Sub belga annuncia: “Ecco come tirerò fuori i ragazzi dalla grotta”

venerdì 6 luglio 18:27 - di Antonio Pannullo

Dovrebbe essere annunciata nelle prossime ore in una conferenza stampa, ma l’impossible mission per salvare i ragazzini thailandesi sembra diventare possibile. Sembra insomma ci sia una speranza concreta di salvare i ragazzini intrappolati nella grotta: nell’operazione di salvataggio per liberare i 12 ragazzi di football thailandesi bloccati e il loro allenatore dalla grotta di Tham Luang, una squadra di sommozzatori inizierà quanto prima ad accompagnare i ragazzi a due a due all’uscita. Lo riferisce il sub belga Ben Reymenants, che è sul posto: “È una gara contro il tempo, perché domenica si prevedono forti rovesci di pioggia. Ma rimaniamo positivi”. Secondo Ben Reymenants, una catena è già stata posata nella grotta di Tham Luan per liberare i primi due ragazzi il prima possibile. “Ci aspettiamo che i primi due calciatori siano già all’uscita oggi”, afferma Reymenants. L’idea, a quanto si è capito, è quella di preparare un percorso segnato, appunto con una catena e altri segni di riferimento, dalla grotta all’uscita. I ragazzi, muniti di maschera e ossigeno, accompagnati da due sub, guideranno passo i ragazzi verso l’uscita. Ma il percorso, oltre a essere difficoltoso anche per un sub professionista, come dimostra la morte del sub del Navy seals thailandesi, dura almeno sei ore, di più se non si è pratici. “Rimane un percorso difficile attraverso un labirinto di corridoi – spiega Reymenants – con molte immersioni e arrampicate. Inoltre, non devono nuotare molto, hanno una maschera di ossigeno su di loro e saranno quasi sempre tenuti a portata di mano da uno dei subacquei. Nel terzo corridoio c’è l’aria per respirare, dove saranno anche controllati da un medico. Poi ci sono altri 1,5 chilometri di arrampicata e arrampicata, per finire finalmente tra le braccia di mamma e papà “. L’operazione di salvataggio inizia con i due ragazzi più forti, al fine di liberare tutti i calciatori a due per volta. Dice ancora Reymenants: “I subacquei andranno su e giù sei volte. Per andare fino al gruppo ci vogliono circa tre ore. Dopodiché, le bombole di ossigeno vengono riempite e i soccorritori vanno di nuovo a prendere i ragazzi successivi. Stimiamo che possiamo portare circa quattro persone al giorno, che nel migliore dei casi richiedono un massimo di tre giorni”. “Nel frattempo, speriamo che la pioggia non si scateni in queste ore. È una corsa contro il tempo. Anche il livello di ossigeno nella caverna continua a scendere. Di conseguenza, i ragazzi possono iniziare a sentirsi deboli e diventare incoscienti”, sottolinea il sub. “Le condizioni meteo non stanno migliorando, con le precipitazioni previste. Ma i ragazzi hanno grande coraggio. Iniziano a fantasticare su ciò che vogliono mangiare quando tornano a casa, e si mettono sempre con un sorriso e un segno di pace su tutte le foto”. Nelle prossime ore sapremo se la missione è andata a buon fine.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 6 luglio 2018

    Speriamo bene. Tantissimi auguri

  • enrico genovesi 6 luglio 2018

    Ottima notizia

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