Attacco antifascista a CasaPound: «Un filmato prova la premeditazione»

mercoledì 26 settembre 18:35 - di Valeria Gelsi

Nel giorno in cui a Bari va in scena l’ennesima manifestazione dei “Mai con Salvini” e compagni, un video getta nuova luce sull’aggressione antifascista avvenuta venerdì scorso in città, quando un gruppo di antagonisti – che partecipava proprio al corteo “Mai con Salvini” – si è diretto verso la sede di CasaPound Italia, avendo poi la peggio e denunciando di essere stato vittima di un pestaggio fascista. A fornire i nuovi elementi di valutazione rispetto alla versione propagandata degli antifascisti, e da subito smentita da CasaPound, sono involontariamente gli stessi “Mai con Salvini” di Bari, in una diretta video registrata sulla loro pagina Facebook. Nel filmato, di cui dà notizia Cpi e ancora visibile online, intorno al minuto -10.20 si sente distintamente una antagonista chiedere dove sia via Eritrea (luogo della sede di Cpi) e dire poi ai suoi sodali «si va di qua». Non solo, in un altro fotogramma, si sente un funzionario della polizia, impegnato a bloccare alcuni manifestanti che si erano staccati dal corteo, assicurarsi che la manifestazione non arrivi in via Eritrea, «adducendo evidenti sospetti – sottolinea Cpi – riguardo alle reali intenzioni dei manifestanti».

Qui il link alla pagina dei “Mai con Salvini – Bari”

 

Il filmato risale al 13 settembre, giorno della visita di Salvini in città, anch’essa contestata. Dunque, da ciò che si può evincere, i fatti del 21 settembre sarebbero in realtà la realizzazione in differita di un intento degli antagonisti andato a vuoto la settimana prima, quando la presenza del ministro dell’Interno aveva comportato un presidio del territorio particolarmente capillare. «Esistono dati oggettivi che non solo smentiscono le accuse dei movimenti antagonisti ma, al contrario, dimostrano in che contesto si sono svolti i fatti e accendono un faro sulla premeditazione dell’aggressione», commenta CasaPound in un comunicato, nel quale si sottolineano i passaggi salienti della diretta video del 13 settembre e che viene accompagnato da una eloquente piantina della zona, che dimostra come gli antagonisti non possano essere capitati per caso davanti alla sede del movimento. «Le intenzioni di sfruttare la visita di Salvini per assaltare la sede di CasaPound sono evidenti e, purtroppo, solo rimandate», prosegue CasaPound, spiegando che «le sigle riunite dietro al movimento “Mai con Salvini” annunciano immediatamente una manifestazione per venerdì 21 settembre, da tenersi sempre nel rione Libertà. Al termine del corteo, giunto in piazza del Redentore, un nutrito gruppo si immette su corso Italia, altri avanzano su via Scipione Crisanzio. Una manovra a tenaglia che vede sfociare l’attacco verso la sezione di CasaPound dall’angolo tra via Crisanzio e via Eritrea, nell’unico punto non presidiato dalle forze dell’ordine, poste all’angolo opposto della strada».

piantina-manifestazione

Ma Cpi aggiunge anche un altro dettaglio alla ricostruzione della giornata del 21 settembre: «Proprio in quel momento il responsabile di Cpi Bari, Giuseppe Alberga,congiuntamente ad altri militanti, era intento a parlare con la deputata barese della Lega, l’avvocato Anna Rita Tateo, giunta già da qualche minuto prima in via Eritrea con il marito e andati via repentinamente a causa dell’arrivo dei manifestanti anti-Salvini». «Dei passeggini e delle mamme in fuga non c’è traccia, così come di armi bianche, bastoni e tirapugni che i militanti di Cpi avrebbero usato, secondo quanto riferito dalla Forenza (Eleonora, eurodeputata della lista L’Altra Europa con Tsipras e megafono delle accuse a Cpi, ndr), non nuova a situazioni di questo tipo, anzi, già arrestata in Germania per aver partecipato a scontri tra antifascisti e polizia tedesca», si legge ancora nel comunicato di CasaPound, nel quale si ricorda che le perquisizioni di carabinieri e polizia hanno dato «esito egativo», come si legge nei verbali, ovvero che né sul luogo dello scontro né nella sede di Cpi sono stati trovati gli oggetti con cui gli antifascisti sostengono di essere stati malmenati.

«Entrambe le perquisizioni hanno dato esito negativo, come riportato dai verbali, così come – sottolinea ancora Cpi – non sono state rilevate ferite, macchie di sangue proprie o di terze persone, su nessuno dei militanti presenti e identificati. Nessun indizio, dunque, che possa avallare quanto sostenuto dagli aggressori». «Evidente, al contrario, il fatto che fossero i manifestanti ad avere con loro aste di bandiera, megafoni, caschi e grosse catene, ben evidenti nelle foto del corteo e nel video del Corriere del Mezzogiorno, così come sono evidenti le scritte minacciose sui pilastri di corso Italia, stessa vernice e stessa grafia delle scritte apparse sui cellulari della polizia», conclude Cpi. E, ancora una volta, a confermare le parole degli esponenti del movimento della tartaruga sono le immagini filmate dagli stessi antagonisti. In un altro filmato postato sulla pagina “Mai con Salvini” si vede chiaramente un manifestante portare una bandiera con un’asta davvero particolare: un lungo bastone di legno, non esattamente comodissimo come da usare come asta.

manifestante-con-bastone

Commenti

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  • paolo 5 ottobre 2018

    la propaganda contro gli Italiani e chi li difende dal nemico straniero (con complicità di Italiani messi da loro al nostro governo) DEVE continuare a diffondere il contrario della verità,la gente non deve sapere sennò il gioco gli si rompe…chi vuole cancellare l’Italia e estinguere gli Italiani non può rischiare che la gente sappia o capisca. non avrebbero nessuna speranza di continuare …

  • Marco P. 28 settembre 2018

    A me le zecche hanno sempre causato nervosismo, peli alzati e odio.
    Ero già partito in quarta per condividere il video aggiungendo punti alla versione di CasaPound (che non voto, come non voto FN, come non voto nessun altro partito di estrema destra).
    Poi il video l’ho visto… e sinceramente… mettersi ad accusare di qualcosa che non sia brutti capelli o maglietta sbagliata ‘sti quattro tipi da spiaggia fumati mi sembra davvero da idioti.
    Arripijatevi… i veri delinquenti li abbiamo conosciuti quando spaccavano vetrine, macchine, negozi etc… con passamontagna ed armi varie.
    ‘sti qua al massimo possono attaccare un panino quando hanno fame.
    Essù.

  • Giuseppe Tolu 27 settembre 2018

    Pe,zz,en,te!!

  • Francesco Ciccarelli 27 settembre 2018

    Il fatto che le aggressioni fossero avvenute di sera, dopo la fine del corteo e in strade lontane faceva sospettare che fosse un tentato assalto alla sede del gruppo! Le foto e i filmati confermano queste ipotesi!

  • Adelio 27 settembre 2018

    comunista carogna ritorna nella fogna………manco i sorci te mozzicano.

  • Guido955 27 settembre 2018

    Nessun dubbio che fosse questa la verità. E’ dai tempi degli assalti in via Mancini a Milano alla sede del MSI (Anni 70) che la strategia di questi infimi e squallidi personaggi era sempre la stessa, provocare incidenti e poi ribaltarne la responsabilità sulle vittime. Ignobile come portino avanti ancora adesso queste cose e nessuno dica le cose come stanno.

  • Gabriele Esposito 27 settembre 2018

    Il classico comportamento che hanno sempre le zecche,prima mordono e poi si lamentano sé le si schiaccia. Nella vita si dà e si riceve, quindi ora portate a casa .

  • Laura Prosperini 27 settembre 2018

    troppo comodo tornare al dagli al fascita tout court
    è evidente a tutti che sono gli anti (il resto mettecelo voi) i veri provocatori, in ogni circostanza, per cui
    giornalisti improvvisati, prima di emettere (pre)giudizi sui vostri articoli (delle note testate giornalistiche) fate quel minimo di riscontri incrociati e, almeno, lasciate il dubbio al posto dei vostri preconcetti.

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