Salvini replica alla Fornero: «Io squadrista? Che pena, pensi a chi ha rovinato lei»

giovedì 31 Maggio 16:59 - di

«Salvini non avrà mai il mio rispetto, è uno squadrista», aveva tuonato l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, due giorni fa, quando il leader leghista aveva ribadito la necessità di abolire la sua sanguinosa riforma delle pensioni. Oggi Salvini, su Fb, ha replicato a muro duro: «Che pena… La signora Fornero farebbe meglio a pensare alla mancanza di rispetto dimostrata verso i milioni di italiani rovinati dalla sua legge, sbaglio? Gli insulti non mi fermano, io non mollo! #stopFornero», scrive il leghista. A Circo Massimo, su Radio Capital, l’ex ministra  intervistata da Massimo Giannini aveva commentato la possibilità di un governo guidato dal leader leghista: «Non perdonerò mai Salvini. Anche se diventerà presidente del Consiglio, non avrà mai il mio rispetto. Rispetterò solo l’istituzione. Se è un fascista? Il termine più adatto è squadrista», aveva detto la professoressa Fornero

Il leader leghista oggi ha cancellato la girandola di impegni in Lombardia previsti nella giornata di oggi – il primo a Barreggio – richiamato a Roma. Lo si apprende da fonti Lega. Il motivo, ovviamente, è la necessità di consultarsi con i grillini sull’ipotesi, sempre più probabile, di un governo giallo-verde con Paolo Savona non più al ministero dell’Economia.

Commenti

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  • vittorio sciullo 1 Giugno 2018

    Il fascismo descritto da un compagno serio e onesto che lo ha vissuto e patito a differenza dei cialtroni parassiti accul-turati che con l’antifascismo ci “mangiano”

    Da Giorgio Amendola UN’ISOLA ed. RIZZOLI – BUR – Narrativa –
    pag. 145 e seg. epis. “Nord e Sud a confino”
    Tornato a Ponza …………Germaine partì,… bombardata dalle più nere previsioni. Sembrava dovesse partire per la Caienna. La propaganda antifascista aveva fornito un quadro terribile delle condizioni materiali di vita dei confinati. Non aveva colto né il vero carattere, nè le conseguenze della repressione fascista: lo stato di continua incertezza, il dover dipendere dagli arbitrii e dai mutevoli umori del direttore , degli ufficiali della milizia, degli agenti, dei carabinieri, dei militi, il senso di mortificante impotenza di fronte alla forza del regime.
    Invece le condizioni materiali non erano cattive.
    La “mazzetta” assicurava condizioni superiori a quelle riservate, in talune regioni, a categorie di lavoratori. Ebbi in seguito una prova bruciante di questa situazione.
    L’organizzazione aveva deciso di chiedere, per la svalutazione della lira, un aumento del sussidio. Ne ho già parlato in diverse occasioni ma mi sembra utile ricordare ancora quell’episodio. …. fui incaricato di avanzare la richiesta alla direzione.
    Quando ricevette la mia richiesta di aumento del sussidio, il direttore mi disse di comprendere le mie ragioni, perché sapeva che ero abituato a ben altro tenore di vita. “Ma” aggiunse “molti confinati ricevono come sussidio molto di più di quello che guadagnerebbero a casa, se avessero la fortuna di trovare un lavoro.” E, ad un mio gesto di incredulità, aggiunse di poter portare le prove di quanto affermava. “Molti confinati mandano a casa, alla famiglia, ogni mese, un vaglia con i risparmi fatti sul sussidio ricevuto.” E trasse da un cassetto un pacco di ricevute di cento lire, inviati a casa dai confinati. Scorsi i nomi e vi trovai in prevalenza pugliesi.
    Portai il fatto a conoscenza di Pappagallo, anche lui pugliese, ma ignaro – mi disse – di quanto veniva fatto dai suoi corregionali. Pappagallo ed io fummo incaricati di parlare con Gala, un compagno di Cerignola. E Gala confermo l’esattezza delle informazioni date dal direttore. “A casa abbiamo famiglie con tre, cinque e più figli. Riceviamo così un sussidio di otto o nove lire al giorno. E dovremmo mangiarlo tutto noi, con i figli che fanno la fame? Per questo ci siamo organizzati in una mensa pugliese, non solo perché la cucina emiliana per noi è troppo grassa e pesante, ma anche perché mangiando pasta e verdura risparmiamo. A casa, lavorando come braccianti, si arriva a guadagnare cinque o sei lire al giorno, e non si lavora tutti i giorni. Inviando qualche soldo a casa facciamo il nostro dovere .”
    Era un discorso dignitoso, impeccabile, che ascoltai in silenzio. Mi sorprese che Pappagallo non conoscesse tale situazione. Sentivo direttamente che cos’era la fame dei braccianti pugliesi , quella di cui mi aveva parlato Di Vittorio a Parigi.
    ………………………………..
    Le condizioni materiali di vita sull’isola non erano effettivamente cattive. Peggioreranno in seguito, per la guerra e la carestia. Ma nel 34 non si stava male.
    Le descrizioni fatte dalla nostra propaganda all’estero erano invece terrificanti. Per questa ragione ho sempre dubitato dell’esattezza di certe campagne di solidarietà con le vittime delle dittature, ed anche della loro relativa utilità.
    Ho sempre detto ai compagni di partito … di non perdere troppo tempo nella propaganda all’estero. “Non vi fate illusioni, la soluzione verrà sempre dall’interno, dai mutamenti nel paese. Concentrate in questa direzione i vostri sforzi, anche se vi costano sacrifici”.
    ……………………………

  • Maurizio 1 Giugno 2018

    Buongiorno secondo voi è giusto che una persona che per motivi di salute sofferenza x dieci anni di tumore e a sei anni che è deceduta pur avendo versati 14anni è quattro mesi di contributi versati il coniuge non può avere un Po di reversibilità quelli sono soldi che a versato non erano dell’ stato

  • libero 1 Giugno 2018

    legatela e imbavaglitela.

  • Corado Moraldi 31 Maggio 2018

    vai Salvini ! Giorgia sei grande !

  • Luca Granelli 31 Maggio 2018

    un Amico Giuslavorista ch enon ha affatto votato Salvini mi ha riferito che tra gli addetti ai lavori è diffuca la convinzione che la Legge Fornero sia una cosa assurda e si stia traducendo in un disastro e che sia da eliminare al più presto. Quindi non si tratta di un pensiero Fascista…semmai di una idea saggia…Usano l’anacronistico spettro del fascismo perchè non hanno più argomenti ne idee. sono persino noiosi.

  • CALMA 31 Maggio 2018

    Stai calmo non accettare provocazioni . . . lasciali parlare ed anche offendere .
    Gli italiani hanno gia’ capito ed agito .
    Siete vicinissimi a chiudere . . . parlate poco e agite molto .
    Non litigate . State uniti perche’ vi taglieranno i viveri e avrete vita durissima .

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