Ivrea è “Patrimonio dell’Umanità”. La visione di Olivetti conquista l’Unesco

lunedì 2 luglio 15:55 - di Sveva Ferri

Ivrea è ufficialmente patrimonio dell’umanità. La città di Adriano Olivetti è entrata a far parte del World heritage dell’Unesco come «città industriale del 20° secolo», così come spiegato con un tweet di complimenti all’Italia dalla stessa agenzia dell’Onu per l’educazione, la scienza e la cultura. «Ivrea, la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento, è il 54esimo sito Unesco italiano. Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal Movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo», ha commentato il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.

«Ivrea rappresenta un esempio distintivo della sperimentazione di idee sociali e architettoniche sui processi industriali, e un’esperienza innovativa di produzione industriale di livello mondiale che guarda in special modo al benessere delle comunità locali», si legge in una nota del ministero che ne ripercorre la storia. Fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, la città industriale di Ivrea è un progetto industriale e socio-culturale del XX secolo. La maggior parte dello sviluppo di Ivrea avvenne nel periodo degli anni ’30 e ’60 sotto la direzione di Adriano Olivetti, periodo in cui l’azienda Olivetti produceva macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche e computer.

La forma della città e gli edifici urbani di Ivrea sono stati progettati da alcuni dei più noti architetti e urbanisti italiani di quel periodo. La città è composta da edifici per produzione, amministrazione, servizi sociali e usi residenziali, che riflettono le idee del Movimento Comunità. «La città industriale di Ivrea – ha sottolineato ancora il ministero dei Beni culturali – rappresenta quindi un significativo esempio delle teorie dello sviluppo urbano e dell’architettura del XX secolo in risposta alle trasformazioni industriali e sociali, inclusa la transizione dalle industrie meccaniche a quelle digitali». La perimetrazione comprende il perimetro dell’area destinata al progetto industriale olivettiano, includendo gli edifici della produzione, gli uffici, i servizi (asilo nido, mensa, servizi sociali), le residenze.

«La candidatura di Ivrea, presentata all’Unesco a gennaio 2017, è stata sottoposta al processo di valutazione da parte degli Organismi consultivi dell’Unesco, durato un anno e mezzo. Gli esiti della valutazione sono stati presentati al 42° Comitato del Patrimonio Mondiale, che ne ha deciso l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. La candidatura era promossa dal Comune di Ivrea e dalla Fondazione Adriano Olivetti, insieme alla Fondazione Guelpa, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Banchette ed è stata coordinata dal Segretariato Generale – Ufficio Unesco del Mibact. La candidatura – ha ricordato infine il Mibact – si è inoltre avvalsa della collaborazione del contributo di diverse istituzioni ed esperti del mondo scientifico e culturale».

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