Clandestini, si attende la mossa della Merkel. E Vienna chiude il Brennero

mercoledì 4 luglio 13:52 - di Giovanni Trotta

Confusione in Europa sulla questione dei clandestini. Vienna ha fatto sapere che reintrodurrà a titolo temporaneo e per motivi di sicurezza, tra il 9 ed il 13 luglio, i controlli al Brennero in occasione del vertice informale dei ministri dell’Interno a Innsbruck. La stessa misura verrà adottata tra il 17 e il 21 settembre per il vertice informale dei leader Ue a Salisburgo. Tuttavia, si precisa, a decisione non ha nulla e che vedere con l’accordo raggiunto in Germania sulla politica migratoria ed era stata pianificata da tempo, hanno sottolineato a Vienna. In realtà non è proprio così, le cose sono collegate, anche se in modo indiretto. “L’Austria – infatti – condivide con la Germania l’obiettivo” di respingere i migranti verso il Paese di primo ingresso dove sono stati registrati. “Ora vediamo cosa vuole fare” Berlino “poiché non è ancora chiaro. In ogni caso non chiuderemo alcun accordo che appesantirà” la pressione sull’Austria. Così il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Vienna potrebbe “reagire” se la Germania dovesse adottare misure nazionali sulla gestione delle frontiere, anche se Vienna “a lungo termine” è impegnata per avere “un’Europa senza frontiere interne”., ribadisce ancora il cancelliere austriaco a Strasburgo. “Sulla questione dell’Europa senza frontiere interne – continua Kurz – vogliamo combattere per questo e far sì che sia assicurato, per il lungo termine. Su che cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane, non posso anticiparlo, dipende da cosa accade in Germania: se la Germania introduce misure domestiche, allora ciò avrebbe un effetto a catena e potrebbe voler dire che anche l’Austria dovrebbe reagire”. “Non posso prevederlo, ma nel lungo termine l’ambizione è avere un’Europa senza frontiere interne. E sono convinto che nel medio lungo periodo ciò sarà possibile”, aggiunge.

Si aspetta l’accordo bilaterale tra Berlino e Vienna

Della spinosa questione si è parlato anche all’assemblea plenaria di Strasburgo: “Non è il cattivo accordo in Germania che risolverà il problema” dei flussi migratori. “Al contrario, rischia di creare un effetto domino, con nuovi controlli di frontiera e la fine di Schengen”. L’Austria, “a quanto si dice in circoli governativi, chiuderà il passo del Brennero, a causa di questo accordo interno tedesco”. Lo afferma il capogruppo dei Liberaldemocratici nel Parlamento Europeo, il belga, Guy Verhofstadt, intervenendo nella plenaria a Strasburgo. Rivolto al presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, Verhofstadt ha ricordato che “c’è un problema nel Consiglio. Lei deve bloccare” i capi di Stato e di governo “in riunione per 3, 4 giorni, finché non trovano un accordo. Deve spingere perché trovino un accordo” sulla gestione dei flussi migratori. Nelle conclusioni del Consiglio Europeo, ha ricordato infine il politico belga, si invitano Consiglio e Commissione ad “esplorare il concetto di piattaforme regionali di sbarco”, cosa che, “nel linguaggio comunitario, significa che ci vorrà un bel po’ di tempo”. Nel dibattito è intervenuta anche l’Ungheria: il premier Viktor Orban, da sempre critico nei confronti della politica migratoria della cancelliera Angela Merkel, ha espresso la volontà di cooperare a un piano volto a limitare l’afflusso di migranti in Germania. In un’intervista rilasciata alla Bild in occasione della sua visita – oggi e domani – a Berlino, Orban si è detto aperto all’idea di discutere di un accordo bilaterale per riprendere i migranti che tentino di entrare in Germania qualora Berlino riuscisse a stringere un accordo analogo con Vienna. “L’ordine deve essere negoziato tra Germania e Austria, poi negoziati tra Austria e Ungheria. Solo allora, se vi sarà chiarezza sulla posizione tedesca, potranno essevi negoziati tra Ungheria e Germania”. Orban sarà ricevuto oggi dal presidente del Bundestag, Wolfgang Schaeuble mentre per domani ha in agenda colloqui con la cancelliera Angela Merkel. Infine, anche il nostro capo dello Stato è intervenutoda Tallinn:  è “poco responsabile” mettere “a rischio” la libertà di movimento degli europei. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Tallinn sulla possibile chiusura dei confini dell’Austria come reazione all’arrivo di migranti. La partita è ancora tutta da giocare, e tutto dipende da cosa deciderà di fare la Germania.

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