I palombari del Comsubin rimuovono oltre 3000 ordigni della Grande Guerra

venerdì 6 luglio 15:48 - di Guglielmo Gatti

Dal 25 giugno a oggi i palombari del Gruppo operativo subacquei del Comando subacquei e incursori (Comsubin) della Marina Militare distaccati presso il Nucleo Sdai di Ancona (Sminamento difesa antimezzi insidiosi), hanno condotto una delicata operazione subacquea nelle acque del lago di Varna (Bolzano), che ha permesso di rimuovere 3.094 pericolosi ordigni esplosivi, che sono stati consegnati agli artificieri dell’Esercito appartenenti alla Brigata Alpina Julia per la definitiva neutralizzazione in adeguati sedi. A seguito di una segnalazione di privati cittadini circa la presenza di probabili manufatti esplosivi la prefettura di Bolzano aveva disposto e coordinato un intervento di bonifica d’urgenza nelle acque del lago. Le delicate attività subacquee, condotte da un team di 6 palombari e 3 tecnici di Comsubin in una fascia di fondale compresa tra i 3 metri e la superfice, hanno permesso di individuare e recuperare 3.062 bombe da fucili, 8 pani di esplosivo, 3 bombe da mortaio, 2 proiettili di medio calibro e 19 bombe a mano. Gli ordigni esplosivi, tutti risalenti alla Prima Guerra Mondiale, sono stati passati in consegna agli artificieri del 2° Reggimento Guastatori di Trento della brigata alpina Julia dell’Esercito che provvederanno alla loro custodia e successiva distruzione. ”Sono molto soddisfatto delle operazioni subacquee che abbiamo condotto nel lago di Varna negli ultimi anni”, ha affermato il Tenete di Vascello Marco Cassetta, Comandante del Nucleo Sdai di Ancona. “Questa è la quinta volta che interveniamo d’urgenza per bonificare il lago di Varna da questi pericolosi ordigni esplosivi. Negli ultimi due anni abbiamo effettuato 30 giorni di lavoro in queste acque che ci hanno permesso di rimuove un totale di 5.956 bombe da fucile (2.894 recuperati nel 2017 e 3.062 quelle rimosse durante questa missione), ciascuna contenente circa 700 grammi di esplosivo, che sono state consegnate a colleghi artificieri dell’Esercito. Queste attività dimostrano come le Forze armate collaborino tra loro e siano presenti sul territorio a salvaguardia della pubblica incolumità”.

Commenti

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  • Pino1° 7 luglio 2018

    Una specialità che è presente del dna stesso della Marina Militare per entrare nella quale la selezione è impressionante, lì non occorrono raccomandazioni . O sei una eccellenza o non sei.
    Fanno della riservatezza un modo di vivere, poco conosciuti dal pubblico al di fuori del settore, stimati e apprezzati dai più noti navy seals/usa con i quali hanno saltuariamente contatti e scambi di esperienze dove non restano secondi. Fanno parte di quella necessariamente poco conosciuta elite mondiale a cui danno il loro contributo russia. israele, inghilterra e poco più. Hanno natali e trascorsi continui nella storia del Paese oltre che nella marina, quando sono raggiunti e superati i limiti e gli altri non possono intervenire oltre, loro ci sono!

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