Dopo le missioni in Afghanistan e Iraq, c’è il Niger. Ma loro non ci vogliono…

giovedì 26 luglio 18:39 - di

“Ci siamo battuti, con piena sintonia e sinergia tra Esteri e Difesa, per assicurare un equo bilanciamento delle politiche e delle attività alleate anche in relazione alle minacce che nascono a sud, come il terrorismo, i flussi migratori irregolari, l’instabilità dei Paesi rivieraschi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Lo abbiamo fatto chiedendo un riequilibrio generale della postura complessiva dell’Alleanza verso il quadrante meridionale e verso le peculiari minacce che provengono da quella direzione strategica”. Lo ha detto il ministro della Difesa Elisabetta Trenta nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite di Camera e Senato sugli esiti del vertice Nato di Bruxelles dell’11 e 12 luglio, ricordando che l’Allenza “può svolgere un ruolo concreto nel Mediterraneo e in Nord Africa”. “Affrontiamo emergenze e crisi umanitarie che continueranno a costringere, soprattutto i Paesi più stabili, a farsi carico degli effetti delle migrazioni di massa, mettendo a dura prova gli equilibri sociali e la sicurezza interna, ha aggiunto il ministro della Difesa. Per il ministro, poi, ” sono da considerare le influenze e gli impatti crescenti sulla sicurezza collettiva della criminalità e dei cambiamenti climatici. In questo scenario, un’analisi attendibile delle tendenze future deve avere un approccio multidimensionale che coinvolga tutti i livelli: interforze, interagenzie e internazionale”. Infatti, “gli scenari geopolitici sono fortemente cambiati: siamo di fronte a minacce ibride. Gli equilibri internazionali sono costantemente minacciati da estremismi che colpiscono i Paesi sia nei propri confini che al di fuori, dove si preservano interessi cosiddetti a distanza”.

Ridimensionamento delle missioni in Medio Oriente

Ci sarà un ridimensionamento delle missioni italiana in Afghanistan mentre si aspetta di far partire quella in Niger, ha spiegato il ministro della Difesa Elisabetta Trenta durante le repliche dell’audizione sugli esiti del vertice Nato di Bruxelles. “Dobbiamo essere fieri del modello italiano in Afghanistan, fieri che ci sia sta riconosciuta una capacità di stabilizzazione molto importante. Quindi ci sembra giusto non togliere totalmente il nostro supporto, anche se sarà ridimensionato”, ha detto Trenta. Poi Trenta ha parlato delle altre missioni evidenziando come “importante” sia quella in Niger, “da dove passano i flussi migratori”. “Vorremmo riuscire a far partire questa missione ma abbiamo bisogno del consenso del governo nigerino”. Come si ricorderà, infatti, il governo nigerino ha detto chiaro e tondo di non aver invitato gli italiani. I team, ha poi assicurato il ministro, “saranno più piccoli di quelli previsti all’inizio”. In Iraq “i lavori sulla diga di Mosul sono stati completati quindi le forze italiane impiegate lì saranno spostate”, ha ricordato il ministro. “L’Isis è stato sconfitto a livello territoriale, ma c’è bisogno di avere proprio in Iraq del personale che sia addestrato e capace di intervenire, quindi le forze italiane saranno spostate” in una missione Nato di training. “Partita poi la pianificazione per il Sud, in considerazione di tutte le possibili minacce e contromisure. I paesi membri della Nato si sono impegnati a completare l’hub e abbiamo offerto il comando divisionale per il Sud”, ha detto ancora Trenta. Che ha concluso: “Quando si sta in una Allenza e si dà tanto, bisogna anche essere capaci di chiedere. Quindi noi ora abbiamo anche qualche bonus da utilizzare”. Che andrebbe utilizzato per combattere gli sbarchi dei clanestini con tutto quel che ne consegue.

Commenti

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  • Franco Cipolla 27 luglio 2018

    …di mezzo sempre e comunque gli interessi francesi il cui interesse e’ solo fagocitare tutte le risorse loro utili e strafegarsene degli altri. Loro guardano i loro di interessi ed a chiacchiere si fingono buonisti per distogliere l’attenzione dalle loro subdole trame.
    Macron m

  • Giacomo 27 luglio 2018

    D’accordissimo sul richiamo di tutte le truppe sparse per il mondo, da lì ripartire da effettivi interessi nazionali, limitare l’invio di specialisti la dove nn ci sono nostri interessi, probabilmente la Francia sta tramando contro di noi, per evitare che il governo nigeriano ci dia il via libera ad una missione che tagli le unghie ai nuovi schiavisti.

  • 27 luglio 2018

    Sono di accordo con Pino1, 100%

  • Pino1° 26 luglio 2018

    Poche truppe di specialisti di alto livello, vanno inviati dove occorrono a noi, sia come ricadute che come attività di penetrazione ambientale ! I ‘servizi’ devono tornare a mettere basi informative vere !
    Rischiare uomini, i migliori a favore dei francesi è suicidio ! Andiamo solo ed esclusivamente dove serve a l’Italia, politicamente, finanziariamente, strategicamente o riportiamoli a casa !

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