La soluzione non è nazionalizzare ma rendere la gestione più efficiente

giovedì 30 agosto 11:03 - di Gianni Papello

Riceviamo da Gianni Papello e volentieri pubblichiamo:

Di fronte ai tragici fatti di Genova si sente parlare sempre più spesso di un ritorno alla gestione pubblica delle autostrade e dei grandi servizi di interesse nazionale, come se il problema fosse la natura privata e non l’efficienza della gestione. Il punto non è questo, la soluzione non è la nazionalizzazione, provvedimento ormai inadeguato ai tempi e che avrebbe come primo risultato quello di trasferire sulle casse dello Stato oltre 20 miliardi di debiti per investimenti contratti dai concessionari, ma l’efficienza del modello gestionale e degli operatori. È ormai assodato e evidente in tutto il mondo come l’organizzazione più funzionale per l’esecuzione dei servizi pubblici sia quella che assegna gestione e manutenzione ai privati e controllo allo Stato. Con questa divisione di compiti ogni soggetto svolge le funzioni che più gli sono proprie e congeniali: il privato esercita attività di impresa e di organizzazione e ottiene dallefficiente funzionamento di queste il proprio ritorno economico; lo Stato, da parte sua, esercita le funzioni di controllo e supervisione proprie della PA. Se tutti i soggetti svolgono le funzioni con efficienza e correttezza il modello è certamente il migliore possibile.
L’attuale problema della concessione autostradale deriva da due fattori:

  1. Le regole della concessione sono troppo sbilanciate a favore del soggetto concessionario;
  2. Lo Stato non esercita con le dovute autorevolezza ed efficacia il sistema dei controlli a lui spettanti.

Su questi due temi si dovrà lavorare congiuntamente fra privati e istituzioni. È indispensabile che il contratto di concessione, che regola i rapporti fra Stato e concessionarie, sia equilibrato e non più infarcito di regole sfacciatamente favorevoli ai concessionari. Ad esempio, occorrerà riformare il meccanismo di collegamento della tariffa agli investimenti facendo sì che questa sia agganciata a quelli effettivamente eseguiti e rivedere le stime di traffico, da sempre sottostimate con susseguente incremento della tariffa. Il Ministero dovrà attrezzarsi con un servizio ispettivo incisivo ed efficiente che sia in grado di valutare in modo autonomo ed efficace il rispetto puntuale degli adempimenti e delle obbligazioni. Ad es: la posa di asfalto drenante aumenta certamente la sicurezza stradale, ma la quota da considerare come intervento di messa di in sicurezza è solo quella derivante dal maggior costo rispetto alla posa dell’asfalto tradizionale, costo compreso invece nei normali oneri di manutenzione a carico del concessionario, e non tutto l’intervento.
Potremmo fare molti altri esempi ma non è questa la sede. Governo e concessionari dovranno rielaborare il contratto di concessione recuperando la tutela del pubblico interesse (ferma restando la necessità di mantenere le certezze e le garanzie che consentano ai concessionari di reperire sul mercato gli ingenti capitali necessari per gli investimenti) e contemporaneamente il Ministero delle Infrastrutturo.e deve organizzare un servizio ispettivo efficace e indipendente che garantisca un reale rispetto delle obbligazioni. Questo si deve fare, per portare rispetto ai milioni di utenti che ogni giorno mantengono in piedi l’enorme giro di lavori, servizi e stipendi che ruota intorno al sistema pagando circa ben 5 miliardi di pedaggi all’anno.

Commenti

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  • gianni papello 8 settembre 2018

    Rispondo cumulativamente, ringraziando per gli interventi, anche se in disaccordo con le mie tesi.
    Rispondo a uomini di destra da uomo di destra fin dalla giovinezza, in omaggio alla mia militanza nel fronte della gioventù negli anni 70 e poi nel MSI.
    La statalizzazione è un modello economico tipico non dei paesi di destra ma dei regimi comunisti, da quelli dell’est Europa al Venezuela di Chavez e Maduro. Quella politica di statalizzazione e di finto lavoro per tutti non ha portato ricchezza ma ha ridotto i cittadini in condizioni di povertà assoluta, in contrasto con le enormi ricchezze accumulate dagli oligarchi dei partiti e della burocrazia.
    Gli Stati stessi erano poverissimi e potevano sopravvivere solo grazie alla stampa di enormi quantità di moneta priva di valore tanto che i cambi valutari erano vietati.
    Ora, che ci piaccia o no noi viviamo in un mondo aperto e completamente interconnesso, dove questi sistemi autarchici falliti dappertutto (ultimo esempio le tragiche condizioni del Venezuela) non sono perseguibili. E che ci piaccia o no traiamo dal commercio con l’estero (export e turismo) buona parte della nostra ricchezza e benessere.
    Ma se vogliamo migliorare il benessere dei cittadini abbiamo il dovere di guardare avanti con coraggio, efficienza, trasparenza e onestà.
    Questo è il punto. Qui non ci sono Sorosiani, meno che mai il sottoscritto, ma indietro non si può tornare. Bisogna fare bene e onestamente quello che è giusto fare.
    Lo Stato non è imprenditore, non ne ha la vocazione e meno che mai l’organizzazione, cito solo la Salerno Reggio l’Alitalia e le Vecchie FFSS pubbliche, deve fare, e bene il controllore, cosa che oggi non riesce a fare.
    Allora Chiediamo e pretendiamo efficienza e legalità in tutte le funzioni, pubbliche e private e allora sarà più facile dare un lavoro e un futuro dignitoso ai nostri giovani.
    Restituiamo efficienza alle funzioni proprie dello Stato e tagliamo le mani ai profittatori e ai corrotti, dovunque siano annidati, si può fare e nel prossimo articolo scriverò le mie proposte, e restituiremo speranza ai cittadini e al Paese.

    • Laura Prosperini 10 settembre 2018

      Giovan Battista,
      non mettiamo in dubbio la tua militanza come tu non metterai in dubbio la nostra.
      La Destra Sociale è chiarissima al riguardo della Nazionalizzazione
      tu dici di guardare il nuovo ma secondo noi non ti accorgi che in realtà il nuovo che descrivi è vecchio, vecchissimo e sul punto di naufragrare.
      La nostra amatissima Italia ha INSEGNATO si, insegnato al mondo la c.d. Economia mista Pubblico/privato
      e volava economicamente proprio perchè univa i due aspetti,
      si aveva una Popolazione in linea di massima benestante (ovviamente con molte differenze) ma la c.d. “forbice” era ENORMEMENTE più piccola.
      Tant’è che eravamo un Popolo di risparmiatori e quasi l’85 % di noi era proprietario di almeno un immobile.
      Contemporaneamente altrove i Popoli delle altre Nazioni che abbracciavano, come dici tu, il modernismo (chiamalo come vuoi, liberismo, monetarismo, mercantilismo) avevano già delle grandi fratture fra pochissimi ricchi ed una pletora di sopravviventi con poco risparmio e pochissimi proprieteri di case.
      Il liberismo attuale (tu dici moderno/progressista, che orrido termine per noi di destra) quello cioè di FRIEDRICH AUGUST VON HAYEK quindi non è affatto nuovo
      e determina sempre ed ha sempre determinato una sperequazione sempre più evidente, veloce e irreversibile fra i pochi ricchi e i milioni di poveri (illusi dal termine libertà)
      Ovunque nella Geogravia e sempre nella Storia.
      Non abbocchiamo al Liberismo (i cui fondatori sono tutti ma dico tutti banchieri e ci sarà un perchè non trovi?)
      mentre ci dispiace e molto sentire e leggere certe opinioni su giornali di destra.
      Il vento nuovo è il Sovranismo ed un Benessere più equo solo in questo modo potremo tentare di parlare ancora di Civiltà Occidentale
      in caso contrario, col Liberismo, avremo solo una nuova barbarie ed il mondo diviso in poche decine di migliaia di ricchi (di quale religione?)
      e miliardi di schiavi a tutti gli effetti che sopravviveranno appena.
      La Destra Sociale è, se vogliamo proprio usare questi termini la più moderna e progressista (ma nel solco della Tradizione) istanza delle Nazioni e dei Popoli Sovrani.
      Oggi poi il rischio o meglio l’ombra sorosiana s’intravede spessissimo nei media (v. sponsorizzazioni etc. etc.) capiamo che la penuria di soldi (da loro voluta con tutte le forze) implica un voler cerchiobbottare ma ciò è proprio ciò che esportano il politicamnete corretto mentre oggi dovremmo essere meno corretti e forse più onesti e coerenti.
      Il percorso è difficile per tutti ma noi abbiamo la Tradizione dalla nostra parte basta seguirla e non sbiadirla, ci riserverà meravigliose sorprese.

  • Gianni Papello 8 settembre 2018

    Rispondo cumulativamente, ringraziando per gli interventi, anche se in disaccordo con le mie tesi.
    Rispondo a uomini di destra da uomo di destra fin dalla giovinezza, in omaggio alla mia militanza nel fronte della gioventù negli anni 70 e poi nel MSI.
    La statalizzazione è un modello economico tipico non dei paesi di destra ma dei regimi comunisti, da quelli dell’est Europa al Venezuela di Chavez e Maduro. Quella politica di statalizzazione e di finto lavoro per tutti non ha portato ricchezza ma ha ridotto i cittadini in condizioni di povertà assoluta, in contrasto con le enormi ricchezze accumulate dagli oligarchi dei partiti e della burocrazia.
    Gli Stati stessi erano poverissimi e potevano sopravvivere solo grazie alla stampa di enormi quantità di moneta priva di valore tanto che i cambi valutari erano vietati.
    Ora, che ci piaccia o no noi viviamo in un mondo aperto e completamente interconnesso, dove questi sistemi autarchici falliti dappertutto (ultimo esempio le tragiche condizioni del Venezuela) non sono perseguibili. E che ci piaccia o no traiamo dal commercio con l’estero (export e turismo) buona parte della nostra ricchezza e benessere.
    Ma se vogliamo migliorare il benessere dei cittadini abbiamo il dovere di guardare avanti con coraggio, efficienza, trasparenza e onestà.
    Questo è il punto. Qui non ci sono Sorosiani, meno che mai il sottoscritto, ma indietro non si può tornare. Bisogna fare bene e onestamente quello che è giusto fare.
    Lo Stato non è imprenditore, non ne ha la vocazione e meno che mai l’organizzazione, cito solo la Salerno Reggio l’Alitalia e le Vecchie FFSS pubbliche, deve fare, e bene il controllore, cosa che oggi non riesce a fare.
    Allora Chiediamo e pretendiamo efficienza e legalità in tutte le funzioni, pubbliche e private e allora sarà più facile dare un lavoro e un futuro dignitoso ai nostri giovani.
    Restituiamo efficienza alle funzioni proprie dello Stato e tagliamo le mani ai profittatori e ai corrotti, dovunque siano annidati, si può fare e nel prossimo articolo scriverò le mie proposte, e restituiremo speranza ai cittadini e al Paese.

  • raffaele federico 6 settembre 2018

    Per la Destra sociale non può esistere altra scelta che nazionalizzare tutti i beni e i servizi sociali, Banca d’Italia, Autostrade, Telefonia, acque, riscossione tributi e multe, assicurazione autoveicoli, ecc.

  • leonardo rocco tauro 31 agosto 2018

    La nota non convince. E’ pura filosofia liberista, e per la destra sociale e popolare non va bene.
    Ci sono altri partiti che difendono questa visione della economia, che ha fallito in pieno.
    Lo Stato faccia lo Stato sino in fondo e sappia gestire oltre che costruire. Nella storia italiana per Vent’anni si è avuta la dimostrazione chiara e netta che se uno Stato è serio caccia a pedate i funzionari corrotti, e sui settori più importanti impone la logica dell’ interesse della nazione non quello di accaparratori immorali e corrotti.

    • raffaele federico 6 settembre 2018

      daccordissimo

  • Laura Prosperini 30 agosto 2018

    mi spiace per voi…Sorosiani/Confindustriali
    LA SOLUZIONE 8DI VERA DESTRA) E’ LA NAZIONALIZZAZIONE IMMEDIATA
    e le pesantissime sanzioni pecuniarie e penali ai proprietari della concessione
    per la strage di cui, solo loro, si sono resi responsabili
    inutile annacquare il tutto cercandi di distrarne l’attenzione
    concessionari speculatori non hanno neanche speso i giusti soldi (nostri)
    per manutendere il ponte che così è crollato uccidnendo uomini donne e bambini!!!
    Più Stato e meno vampiri privati speculatori/banchieri Liberisti!!!
    NAZIONALIZZARE
    e dare lavoro (degno e stabile), a tanti nostri figli

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