Dopo la morte della moglie si rivolge a un’avvocatessa. E lei gli sfila 264mila euro

venerdì 31 Agosto 10:46 - di

Un’avvocatessa ha truffato un vedovo e i suoi figli minorenni. La Guardia di Finanza di Giugliano in Campania e il nucleo di polizia economico-finanziaria di Avellino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una avvocatessa di 53 anni, con lo studio legale a Cervinara (in provincia di Avellino), responsabile di truffa ed appropriazione indebita ai danni di un uomo che si era rivolto a lei dopo la morte della moglie in uno spaventoso incidente stradale in cui erano presenti anche i figli minori. Al termine di una serie di indagini, coordinate dalle procure di Napoli Nord e di Avellino, su disposizione del gip del tribunale di Avellino, all’avvocatessa sono stati contestati i reati di patrocinio infedele, falso materiale, truffa, circonvenzione di persone incapaci ed appropriazione indebita. La donna è stata trasferita alla sezione femminile della casa circondariale di Avellino.

Avvocatessa truffa, l’indagine

L’attività investigativa è nata dopo la denuncia presentata da un cittadino di Marano di Napoli coinvolto nel 2012, insieme ai figli minorenni, in uno spaventoso incidente stradale a Giugliano in Campania, nel quale aveva perso la vita la moglie. Dopo il tragico evento, l’uomo si era rivolto al legale per farsi assistere per il giudizio civile di risarcimento del danno, relativamente sia alle lesioni subite che al decesso della consorte. Le Fiamme Gialle hanno appurato che il professionista, al termine del procedimento civile, mediante artifizi e raggiri e approfittando dello stato di salute dei propri clienti, si era fatto consegnare in più occasioni titoli bancari per l’importo complessivo di euro 264mila motivati dall’apertura di libretti vincolati, intestati ai figli minorenni così come disposto dal giudice tutelare, mentre in realtà aveva provveduto a versare tali titoli sui propri conti correnti. Dagli accertamenti bancari è emerso che le somme indebitamente percepite erano state utilizzate dal legale per l’acquisto di un immobile e due autovetture.

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