Caro Salvini, in Alto Adige facciamo la lista unitaria del centrodestra per gli italiani

lunedì 23 luglio 18:18 - di Alessandro Urzì
Urzi sul doppio passaporto

Da Alessandro Urzì, consigliere della provincia di Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige con il movimento L’Alto Adige nel Cuore – Fratelli d’Italia, riceviamo  e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

in autunno Trento e Bolzano torneranno alle urne per il rinnovo di consigli e governi regionale e provinciali e dopo tanti sforzi il centrodestra in Alto Adige, dove maggiore sarebbe la necessità di unione, considerato che il gruppo di lingua italiana è solo il 25% della popolazione, al momento rischia di non presentarsi unito, con la concreta possibilità di rimettere nelle mani della Svp e del Pd il governo della Provincia e della Regione. Uno scenario assolutamente da scongiurare, anche alla luce dell’improvvisa accelerata del cancelliere austriaco Kurz sulla questione, tutt’altro che secondaria, del doppio passaporto per gli altoatesini, ma solo quelli di lingua tedesca e ladina.

Una vicenda paradossale, dai contorni anticostituzionali, contraria ad ogni regola diplomatica, che sottende la volontà da parte austriaca di rivendicare la sovranità de facto su una porzione di territorio italiano. Ma il clima è da tempo che si è aggravato in Alto Adige. Qualche settimana fa il capogruppo della Svp, il partito di governo di lingua tedesca in Alto Adige, annunciava la volontà di impedire nomine di dirigenti italiani in alcuni uffici pubblici strategici, per una presunta superiorità professionale dei colleghi di lingua tedesca ed un diritto morale alla “precedenza”.

Una vera e propria espressione di razzismo (nemmeno troppo mascherato) sfuggito ai più ma soprattutto al nostro governo nazionale che la questione altoatesina al momento non ha ancora affrontato, a partire dalla vicenda della frontiera del Brennero oltre la quale si sono alzate le barriere austriache antimigranti, come dire che toccherà all’Italia risolvere il problema. Ma ci sono anche le limitazioni imposte dal Tirolo al traffico pesante che dall’Italia raggiunge la Germania: un atto di sfida verso le aziende italiane non a caso fortemente criticato dalle associazioni di categoria economiche italiane ed anche altoatesine. L’Austria si sta chiudendo in un isolamento autoreferenziale, tutto giocato sulla pelle degli italiani. La provocazione della doppia cittadinanza è solo l’ultimo atto di un atteggiamento antitaliano che sta diventando pericoloso.

Tutti questi elementi mi spingono a lanciare un appello a tutte le anime del centrodestra affinchè il prossimo 21 ottobre non si lasci sfuggire un’occasione storica. L’obiettivo deve essere andare a governare nelle due province di Bolzano e Trento e nella Regione Trentino Alto Adige. La vittoria del centrodestra unito avrebbe un significato incredibile e lancerebbe anche all’Europa un segnale forte sull’esistenza di un fronte finalmente unito in difesa dei valori e dell’interesse ma anche dell’identità nazionale. A Bolzano occorre ricordare che il gruppo linguistico italiano (e quindi gli elettori di FdI, Lega, FI e liste civiche italiane di area) costituisce appena il 25% della popolazione. L’unità è quindi imprescindibile per evitare di riconsegnare la Provincia e la Regione al patto scellerato di svendita degli italiani a cui si è sempre prestato nelle ultime legislature il Partito Democratico, arrivando ad accettare anche la richiesta Svp di cancellare i nomi di luogo in lingua italiana in Alto Adige, il primo segno di indentità di una comunità nel territorio in cui vive. Ad avere espresso parole di diffidenza verso l’obiettivo strategico della vittoria del centrodestra unito in Alto Adige sinora è stato solo il coordinatore locale della Lega. Un no forse d’orgoglio che però risulta in termini di obiettivo incomprensibile e che mi auguro possa essere trasformato in un’adesione al progetto del centrodestra unito da parte del segretario Matteo Salvini che ha dimostrato in molte occasioni di avere una capacità di analisi dei momenti politici importante. Al segretario Salvini mi piace ricordare che lo slogan di Pontida “Prima gli Italiani” deve e può avere un significato più che simbolico anche a Bolzano, dove solo in queste ultime ore la Svp ha annunciato con toni minacciosi di pretendere il monopolio del “controllo politico” e del gruppo linguistico tedesco sull’amministrazione della Sanità e sulla Soprintendenza ai beni culturali, non concedendo più spazi agli italiani.

A Salvini chiedo pubblicamente di venire in Alto Adige a spiegare alla comunità italiana che su questa provincia italiana non sono ammissibili forzature e richieste di sovranità de facto da parte austriaca e che il giusto principio “Prima gli Italiani” può e deve, ancor più oggi, valere anche a Bolzano, declinato nel più condiviso, a livello locale s’intende, “pari diritti e pari opportunità per tutti i gruppi linguistici”, senza tentativi di prevaricazioni da parte austriaca o dei partiti di lingua tedesca. Nessuno spazio quindi a provocazioni tanto più che all’Alto Adige è stata riconosciuta un’ampia autonomia accettata come definitiva nel 1992 da Vienna, a chiusura della vertenza sulla provincia di Bolzano aperta all’Onu, che oggi l’unilaterale iniziativa del cancelliere Kurz ha riaperto, accendendo un pericoloso conflitto diplomatico.

Quella sul doppio passaporto è, infatti, una sfida che rischia di mettere in discussione la ragione stessa dello Statuto di autonomia della nostra terra. In una provincia che conta nel suo Consiglio provinciale 10 consiglieri su 35 dichiaratamente secessionisti significa aprire le porte all’idea della possibilità di indicare nuove strade, oggi la cittadinanza, domani, chi lo sa, la leva obbligatoria, dopodomani la rivendicazione della piena sovranità.  Per tutelare l’identità italiana serve quindi un grande sforzo di unità di tutto il centrodestra che deve presentarsi unito alle elezioni del prossimo 21 ottobre. Al segretario Salvini faccio quindi un appello a nome della comunità italiana locale: soltanto uniti possiamo difendere i valori e l’identità della Comunità italiana dell’Alto Adige e portarla con la schiena dritta al governo della Provincia di Bolzano, sostituendo definitivamente il Partito Democratico.

Commenti

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  • Rabotaz 24 luglio 2018

    Molto dipende da quanto vogliamo indietreggiare nella storia. Se andiamo indietro di qualche secolo, possiamo dire che l’Alto Adige faceva parte dell’Austria e prima ancora della Bavaria, e cosi via. Andando indietro nella storia si puo’ pero’ anche constatare che piu’ ci inoltriamo nel passato, piu’ realizziamo che i ladini (ai quali appartengo) sono solo ora una minoranza mentre prima ricoprivano gran parte delle Alpi, dalla Svizzera fino al Friuli. E la lingua ladina e’ una lingua Reto-Romanica, ossia deriva dall’integrazione dei popoli romani con i popoli retici. Quindi, ancor prima degli austriaci e dei popoli ‘germanici’ c’erano i romani in Alto Adige e direi che possiamo essere daccordo che il popolo italiano identifica molte delle sue radici nella cultura romana (quindi abbiamo anche delle identificazioni in comune con gli italiani in Alto Adige e non solo con i popoli germanici – che arrivarono molto ma molto piu’ tardi). Dire quindi che il 75% degli abitanti dell’Alto Adige sono ovviamente austriaci essendo sudtirolesi e’ a mio parere semplicistico ed errato. Personalmente identifico molte delle mie radici nella cultura romana, in particolare la fede Cristiana portata dai romani e gli insegnamenti dei padri della Chiesa dei primi secoli, tra cui Santi e Martiri Romani, alcuni dei quali vivevano proprio in Alto Adige. Non bisogna dimenticare che i popoli ladini a un certo punto sono anche stati sottomessi dal popolo germanico ed e’ storicamente corretto dire che furono anche i popoli germanici ad ‘’invadere’ l’Alto Adige (quindi non solo l’Italia ad annetterlo). Non e’ che il Suedtirol e’ sempre stato austriaco ma ad alcune persone fa comodo non andare troppo indietro nella storia.
    I ladini hanno normalmente gran rispetto delle proprie origini e della propria storia. Ci descriviamo ladini ed abbiamo la nostra bandiera e pure il nostro giornale in lingua ladina. Ma quando c’e’ da tifare al mondiale o alle gare di sci, la maggior parte dei ladini tifano Italia (con qualche piccola eccezzione (di solito chi ha un genitore di madrelingua tedesca), che tifa la Germania). Penso che questo sia dovuto al fatto che dentro di noi riconosciamo automaticamente le nostre radici comuni con gli italiani e non abbiamo nessun problema con la nostra nazionalita’ e con i nostri documenti che ci identificano come italiani (anche se naturalmente il ladino, come lo stesso italiano, critica spesso e volentieri l’indolenza italiana, soprattutto quella politica dei decenni scorsi, insomma un rapporto di amore-frustrazione).
    Applaudo quindi la lettera di Urzi’ e spero che il centrodestra vada alle prossime elezioni unito per dare una forte alternativa alle persone (non solo italiane) che in Alto Adige hanno smesso di votare la SVP da tempo, un partito fatto di politici carrieristici (ahime’ alcuni dei quali ladini…) che la gente ha votato per anni quasi per default, ossia perche’ il lavaggio del cervello ha avuto un successo straordinario che sembra durare nel tempo (spesso se chiedi a un elettore della svp perche’ abbia votato quel partito non te lo sa neanche spiegare). Mi sento molto piu’ rappresentato da politici di destra e da partiti come la Lega e Fratelli d’Italia che rappresentano in maniera concreta quei valori che io apprezzo molto: Dio, patria e famiglia. E vedo una crescente tendenza tra i giovani e meno giovani ladini di staccarsi da ideologie come quella della SVP ed affermare con convinzione il loro desiderio di cambiamento. A mia sorpresa ho perfino visto degli stand leghisti (organizzati da ladini) nelle valli ladine, cosa che non avevo mai visto prima.

    Credo che la SVP per un po’ di tempo avra’ ancora successo alle elezioni (proprio per i motivi del lavaggio del cervello citati prima) ma il vento nella politica sta chiaramente cambiando direzione e la gente sta iniziando a usare un po’ piu’ la testa.

  • Andrea 23 luglio 2018

    Il 75% della popolazione altoatesina é ovviamente di origine austriaca essendo sudtirolese e non si é mai sentita italiana semplicemente perché non lo é mai stata.Tutto ciò é il frutto delle guerre e dei loro ‘dopo’.Pensiamo solo un attimo all’Istria,alla Dalmazia,alla Savoia,a Nizza e alla Corsica,non so voi ma quando giungo alla conclusione che tutte queste Terre sono italiane mi sento male perché non posso accettarlo e per assurdo abitassi in uno di questi luoghi mai mi sentirei francese o croato e non voterei mai per un partito o coalizione che non mi rappresenta affatto e i cui esponenti sono ‘trapiantati’ e non hanno nulla a che vedere col mio popolo.Ovviamente mi riferisco alla sola provincia di Bolzano perché il Trentino é italianissimo ( De Gasperi eletto prima della Grande Guerra al parlamento austriaco chiese in una infuocata seduta l’annessine della provincia storica trentina alla sua vera patria di appartenenza e cioè all’Italia)

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