Torna l’incubo peste bubbonica: il primo caso dopo 20 anni fa scattare l’allarme

venerdì 15 Giugno 14:00 - di
cardarelli

Torna l’incubo peste bubbonica. O no? Un episodio negli Stati Uniti riaccende la paura: ma è il primo primo caso umano da oltre venti anni a questa parte. Un precedente che investe un ragazzino che, stando a quanto riportano diversi siti in queste ultime ore, sarebbe stato acclarato e confermato dagli esami di laboratorio, il cui responso è arrivato questa settimana, a circa ungesse dai primi sintomi del malessere del giovane.

Un caso di peste bubbonica: non ce n’erano più da 27 anni

E i referti parlano chiaro: si tratta di peste bubbonica. Il ragazzino, che vive nello Stato dell’Idaho, l’avrebbe contratta almeno un mese fa, ora sta meglio e sarebbe tornato a casa dove continua la terapia antiobiticva prescritta dall’ospedale che l’ha ricoverato e preso in cura. Non è ancora chiaro se il ragazzino sia stato esposto alla malattia in Idaho o durante un recente viaggio in Oregon, secondo il Dipartimento sanitario del Distretto centrale. Il piccolo paziente vive nella contea di Elmore, dove sia nel 2015 che nel 2016, la malattia è stata riscontrata negli scoiattoli. Nessun caso però è stato segnalato quest’anno. Dunque un caso, un solo caso, e al di là dell’oceano: ma tanto è bastato per risvegliare antichi fantasmi e rievocare la paura di un’epidemia; o meglio, il propagarsi di un male che si credeva debellato solo perché non se ne sentiva più parlare da due decenni. E di certo le scarse informazioni sul caso in oggetto non hanno fatto altro che alimentare paure e dubbi. Come riportano anche in queste ore diverse siti, infatti, «La peste bubbonica causa linfonodi ingrossati o “bubboni” e la forma polmonare è la più violenta». E ancora: «I casi più recenti risalirebbero al 1991… Le persone possono ridurre il rischio di infezione – spiega l’esperta Sarah Correll – trattando i propri animali domestici con antipulci ed evitando il contatto con la fauna selvatica». Ma vediamo nel dettaglio cos’è la peste bubbonica.

La peste bubbonica, cause, sintomi, terapie

Ala voce peste bubbonica, su Wikipedia si legge: «La peste bubbonica è una infezione batterica che si sviluppa e si concentra prevalentemente nel sistema linfatico. La trasmissione nell’uomo può avvenire attraverso la puntura delle pulci dei ratti (Xenopsylla cheopis), o tramite il morso dei ratti stessi o di altri roditori infetti. La pulce dell’uomo ed i pidocchi, in forma minore, permettono di trasmettere la peste bubbonica anche da uomo a uomo». E ancora: «insorge violentemente dopo un periodo di incubazione da 2 a 12 giorni. Si presenta con febbre alta, cefalea, grave debolezza, disturbi del sonno, nausea, fotosensibilità, dolore alle estremità, vomito e delirio. Si può formare una pustola o necrosi che interessa la superficie cutanea nell’area della puntura dalla pulce infetta. È possibile talvolta la formazione di petecchie, diffuse su una porzione vasta di superficie corporea, generalmente in modo asimmetrico o irregolare. L’aspetto clinico più caratteristico della malattia l’ingrossamento di uno o più linfonodi, i più prossimi al luogo delle punture della pulce (che è più frequentemente la zona inguinale e quella ascellare). Il linfonodo si infiamma formando un bubbone, cioè un rigonfiamento edematoso il cui interno evolve formando un accumulo emorragico e necrotico. Nei casi gravi l’infezione si propaga nell’organismo, dando luogo alla peste setticemica, provocando insufficienza cardiocircolatoria, necrosi che solitamente partono dalle dita di mani o piedi per poi espandersi lentamente, complicazioni renali o emorragie interne. In assenza di cure, la malattia può evolvere verso questa fase e portare facilmente alla morte. Alternativamente, nei casi meno gravi, la febbre cessa dopo circa due settimane e i bubboni espellono pus sgonfiandosi e formando una cicatrice».

 

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