Brexit, Londra a muso duro: potremmo sospendere i voli da e per l’Europa

lunedì 24 settembre 19:07 - di Guglielmo Gatti

I voli tra il Regno Unito e il resto dell’Unione europea potrebbero cessare immediatamente in caso di mancato accordo per la Brexit. Lo ha annunciato il governo britannico, illustrando una delle possibili conseguenze di un divorzio traumatico tra Londra e Bruxelles. Gli aerei sarebbero costretti a rimanere a terra, perché le licenze Ue accordate alle compagnie aeree non avrebbero più validità per i voli all’interno del Regno Unito (ad esempio, tra Londra e Edimburgo) e le stesse compagnie aeree dovrebbero fare richiesta individuale di una nuova licenza. Lo stesso avverrebbe per le compagnie operanti con licenza britannica, che non potrebbero più operare voli all’interno della Ue (ad esempio, tra Milano e Parigi). Il governo britannico spera però, riporta il Guardian, di portare a termine un accordo di base con la Ue per mantenere l’operatività dei servizi aerei. Alle compagnie aeree Ue verrà garantito il permesso di atterrare negli aeroporti britannici e Londra spera che gli stati membri della Ue facciano altrettanto nei confronti delle compagnie britanniche. Ma la Germania frena: la cancelliera tedesca Angela Merkel auspica che il Regno Unito lasci l’Unione europea in termini “amichevoli”. “Significa molto per me che questo avvenga in amicizia”, ha detto la cancelliera nel corso di una discussione politica ad Hannover. Intanto è stato presentato a Londra il piano alternativo al cosiddetto Chequers Plan varato da Theresa May. Autore del nuovo piano per la Brexit, sostenuto da diversi esponenti euroscettici del Partito conservatore, è Shanker Singham, dell’Institute for the Economic Affairs (Iea). Singham contesta alla premier britannica di avere ceduto alle pressioni di Bruxelles, vanificando con la sua proposta per la Brexit i benefici dell’uscita dall’Unione europea. il “premio della Brexit” del quale aveva parlato la stessa May, afferma Singham al programma Today di Bbc Radio 4, è possibile solamente con una “politica commerciale e regolatoria indipendente” dalla Ue, altrimenti si avrà solo un “pessimo risultato”.

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