Salvini a Rolling Stone: appelli dei vip? Perché non aprono le loro megaville ai migranti?

giovedì 5 luglio 15:21 - di Giulia Melodia

Tutti contro Salvini? Bè, non proprio, e per una Claudia Gerini che si schiera col ministro, e un Mentana che smentisce di aver mai aderito al manifesto di Rolling Stone, c’è sempre chi, tra una canzonetta e un tour, un set e una tavola rotonda, si dichiara pronto a moralizzare e a sventolare il vessillo –rigorosamente arcobaleno – di rom e clandestini e, in generale, delle vittime sacrificali dell’esecutivo di turno su cui puntare le luci della ribalta.

Salvini replica ai firmatari del manifesto di Rolling Stone

E sarà che le coscienze si risvegliano a orologeria. Sarà che le capacità critiche erano sopite da anni di sonnolenti governi dem, a cui per statuto non si poteva dare la sveglia. Sarà perché, diciamocelo, a dare lo scossone, protagonista di un attivismo che da tempo, tanto tempo, non si vedeva più praticato sul campo, è soprattutto lui. Sarà perché artisti e intellettuali devono necessariamente rispettare il cliché che li vuole disorganici a tutti i costi, fatto che sta al manifesto stilato esplicitamente contro Salvini dai militanti dem hanno aderito attori e cantanti, giovani e veterani, tutte le leve pronte ad essere arruolate dalla sinistra radical chic contro il nemico di turno: che stavolta è Matteo Salvini. Il quale, per nulla impensierito dall’iniziativa e semmai infastidito dall’ipocrisia dei suoi promotori e firmatari, ha replicato ironico:  «Questi multimilionari che fanno appelli radical chic aprano le loro megaville e accolgano chi vogliono accogliere».

«Io tiro dritto nel nome della sicurezza, delle regole, del controllo dei porti»

Del resto, di moralisti integerrimi e anime pie pronte a predicare (in teoria) le meraviglie dell’accoglienza e a rivendicare i diritti di chi affronta la traversata del Mediterraneo, proprio mentre loro, per lo stesso mare, scorrazzano in yacht di lusso, disturbati al massimo dai paparazzi di turno, siamo fin troppo pieni. Anche per questo, ha assicurato Salvini, riferendosi alla chiamata alle armi (mediatiche) del magazine Rolling Stone rivolta con solerzia ad artisti, musicisti e personaggi dello spettacolo, esortati a prendere posizione contro le politiche del governo sui migranti, «Io tiro dritto – ha risposto il vicepremier, titolare del Viminale – nel nome della sicurezza, delle regole, del controllo dei porti». E, soprattutto, dell’onestà “intellettuale” per l’appunto…

Commenti

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  • Francesco 6 luglio 2018

    Come tutti i “compagni” della serie ‘quello che è mio è mio, quello che è tuo è nostro’

  • Barbara 6 luglio 2018

    È vero, comunque a me piacerebbe parlare cinque minuti con Salvini , ma solo con lui, per capire alcune cose , perché non ho tutto chiaro. Ad esempio i bambini con le donne, saranno aiutati già dalla Libia o comunque devono prima affrontare la traversata?

  • Gabriella 6 luglio 2018

    Sei grande Salvini , vai avanti così, il Popolo Italiano è con Te !!!!!!!!!

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