Elezioni, vince il centrodestra. Storica tripletta nella (ex) Toscana rossa
Home livello 2 - di Roberto Mariotti - 25 Giugno 2018 - AGGIORNATO 25 Giugno 2018 alle 12:14
Espugnate le ex rosse Toscana ed Emilia, con una netta vittoria per il centrodestra alle elezioni amministrative. A Massa il ballottaggio è stato vinto da Francesco Persiani, che ha prevalso sul candidato del Pd Alessandro Volpi, che era il sindaco uscente. Il centrodestra ha conquistato Pisa: il nuovo sindaco è Michele Conti, scelto da Lega e Fratelli d’Italia e sostenuto da Forza Italia. Sconfitta storica per il Pd a Siena dove il primo cittadino uscente Valentini è stato battuto da Luigi De Mossi, del centrodestra. Anche a Terni lo scontro ha visto vittorioso il centrodestra: eletto sindaco Leonardo Latini che, con il 63 per cento dei voti, ha distanziato nettamente il grillino Thomas De Luca, fermo al 36%. A Viterbo il centrodestra ha strappato il sindaco al centrosinistra: eletto Giovanni Arena sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega contro un candidato di liste civiche. A Ragusa – città che era amministrata dai grillini – il candidato 5 Stelle Antonio Tringali è stato battuto da Giuseppe Cassì, sostenuto da liste civiche e da Fratelli d’Italia. Successo per il centrodestra a Sondrio e Cinisello. Il centrosinistra ha prevalso a Brindisi, Ancona, Teramo e nel III Municipio di Roma. Il M5S invece ha conquistato Avellino.
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Bisogna continuare a convincere gli italiani che il governo continua ad occuparsi di loro dando voce al Nostro Paese e realizzando tutte le promesse fatte. Solo così si potrà andare avanti sicuri di non essere ancora una volta traditi.
Niente è impossibile, basta crederci. In certe zone la sinistra vinceva perché: 1- assicurava posti di lavoro a chi prendeva la tessera; 2- usava il moralismo insito in categorie quali “ultimi”, “oppressi”, ecc., ergendosi a “difensore” di tali categorie, definendo contestualmente “egoista o ignorante” l’avversario politico. Venuta meno la sostenibilità economica del primo punto, e svelato il bluff del secondo punto, ecco che la sinistra si è sciolta. La destra deve crederci: il suo realismo prevarrà sempre alla lunga sull’idealismo ipocrita della sinistra.