Libia nel caos, è guerra civile. Ma per Macron si deve votare; “no” dell’Italia

lunedì 27 Agosto 15:07 - di

È dai tempi dell’assassinio di Gheddafi a opera della Francia, che la Libia è in piena guerra civile. Poche bande armate hanno il controllo di piccole porzioni di territorio, mentre il sud del Paese è in mano ai tuareg, acerrimi nemici della Francia. Come si ricorderà, i governo italiani del Pd , su indicazioni della Ue e dell’Onu, hanno riconosciuto “premier” Fayez al Serraj, politico-fantoccio che non controlla neanche il quartiere di Tripoli dove abita. Chi controlla maggiormente il Paese è il generale Khalifa Haftar, che però è diventato alleato della Russia di Putin, dopo che l’Occidente ottusamente quanto incomprensibilmente gli ha voltato le spalle. Il risultato è il caos più totale. Ma il presidente francese Emmanuel Macron vorrebbe che si votasse, come se in un Paese in guerra di potessero tenere elezioni democratiche. Il governo italiano da parte sua si rende conto che il ricorso alle urne in questa fase è semplicemente ridicolo oltre che inutile. Ma è la Francia che comanda. Intanto nelle ultime ore scontri tra bande rivali nella capitale libica Tripoli avrebbero fatto almeno un morto e tre feriti: lo riferisce l’agenzia di stampa Dpa, che cita fonti della sicurezza. Stando a quanto riportato, scontri sarebbero tuttora in corso nel quartiere di Salah al-Din dove si starebbero fronteggiando dalle prime ore di oggi brigate affiliate dal cosiddetto governo di concordia nazionale di Tripoli. Colpi di artiglieria sarebbero caduti nella zona di Khalit Al-Furjan e altre fonti locali confermano il bilancio sostenendo che le vittime sarebbero tutti civili. Anche il portale di notizie Libyan Express riferisce degli scontri e scrive che sono coinvolte le brigate delle zone di Khalit Al-Furjan, Salah al-Din, Wadi Al-Rabee e Qasar Benghashir e altre brigate che avrebbero raggiunto la zona sud della capitale libica dall’area di Tarhouna, 65 km a sudest di Tripoli. Anche il Libyan Express precisa che a fronteggiarsi sono tutte brigate formalmente sotto il controllo del governo di concordia nazionale. Non è neanche chiaro il motivo degli scontri. La tv satellitare al-Jazeera sostiene che gli scontri vadano avanti da ieri sera e che il bilancio sia di almeno due morti e diversi feriti. Ma in serata si è appreso che si sarebbe aggravato il bilancio degli scontri. La tv satellitare al-Jazeera parla di almeno quattro morti e sette feriti. Il ministero della Salute ha dichiarato l’emergenza sanitaria nella capitale, riporta l’emittente citando notizie diffuse dai media locali. Inutili e vani gli appelli governativi: in Libia “non ci sarà più spazio per il caos”, dice il sedicente Consiglio presidenziale libico, guidato da Fayez al-Serraj, che lancia un monito ai “gruppi armati coinvolti negli scontri a Tripoli”. Un comunicato ufficiale di Serraj, diffuso tramite la pagina Facebook del governo di concordia nazionale di Tripoli, annuncia che è stato dato “ordine alle forze armate, al ministero degli Interni e ad altre forze di sicurezza affinché affrontino” i “gruppi armati” coinvolti negli scontri. “Tutti coloro che sono coinvolti – afferma la nota – saranno dichiarati fuorilegge e soggetti a sanzioni internazionali secondo le risoluzioni dell’Onu”. Come si diceva, il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato oggi la sua determinazione a far rispettare l’accordo di Parigi del maggio scorso sulla Libia, che prevede tra l’altro elezioni a dicembre. “Io credo molto profondamente al ripristino della sovranità libica – ha detto Macron, parlando a Parigi in occasione della conferenza degli ambasciatori In questo Paese diventato il teatro di tutti gli interessi esterni, il nostro ruolo è di riuscire a far camminare l’accordo di Parigi del maggio scorso”. Accordo concepito e voluto da Parigi, col passivo “sì” dell’Italia del Pd.

Commenti

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  • 27 Agosto 2018

    Non dimenticate la Clinton e Sakorzy!!questo è il mio ultimo post..grazie grazie molto Secolo Di Italia

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