Allarme Onu: salgono a 821 milioni le “vittime” della fame nel mondo

martedì 11 settembre 13:33 - di Redazione

È in crescita il numero delle persone che soffre la fame nel mondo: nel 2017 sono 821 milioni, vale a dire una persona su nove, ritornando ai dati di dieci anni fa.  È quanto emerge dal rapporto congiunto delle Nazioni Unite “Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel mondo” 2018. «Sono stati compiuti progressi limitati nell’affrontare le molteplici forme di malnutrizione, che vanno dai ritardi della crescita dei bambini all’obesità degli adulti, mettendo a rischio la salute di centinaia di milioni di persone – si legge in una nota – la fame è cresciuta negli ultimi tre anni, tornando ai livelli di un decennio fa. Questa inversione in atto manda il chiaro avvertimento che occorre fare di più e con urgenza se si vuole raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile di Fame Zero entro il 2030». A livello geografico la situazione sta peggiorando in Sud America e nella maggior parte delle regioni dell’Africa, mentre la tendenza in calo della sotto-nutrizione che ha caratterizzato l’Asia sembra aver rallentato in modo significativo. Globalmente, l’Africa e l’Asia rappresentano rispettivamente il 39% e il 55% di tutti i bambini con ritardi nella crescita. La prevalenza di deperimento infantile rimane estremamente elevata in Asia, dove quasi un bambino su dieci sotto i cinque anni ha un peso basso per la sua altezza, rispetto a solo uno su 100 in America Latina e nei Caraibi. Il rapporto descrive come  “vergognoso” il fatto che una donna su tre in età riproduttiva a livello mondiale sia affetta da anemia, che ha conseguenze significative sulla salute e sullo sviluppo sia per le donne che per i loro bambini.

Sos Onu: in crescita la fame nel mondo

Tra le cause principali dell’aumento della fame, il rapporto indica la variabilità climatica caratterizzata da eventi estremi, i conflitti e i rallentamenti economici. Ed è il cambiamento climatico, in particolare, secondo il rapporto, a minare la produzione di cibo in alcune regioni dove, senza interventi specifici e in vista di un costante innalzamento della temperatura, si prevede un rapido peggioramento. Secondo il rapporto, per sradicare la fame occorre intraprendere urgentemente più azioni entro il 2030 per raggiunge l’obiettivo di sviluppo sostenibile della fame zero. Questo include azioni concrete e costanti per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza delle popolazioni al cambiamento del clima.  Globalmente, l’Africa e l’Asia rappresentano rispettivamente il 39% e il 55% di tutti i bambini con ritardi nella crescita. La prevalenza di deperimento infantile rimane estremamente elevata in Asia, dove quasi un bambino su dieci sotto i cinque anni ha un peso basso per la sua altezza, rispetto a solo uno su 100 in America Latina e nei Caraibi. Il rapporto descrive come “vergognoso” il fatto che una donna su tre in età riproduttiva a livello mondiale sia affetta da anemia, che ha conseguenze significative sulla salute e sullo sviluppo sia per le donne che per i loro bambini. Nessuna regione ha mostrato un calo nell’anemia tra le donne in età riproduttiva, e la prevalenza in Africa e Asia è quasi tre volte superiore a quella ad esempio del Nord America. I tassi di solo allattamento materno in Africa e in Asia sono 1,5 volte più alti di quelli del Nord America, dove solo il 26% dei bambini sotto i sei mesi riceve esclusivamente il latte materno.

 

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 12 settembre 2018

    Portateli da noi. Provate un po’ ad insegnar loro,invece, come si usa una zappetta e come si piantano le sementi. Iniziarono così anche mio nonno e mio padre, come del resto in tutto il mondo. Tranne che in Africa! Io proporrei anche, dopo il primo figlio/a, il taglio netto delle pa@@e a tutti quei bravi mariti che se le grattano tutto il giorno facendo sfornare figli a quelle povere donne che se li portano poi appresso nei campi a cercare qualche radice per il loro “carissimo” marito.

    • giordano 12 settembre 2018

      La cultura sociale è il nodo focale del problema africano. La cultura del centro africa è basata sulla pratica della raccolta di cibo e poco sulla agricultura. Non c’è stato il passaggio avvenuto per altre culture 12000 anni fa ad attività totalmente agricole e alla creazione di una società più evoluta basata sulla città stato (vedi la storia dei Sumeri). L’africano medio non ha idea del mondo globale e vive senza controlli sulla sua parte arcaica del cervello nel ciclo cibo-sesso-gioco. Ecco perché vi è una tale crescita demografia che por ta alla distruzione della loro fragile società tribale. Bruciare risorse per sostentare queste turbe ha la terribile conseguenza dell’ amplificazione del processo. Per combatterlo, non potendo controllare le nascite per via delle folli ideologie di sinistra occidentali e delle ancor più folli idee religiose monoteiste, l’unica scelta è isolare economicamente i paesi che non operano un miglioramento sostanziale delle condizioni sociali. Tale isolamento porta alla esplosione delle contraddizioni e quindi ad una evoluzione delle loro coscienze.

  • 11 settembre 2018

    Ogni nazione del mondo dovrebbe aiutare le persone con mangiare e altri bisogni…invece di sganciare bombe e missili. Sganciate da mangiare e questa gente. E molto triste vedere bambini morire perché non hanno sufficiente da mangiare..

  • Pino1° 11 settembre 2018

    Se dai a quella organizzazione un euro, quando va bene arrivano 12 centesimi. Altre organizzazioni anche no! Indira Ghandi per superare analogo problema faceva sterilizzare d’autorità tutti i maschi in eta’ fertile che venivano presi a cazzeggiare senza fare nulla e con già due o più figli, sembra incredibile (oggi) ma così fu. E la crescita del paese ebbe un’indirizzo molto positivo !
    Non saprei se potrebbe essere applicata all’africa ma vedendo lo spettacolo di quelle foto, ricordando le scene di (uso) su qualunque donna che trovavano sola in cammino nei necessari trasferimenti dai villaggi verso le fonti d’acqua sarebbe una ottima decisione !
    Ritengo di dover giustificare il terribile (uso) ma quello e quella sensazione chiaramente era, che allora giovane mi colpiva davvero nel profondo dell’anima! Questo è uno dei motivi per cui continuo a non essere razzista ma disprezzo in maniera infinita quelle genti ! L’ ONU gozzoviglia al pari dell’europa che ho visto, superare di gran lunga le abitudini scialacquatrici di alcuni settori del nostro sud ! Andando per i vari palazzi del potere a Bruxelles, avendo capacità di acquisizione dati, capii -anni fa- che la regione Sicilia, come idrovora era alla prime armi rispetto ai signori Belgi ed europei ! S M O N T A R E T U T T O od il possibile !

  • liberato bonghi 11 settembre 2018

    Per forza, l’ONU mangia troppo.

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