Come la pensava Marchionne sulle ferie d’agosto: “In ferie da cosa?” (video)

martedì 7 Agosto 17:37 - di

 

Sergio Marchionne e il mese di agosto: «Sono tutti in ferie? Ma in ferie da cosa?». L’aneddoto raccontato dal manager scomparso il 25 luglio a Zurigo, è diventato virale. Nel 2013, nel corso di un suo intervento davanti agli studenti dell’Università Bocconi, Marchionne raccontava i suoi primi mesi estivi alla Fiat. Il manager nato a Chieti e scomparso, si concentrava sul”‘provincialismo” italiano e sulla tendenza ad andare in ferie ad agosto. Dopo la scomparsa del dirigente, il discorso è diventato virale sui social network.

Marchionne: “La Fiat perdeva 5 milioni al giorno…”

«Nel 2004 – racconta Marchionne nel suo discorso agli studenti – io la Fiat perdeva 5 milioni di euro al giorno. Vado in ufficio ad agosto e non c’era nessuno. Chiedo: “La gente dov’è?” “Sono in ferie”. Mi sono trovato con un altro manager e andavo per le stanze non c’era una persona. Parliamo di una multinazionale che perdeva 5 milioni al giorno. In Brasile o in America se ne fregano delle ferie ad agosto. Ad agosto si lavora. Anche questo atteggiamento estremamente provinciale per cui si diceva: “Noi siamo la Fiat e stabiliamo quando il mondo va in ferie”, è la più errata. Il mondo se ne frega…»

Commenti

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  • Laura Prosperini 8 Agosto 2018

    la Fiat è un mistero molto oscuro
    Gli Agnelli erano un’altra cosa, gli Elkan…sono proprio diversi
    da quel che ho potuto capire si è fatto, sulla Fiat un classico usur..
    tale da far fare anche agli Agnelli scelte conservative estreme che col passaggio agli Elkan…
    si sono sostanziate nel…nulla
    Fiat non c’è praticamente più, la sede è all’estero (e quindi gli eventuali proventi fuoriescono dall’italia, anzi, vista la produzione quasi totalmente fuori dall’italia, non entrano proprio)
    Rimpiango gli anni degli Agnelli (veri Capitani d’Industria, anche un po furbetti, diciamo) e dei Romiti.
    Oggi non si chiama neanche più Fiat ed è stata presa da famiglia non Italiana e non…delle nostre radici
    ma vicina ai Rotschild…
    per cui la battuta di marchionne risulta l’essenza di questi presunti illuminati, questa ellite nomade che,l sprezzante del lavoro (e quindi della dignità dell’uomo) fa della produzione (di denaro della proprietà) il mantra della vita (degli altri, dei non illuminati cioè di noi Popolo).
    Il suo liberismo non mi affascina neanche un pò.

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