Il Quirinale apre a Salvini: lunedì l’incontro con Mattarella. Vietato parlare di giudici

sabato 7 luglio 11:37 - di Ginevra Sorrentino

Rumors, indiscrezioni, annunci, smentite e, alla fine, a 48 ore dall’incontro, il fatidico appuntamento al Quirinale tra il ministro dell’Interno e leader leghista Matteo Salvini e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in agenda per lunedì alle ore 12. «Sono, ovviamente, escluse dall’oggetto del colloquio valutazioni o considerazioni su decisioni della magistratura», si affretta a chiarire in una nota l’ufficio stampa del Quirinale, ma, come noto, il numero uno del  Carroccio, nei giorni scorsi, aveva invocato l’intervento del presidente della Repubblica proprio dopo la sentenza della Cassazione che ha disposto il sequestro di fondi della Lega fino a 49 milioni di euro.

Il Quirinale apre a Matteo Salvini: lunedì il vicepremier sarà da Mattarella

Difficile, insomma, pensare che l’argomento “magistratura” e “verdetti politici” non sarà neppure sfiorato nell’incontro della prossima settimana quando, sin dal primo momento, la Lega ha parlato di «una sentenza politica che non ha senso giuridico», di un «gravissimo attacco alla democrazia» per «mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano». E, come se non fosse ancora abbastanza, di un «attacco alla Costituzione, perché si nega il diritto a milioni di italiani di essere rappresentati… «Solo in Turchia, nei tempi moderni – si è mormorato ancora in questi ultimi giorni da ambienti della Lega – un partito democratico e votato da milioni di persone è stato messo fuorilegge attraverso la magistratura». Ma perché è stato ordinato il sequestro dei fondi? Ricordiamo cosa dice la sentenza da cui è partito tutto e di cui, inevitabilmente, difficile pensare che non si arriverà a parlare nell’incontro di lunedì tra Salvini e Mattarella.

Le obiezioni alla sentenza del sequestro dei fondi della Lega

La Cassazione ha depositato martedì scorso le motivazioni della sentenza che accolgono il ricorso della procura di Genova contro l’opposizione del Carroccio al sequestro dei fondi, provvedimento conseguente alla condanna pronunciata nel processo per truffa ai danni dello Stato nei confronti dell’ex leader Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito. Nelle motivazioni del pronunciamento della Cassazione sul sequestro dei fondi della Lega, i giudici della Suprema Corte fanno riferimento anche al sequestro dei futuri introiti del partito fino al raggiungimento della cifra di 49 milioni di euro, provento della supposta “truffa allo Stato”. Dunque, cosa succederà ora? Intanto, l’avvocato Roberto Zingari, legale del Carroccio, ha spiegato nelle ultime ore come si muoverà quantomeno il partito. «La Cassazione ha rinviato al Riesame quindi – afferma – verrà fissata un’udienza e noi cercheremo di far valere le ragioni che avevano portato il Riesame precedente a darci ragione. Poi, eventualmente, se il provvedimento preso sarà negativo faremo ricorso. Con quanto affermato in via giuridica si blocca un partito e si legittima un sequestro di cose che non hanno nessun legame con il fatto di reato».

Ma ora, dopo il verdetto, cosa succederà? Intanto il governo…

E ancora: «Quello che noi avevamo sostenuto – prosegue il legale – era che non era legittimo neanche il sequestro che era stato fatto nel settembre scorso. Dopo quel sequestro, che ha azzerato i conti, le somme che entrano successivamente sono le contribuzioni degli eletti e i contributi dei cittadini. Quindi il legame con il profitto del reato non può esserci. Questo provvedimento in qualche modo – conclude Zingari – va anche contro quello che ha deciso il tribunale, nel merito, e che aveva stabilito non si potessero sequestrare beni futuri». Nel frattempo, codici e sentenze a parte, su questo punto il governo si è dimostrato unito: sul caso è intervenuto allora il capo politico del M5S Luigi Di Maio spiegando che non c’è «nessun imbarazzo» da parte del Movimento rispetto alla sentenza della Cassazione sui beni della Lega. «Stando a quel che dice Salvini lo scandalo riguarda Bossi e il suo cerchio magico. Detto questo, una sentenza è una sentenza…», ha concluso il vice premier, mentre i capigruppo della Lega al Senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, hanno rimarcato come «milioni di italiani perbene si riconoscono nell’azione della Lega, mettere fuorilegge un partito per (eventuali) errori di altri, risalenti a dieci anni fa, non garantisce quello spirito di democrazia, libertà e partecipazione popolare su cui si fonda la nostra Costituzione e la nostra vita sociale. Ne parleremo col garante di questa Costituzione, col Presidente della Repubblica – hanno quindi concluso ritornando sull’incontro in agenda per lunedì – nel pieno rispetto dei tanti giudici, la stragrande maggioranza, che svolgono bene e con imparzialità, la loro funzione».

 

 

Commenti

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  • GENNARO TERMINE 9 luglio 2018

    UN DIVIETO CHE MI URTA E TANTO E CHE RAFFORZA L’ALTERIGIA DEI MAGISTRATI, IN ITALIA CONSIDERATI, ED OR CONFERMATI, DEI SEMIDEI INTOCCABILI E CHE TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO POSSONO IMPUNEMENTE !!!! MEMENTOTE LA SPAVALDERIA DI QUEL MAGISTRATO NAPOLETANO DELLA CASSAZIONE , CHE SI VANTO’ DI AVER CONDANNATO INESORABILMENTE BERLUSCONI !!!!

  • carla 8 luglio 2018

    Volevo dire cosa!

  • carla 8 luglio 2018

    Spiace dirlo ma si tratta di politicizzare una sentenza! Dopo 10 anni…si cacci solo chi ha imbrogliato, Salvini e la lega e’ un’altra coda!

  • giorgio 8 luglio 2018

    La sentenza che ha condannato Bossi e Belsito è di primo grado, può essere appellata e magari riformata. Le tifoserie, da bar sport, domandano come mai chi si scandalizza per questi 49 milioni non abbia recuperato con altrettanto zelo i soldi spariti a scapito dei clienti, correntisti, risparmiatori in Montepaschi ( dove peraltro sussistono altri gravi interrogativi), in Banca Etruria, nelle varie Banche Popolari decotte, Vicenza, Marche, Ancona, o nella fusione tra Margherita e Ds. Inoltre chi deve rendere conto dei soldi spariti sono Bossi e Belsito, dal momento che risulta evidente da indagini gia’ fatte tempo addietro che quei denari sono serviti per “ristrutturazioni di case, interventi di rinoplastica, diplomi pagati in Tirana, ecc”.

  • GIUSEPPE 8 luglio 2018

    Per quanto mi riguarda questo incontro deve essere in diretta televisiva perché tutti gli italiani devono vedere cosa vuole SALVINI dal presidente lui deve rispettare la sentenza punto

    • Angela 8 luglio 2018

      Perché non hai chiesto incontri in diretta quando Renzi doveva dare spiegazioni sulla banca Etruria(della sua amica Elena Boschi)o di altre gravi problematiche che riguardavano il PD è che stranamente la magistratura non poneva rilevanti interrogativi?

  • Angela 8 luglio 2018

    Vergognoso che la magistratura politicizzata cerchi di eliminare un partito politico dalla scena solo perché è forte e fa “cose di destra”,che vada,la magistratura ad indagare anche i partiti di sinistra…ne vedremmo dellle belle…Se un partito politico deve sparire è perché non viene eletto alle elezioni e non perché viene fatto fuori da una magistratura più che solerte con quelli di centro destra (il caso Berlusconi ne è una prova lampante)anche se non sono riusciti a fermarlo !

  • Mario Salvatore MANCA di VILLAHERMOSA 8 luglio 2018

    Incontro blindato. Ecco la differenza tra Monarchia e Repubblica. Il Re è Re di tutti gli Italiani, il presidente della repubblica è il presidente di alcuni a scapito di altri.
    Mario Salvatore Manca

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