Niccolò Bettarini operato sta bene, si cercano i complici dei 4 arrestati

lunedì 2 luglio 14:59 - di Paolo Lami

Un’aggressione per futili motivi, senza alcuna ragione di carattere politico o calcistico, da parte di quattro giovani, due italiani di 24 e 29 anni e due albanesi di 23 e 29 anni tutti piuttosto alticci e «gravemente sospettati» dell’agguato a Niccolò Bettarini. Si vanno meglio definendo  i contorni dell’aggressione subìta da Niccolò Bettarini, figlio della conduttrice Simona Ventura e dell’ex-calciatore Stefano Bettarini colpito, dopo le 5 del mattino, con undici coltellate al tronco e all’addome e ricoverato all’ospedale milanese Niguarda – in prognosi riservata, ma non in gravi condizioni – per la lesione al nervo riportata all’arto superiore.

E’ ciò che va emergendo nella ricostruzione fatta dalla polizia di Milano che ha fermato quattro persone, due giovani italiani – un 29enne con precedenti specifici, tra cui possesso di oggetti atti ad offendere, e il 24enne sottoposto a Daspo e vicino all’area degli ultrà dell’Inter – e due giovani albanesi, di cui uno privo di regolare permesso di soggiorno in Italia, per il tentato omicidio in concorso del 19enne Niccolò Bettarini.

Il figlio della ex-coppia celebre è stato accoltellato ieri mattina davanti alla discoteca Old Fashion a Milano, locale dove, oltre alla vittima, anche i quattro fermati – «piuttosto alticci», a dire degli investigatori – avevano trascorso la serata.

E’ qui che potrebbe essere nato il diverbio – che non ha coinvolto direttamente Niccolò Bettarini – che poi ha portato all’aggressione dopo la chiusura del locale.
L’arma, forse un coltello, non è stata, al momento, ancora trovata.
La polizia sta valutando eventuali provvedimenti – anche la possibile chiusura per l’Old Fashion e il caso sembra non essere chiuso: dalle testimonianze gli aggressori di Niccolò Bettarini potrebbero essere più di quattro». Una circostanza che gli investigatori stanno attentamente valutando, anche cercando di raccogliere nuovi elementi e testimonianze sull’aggressione del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini.

Roberto Cominardi, titolare dell’Old Fashion, aveva cercato di ricostruire: «Niccolò era tranquillo nel locale, dalle immagine 33 telecamere che abbiamo non c’è nessuno che ha litigato con lui. E’ stato a parlare con un dipendente fino all’orario di chiusura e, dal momento che lo conoscono tutti, lo avrebbero riferito se qualcuno avesse avuto a che dire con Niccolò». Cominardi racconta che, sempre dalle telecamere, si vede il giovane che si allontana dal locale, guarda alcune persone che stavano litigando e se ne va. Le stesse persone vanno poi nella sua direzione.
La scena si sposta poi all’esterno, davanti a un chiosco notturno di panini e bibite. E’ lì che si è scatenato il caos.
Forse uno sguardo di troppo da parte di qualcuno. Ed è scattata la rissa.
Niccolò Bettarini potrebbe essere intervenuto per difendere un amico ma, sottolinea uno dei testimoni, «si sono accaniti contro di lui».
Uno lo ha colpito con un coltello, forse un punteruolo che, però, non è stato trovato. E’ stata chiamata un’ambulanza e Niccolò Bettarini è stato portato in ospedale in codice “giallo”, quindi in condizioni non gravi, che è diventato “rosso” (condizioni critiche) all’arrivo.
«Nostro figlio Niccolò è stato aggredito da molte persone mentre cercava di difendere un amico – avevano scritto Simona Ventura e Stefano Bettarini – Fortunatamente le conseguenze non sono gravi. Niccolo’ si sta riprendendo velocemente, un miracolo visto le 11 coltellate inferte».

Tre dei 4 arrestati per l'aggressione a Niccolò Bettarini

Tre dei 4 arrestati per l’aggressione a Niccolò Bettarini

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Per tutta la giornata in Questura erano stati ascoltati gli amici di Bettarini che avevano dato indicazioni precise le quali hanno portato a loro volta in Questura i quattro fermati.
«Li ho riconosciuti, tre di loro sembravano drogati, hanno 30-40 anni, uno aveva gli occhi azzurri. Spero che in galera ci stiano anni» aveva detto un amico di Niccolò agli agenti della Squadra mobile e della Volante in Questura a Milano, mentre aspettava gli altri sul marciapiede di via Fatebenefratelli. Aveva raccontato che quelli «si accanivano col “Betta”, ne ho spinto via uno. Lui perdeva molto sangue». Un altro ragazzo, che aveva assistito all’aggressione di Bettarini aveva aggiunto che «sembravano animali».

In queste ore, il pm Elio Ramondini, titolare dell’indagine, sta scrivendo la richiesta di convalida del fermo dei quattro aggressori di Niccolò Bettarini, richiesta che sarà poi valutata dal gip. Il magistrato si è complimentato con la Questura per la prontezza con cui sono stati rintracciati i presunti aggressori.

Niccolò Bettarini è stato già operato all’ospedale Niguarda e l’intervento, riferiscono fonti sanitarie, è durato circa due ore, «durante le quali i chirurghi hanno ricostruito il nervo lesionato nell’arto superiore. L’operazione è perfettamente riuscita». La valutazione del recupero delle funzionalità dell’arto, «come sempre in questo tipo di interventi, richiederà alcuni mesi».
«Dopo questa lunga, lunghissima giornata, posso dire che è andata bene. Stai migliorando, grazie a Dio… Sei stato coraggioso e ti voglio bene e anche di più Niccolò. Mamma», ha scritto su Twitter, postando una fotografia del figlio, la conduttrice Simona Ventura, confortata dal miglioramento delle condizioni di Niccolò Bettarini.

Commenti

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  • 3 luglio 2018

    Bravo successo della polizia di Milano, ora si spera in un giudice severo, per lo meno 10 anni di carcere!!!

  • Emergenza Coronavirus

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