“L’altra Brexit” di Bepi Pezzulli: un libro fuori dal coro sull’addio di Londra alla Ue

5 Lug 2018 16:14 - di Laura Ferrari

La Brexit come non ve l’hanno mai raccontata. Potrebbe essere il sottotitolo ideale al libro “L’altra Brexit. Geopolitica & Affari” di Bepi Pezzulli. L’avvocato d’affari, che da vent’anni vive tra Londra e l’Italia, è presidente di Select Milano, società che opera con l’intento di favorire un’azione di diplomazia finanziaria per cogliere le opportunità offerte dalla Brexit. Pezzulli nel suo volume fornisce un punto di vista non convenzionale, in antitesi con la vulgata corrente. La narrazione sulla Brexit ha omesso, secondo Pezzulli, di interrogarsi sui vantaggi economici e le alleanze geopolitiche che Londra può ricavare da una decisione così epocale. Pezzulli sollecita quindi alcune domande: intanto individua chi e cosa hanno determinato l’uscita dall’Unione europea. Quello del popolo britannico, attraverso il referendum, è solo l’ultimo passo di un percorso partito prima. Un percorso che, nel libro, individua un combinato disposto tra gli euroscettici britannici, preoccupati per la deriva pangermanica dell’Ue e gli hedge funds inglesi preoccupati per gli squilibri nel bilancio commerciale dell’Ue.

Bepi Pezzulli

Bepi Pezzulli

 

L'altra Brexit

L’altra Brexit

La Brexit come non l’hanno mai raccontata

“L’altra Brexit. Geopolitica & Affari” di Bepi Pezzulli (I libri di Milano Finanza, 170 pp) che vanta la prefazione di Mark Wheatley, riporta episodi e testimonianze inedite e descrive con dovizia di particolari i protagonisti di quelle élite che hanno sostenuto la Brexit, fornendo elementi interessanti per comprendere in maniera più completa cosa possa aver spinto verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e quali potranno essere gli sviluppi futuri e le ricadute per l’economia globale. Per usare le parole dell’ex presidente della Commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone quella di Pezzulli è «un’analisi lucida e realistica dello stato di salute dell’Unione europea. Anziché reagire in modo scomposto all’evento Brexit, anziché frapporre ostacoli incattiviti al negoziato con Londra, l’Ue – dice Pezzulli – farebbe bene ad interrogarsi autocriticamente sul passato, e non avere indulgenze sul presente e sul futuro. Nessuno può sapere se Brexit si rivelerà un successo: ma ormai è chiaro a chiunque abbia onestà intellettuale che l’Ue è un progetto ferito, forse fallito, a cui non porterà alcun giovamento sperare negli insuccessi altrui».

Commenti

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  • Laura Prosperini 5 Luglio 2018

    finalmente, realtà vissuta contro propaganda e menzogne.
    Brava Inghilterra adesso…tocca a noi.