Roma Pride nostagica il 9 giugno “contro i fascismi”. Ma che c’entra?

31 Mag 2018 18:37 - di Redazione

Al Roma Pride la fantasia davvero non manca mai. Ma stavolta hanno sbagliato strada. Da sabato e per una settimana Roma si colora di arcobaleno in vista del Pride 2018. Ad annunciarlo durante la conferenza stampa Sebastiano Secci, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride che, scandendo gli appuntamenti che accompagneranno la Capitale alla grande parata del 9 giugno, sottolinea: ”È un pride che vede un orizzonte politico cupo. In questa campagna politica perenne le persone Lgbt vengono aggredite da nuovi fascismi che trovano sempre più terreno fertile. Siamo andati per questo a trovare le persone che hanno davvero fatto la resistenza, per parlare di liberazione e proprio per questo abbiamo immaginato di far risvegliare questo paese da una brigata arcobaleno che ricordi le brigate partigiane”. Veramente fuori luogo queste affermazioni. La verità è che alle sinistre brucia moltissimo la vittoria e forse il governo della Lega e dei grillini. Proprio per questo motivo il Coordinamento Roma Pride ha scelto lo slogan Brigata Arcobaleno, la liberazione continua con testimoni come Tina Costa, 93 anni, Modesto 92 anni, partigiani. ”Quando li ho incontrati- racconta Secci- mi hanno detto Noi non lo sapevamo ma quella liberazione la stavano facendo anche per voi e continua: ”Questa stagione ci accompagnerà verso i 50 anni dei Moti di Stonewall e i 25 anni del primo Pride ”moderno” svoltosi a Roma nel 1994. Saremo tutti uniti lesbiche, gay, bisessuali, trans queer, intersessuali e tanti e tante eterosessuali per una società diversa, inclusiva”. Inoltre proprio quest’anno il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma festeggerà 30 anni. ”Il carro che sfilerà sabato prossimo- anticipa il Presidente- rappresenterà un tacco che andrà a spezzare la simbologia nazifascista”. Gli eventi partiranno 2 giugno a Largo Venue in via Biordo Michelotti 2, con una madrina come Carmen Di Pietro. Procederanno nei prossimi giorni con dibattiti su temi quali: legge regionale omo-transfobia, prevenzione sessuale e chem-sex e rapporti famiglie arcobaleno con le assistenti sociali. Tra gli ospiti: Fabio Canino, Monica Cirinnà, Susanna Camusso, Laura Boldrini. La parata ufficiale partirà sabato dalle 15:30 da piazza della Repubblica.

Commenti

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  • valerie 1 Giugno 2018

    C’entra perché la dottrina lgbt è una religione di tipo millenaristico-catechizzante che si muove sulle coordinate tipiche dei movimenti escatologici vecchio ordine dell’infelicità/nuovo ordine paradisiaco, orecchiando e stiracchiando gli studi sulla cultura europea patriarcale del gay Foucault e innestando, su uno strano mostro mitologico, sul tronco economista marxista le due teste delle analisi post-lacaniane del femminismo francese/americano e della fabbrica del nulla teorico del post-strutturalismo francese. L’ennesimo vuoto pneumatico giacobino che mentre comincia con l’amore e l’uguaglianza sogna già la vendetta e la ghigliotttina.

  • chicco 1 Giugno 2018

    …poveracci, la mazzata alle urne e’ stata forte, sono allo sbando, non sanno più a che santo votarsi… Ahahah…..

  • dino de fasto 31 Maggio 2018

    C’entra con il fatto che l’antifascismo è il populismo di sinistra. I compagni sono stati sempre molto attenti al populismo degli altri, mai al loro, per il semplice motivo che questo gli ha dato (soprattutto agli intellettualoidi) il pane quotidiano. Capito con chi abbiamo avuto a che fare e soprattutto a che s’attaccano adesso? Al gay pride! Semplicemente ridicoli.

  • FieroInfedele 31 Maggio 2018

    Persone Lgbt, lasciate stare i fascismi, e piuttosto preoccupatevi seriamente, ma molto seriamente di certo islam che inesorabilmente sta penetrando nelle nostre città, nella nostra società. Quelli non vanno tanto per il sottile……. Abbaiate anche contro di loro, o vi manca il coraggio?

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