Ferrara come la giungla: pusher nigeriani si affrontano a colpi di machete

martedì 31 luglio 18:27 - di Redazione

Ferrara peggio della giungla, bande di spacciatori nigeriani si affrontano a colpi di machete e coltelli. Un’aggressione domenica e tre lunedì. I testimone oculari riferiscono  – come si legge sul quotidiano on line Affaritaliani.it – di una lotta per spartirsi le piazze di spaccio in città. Tra questi, per un caso, è presente anche il consigliere comunale della Lega Nicola Lodi: “Ero al momento giusto nel posto sbagliato. Un incubo. Non ci è scappato il morto ma siamo al quarto scontro per strada in due giorni. Qua oramai è normale”.

Domenica, 14.30 in piazzale Castellina, nei pressi della stazione dei treni, un nigeriano avvicina un connazionale spacciatore per acquistare 5 euro di hashish e lo paga con una banconota da 10 euro. Ma il venditore non gli dà il resto e la discussione degenera. Il primo tira fuori un coltello per cercare di far valere le sue ragioni, il venditore scappa, i passanti chiamano le forze dell’ordine. I due vengono semplicemente identificati dai carabinieri che non hanno trovato il coltello, visto da testimoni.

Lunedì, ore 18 in via Oroboni, una zona più periferica, c’è uno scontro tra due bande di nigeriani che combattono per strada. Parte la caccia all’uomo. 4 nigeriani inseguono un quinto, probabilmente di un gruppo rivale. Uno degli aggressori impugna un machete e colpisce il rivale alla testa. “Ero lì presente”, spiega Lodi, “se non ci fosse stato per caso una pattuglia di passaggio non so come sarebbe finita”.

L’uomo colpito si accascia a terra col sangue che gli cola dalla testa. Gli aggressori scappano, vista la polizia. La vittima si siede su una gradino e con un poliziotto al fianco e aspetta l’arrivo dell’ambulanza. Finirà in ospedale in rianimazione.

Lunedì, ore 22, poco dopo i fatti di via Oroboni c’è un accoltellamento in Corso Giovecca, zona centrale. Un nigeriano viene colpito da un fendente impartitogli da connazionali. Sul posto arrivano carabinieri e sanitari del 118.

Sempre lunedì quasi in contemporanea si rischia il bagno di sangue stile film horror in zona Ippodromo. Sono le 22.30, al Caffé bar Vienna, in via Bologna, un ragazzo nigeriano entra spalancando la porta per ripararsi. Era rincorso da una banda di nigeriani armati di machete, ascia e pistola. E’ terrorizzato. I titolari e chi è presente gli prestano soccorso e chiamano le forze dell’ordine a cui il ragazzo racconta dell’aggressione.

Commenti

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  • delfino 1 settembre 2018

    sono questi che ci dovrebbero pagare le pensioni ? Sono 3 anni che sto dicendo ,questi ci portano la guerra in casa.

  • lauro berchicci 6 agosto 2018

    ma nessuno li caccia

  • Giuseppe Tolu 1 agosto 2018

    Bene, si devono sentire come a casa loro, che diamine!

  • Fabio 1 agosto 2018

    Ormai si sfidano in ogni città purtroppo…risorse utili per il paese non ne vedo proprio…ormai controllano interi quartieri con spaccio e prostituzione…se si fa ordine con le forze dell’ordine per controllarli-arrestarli-censirli i sinistrorsi li chiamano “rastrellamenti”….se i cittadini si indignano ed alzano la testa in mancanza della copertura dello stato i sinistrorsi li chiamano “razzisti”…già abbiamo la nostra delinquenza dura da combattere…non serve altra gente che venga assoldata dalle mafie locali…basta con le magliette rosse, i buonisti ad oltranza, gli amici degli amici che speculano su questi disgraziati, basta con le solite parole dei sinistrorsi e della loro fuffa…. Stato e Giustizia dove siete finiti? Io voglio vivere in un paese civile e con un futuro….

  • chicco 1 agosto 2018

    …la prima cosa che ho pensato: …va bene, finché si ammazzano tra di loro…

  • Gio 1 agosto 2018

    direi di portarli tutti alla CEI, affinché i vescovi tocchino con mano il valore dell’accoglienza… dopodiché li si porta a casa saviano, che anche lui gioisca della presenza di queste creaturine… poi gli si spezzano le ossa a tutti e li si ributta a mare

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