Sesto venerdì di scontri al confine tra Israele e Gaza: almeno 170 i feriti

5 Mag 2018 17:32 - di Redazione

Per il sesto venerdì consecutivo violente proteste si sono svolte alla barriera al confine tra la Striscia di Gaza e Israele sotto lo slogan palestinese della Grande Marcia del Ritorno voluta da Hamas. Le proteste sono iniziate lo scorso 30 marzo e da allora ogni venerdì migliaia di palestinesi si sono riuniti lungo il confine per chiedere il ritorno dei profughi palestinesi nei territori che attualmente fanno parte dello Stato di Israele. Israele ha più volte avvertito, con volantini, avvisi e altoparlanti, di non avvicinarsi alle barriere di confine. Secondo le denunce dei palestinesi, dall’inizio della protesta sono almeno 45 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano e più di 1.900 i feriti. Israele accusa Hamas di sfruttare le proteste come copertura per attacchi lungo la barriera e venerdì scorso ha denunciato tentativi da parte di “centinaia di rivoltosi” di sfondare il confine. Le manifestazioni dovrebbero andare avanti fino al 15 maggio, il Giorno della Naqba, ovvero della “catastrofe”, celebrato ogni anno dai palestinesi all’indomani dell’anniversario della nascita dello Stato ebraico. E ieri è stato di circa 170 manifestanti palestinesi feriti il bilancio degli scontri con i soldati israeliani nel sesto venerdì della Grande Marcia del ritorno al confine tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico. Lo ha detto Ashraf al Qedra, portavoce del ministero della Sanità di Gaza, spiegando che 170 manifestanti sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco, da proiettili di gomma o hanno avuto problemi respiratori per il lancio di gas lacrimogeni. Fonti israeliane riferiscono che i manifestanti hanno lanciato pietre e molotov contro i soldati israeliani, oltre ad aver incendiato pneumatici per offuscare la visuale.

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