tempo in giro per la città” hanno detto gli studenti che per protesta  hanno deciso di fare lezione nei corridoi, seduti a terra. L’ammutinamento non è piaciuto alla dirigente Laura Colantonio che ha minacciato “gravi  sanzioni disciplinari” ai ribelli aggravando la situazione mentre le famiglie sono sul piede di guerra.

Ispettori in arrivo al liceo Sannazaro di Napoli

Così a pochi giorni dall’inizio della campanella al liceo di Napoli approderanno gli ispettori dell’Ufficio scolastico regionale del ministero dell’Istruzione. Una decisione scaturita dalle proteste di alcuni studenti e dei loro genitori perché, per eccesso di iscritti rispetto alla disponibilità delle aule, sono state programmate attività sportive, spesso a pagamento a detta delle famiglie, gite scolastiche a rotazione, anche al mare, a Varcaturo, nel Napoletano. A poche ore dall’arrivo dell’ispezione la dirigente scolastica si dice pronta al confronto. “Gli esuberi non potevano essere previsti.  Fino all’inizio della scuola, gli iscritti del primo anno possono sempre cambiare idea – spiega – per prassi, quando si è di fronte a un eccesso di iscrizioni, ai ragazzi e alle famiglie vengono fornite indicazioni su alternative percorribili…”.

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