La doppia strage di Costa d’Oneglia: un crimine partigiano nascosto

5 Mag 2018 20:01 - di Antonio Pannullo

La resistenza e i suoi “valori”. Finché non saranno riconosciute ufficialmente le vittime innocenti della furia partigiana in Italia, nessuna pacificazione potrà mai essere attuata. Tutti i crimini devono venire alla luce, e la strage della Costa d’Oneglia, nell’Imperiese, è uno di questi crimini, partigiani, e tra i più efferati. Come al solito, a guerra abbondantemente finita. Vediamo cosa accadde. La sera del 4 maggio 1945 una banda armata si presentò al carcere di Imperia, costringendo con la forza i secondini a consegnargli un certo numero di detenuti. La banda si presentò come “polizia partigiana” incaricata di prelevare alcuni prigionieri. Dopo il solito processo-farsa dei partigiani, nel corso del quale i prigionieri subirono anche diverse sevizie, due dei 28 detenuti furono rilasciati: i due erano i fratelli Daneri, che durante la guerra civile avevano dato soldi ai partigiani. I partigiani legarono i prigionieri col fil di ferro, proprio come facevano i loro compagni con i civili in Istria prima di infoibarli vivi, e li portarono via a bordo di due camion. Giunti in zona Cappuccini, i prigionieri furono fatti scendere e diretti a piedi verso la Costa d’Oneglia. I prigionieri, arrivati davanti la chiesa del Carmine, chiesero di poter entrare per pregare e, giunti dentro, intonarono in coro l’inno Giovinezza, cosa che fece infuriare ancora di più la banda garibaldina. Li trascinarono fuori fino a un fosso e li assassinarono a raffiche di mitra. Solo uno, Francesco Agnelli, ferito e sanguinante, riuscì a fuggire non visto, e raggiunse degli amici poco distanti a cui raccontò tutto. Ma dopo poche ore i partigiani lo raggiunsero e lo assassinarono. Ma l’orrore non è ancora finito: il Cln, ipocritamente, condannò ufficialmente la strage e fece in modo di impedire che le bande di assassini tirassero fuori dalle carceri persone innocenti per massacrarle, ma pochi giorni dopo non si accorse – o non volle vedere – che gli stessi partigiani autori della strage catturassero due infermiere, Giovanna Serini e Lidia Bosia, di 22 e 25 anni, ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana, le violentassero e le uccidessero, perché a loro dire potevano conoscere il nome dei carnefici. Questo ennesimo crimine partigiano avvenne a Oliveto di Imperia il 18 giugno. In tutti questi decenni solo la destra ha ricordato le vittime dell’Imperiese della furia partigiana, e la strage è una delle tante dimenticate dalla storiografia ufficiale. Solo Giorgio Pisanò e Giampaolo Pansa ne hanno fatto cenno nelle loro opere storiche.

Tra le vittime, di cui riportiamo i nomi, anche un deputato del Partito nazionale fascista, un ragazzo di 17 anni, un grande invalido di guerra.

Pietro Salvo,

negoziante di olio

Porto Maurizio (Im)

54 anni

Ex deputato PNF

Leopoldo Pira

Commerciante

Costa d’Oneglia

57 anni

Squadrista iscritto al PNF dal 1919

Martino Musso

Civile

Oneglia (Im)

46 anni

Brigata Nera “Antonio Padoan”

Nullo Mangia

Commerciante

Medesano (Pr)

52 anni

Francesco Agnelli

Impiegato del Servizio Alimentare

Sestri Ponente (Ge)

45 anni

Francesco Barbarotta[6]

Agente di pubblica sicurezza

Geraci Siculo (Pa)

40 anni

Antonio Baroncini

Ricevitore dei Monopoli di stato

Volterra (Pi)

54 anni

Arturo De Filippis

Civile

Napoli

58 anni

Ivo Di Donè

Civile pensionato

Cittadella (Pd)

54 anni

Teresio Mameli

Apprendista

Oneglia (Im)

17 anni

Giuseppe Ferrario

Civile

Imperia

26 anni

Antonio Calvi

Civile

Oneglia (Im)

51 anni

Eugenio Calderone

Elettricista

Palermo

49 anni

Stefano Aicardi

Contadino

Cipressa (Im)

57 anni

Ernesto Aiello

Agente di pubblica sicurezza

Gabès (Tunisia)

24 anni

Gustavo Acquarone

Impiegato civile

Oneglia (Im)

61 anni

Squadrista iscritto al PNF dal 1919

Achille Calegari

Violinista e maestro di musica

Castelnuovo (Re)

57 anni

Gori Aldo

Impiegato civile

Porto Maurizio (Im)

32 anni

Illuminato Ferro

Civile pensionato

Porto Maurizio (Im)

64 anni

Grande invalido di guerra

Angelo Viola

Panettiere

Calizzano (Sv)

60 anni

Antonio Dedoni

Impiegato Civile

Mandas (Ca)

24 anni

Francesco Languasco

Civile

Oneglia (Im)

69 anni

Isidoro Dominici

Industriale

Oneglia (Im)

43 anni

Brigata Nera “Antonio Padoan”

Carmelo Daunisi

Panettiere

Naro (Ag)

18 anni

2 Caduti ignoti

Le vittime di Oliveto di Imperia

Giovanna Serini

Infermiera

Treviso (TV)

22 anni

SAF Ausiliaria

Lidia Bosia

Infermiera

Baldichieri d’Asti (At)

25 anni

SAF Ausiliaria

Commenti

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  • Gianni 7 Maggio 2018

    Queste sono le bestie Rosse con i loro Capi Pertini Togliatti Napolitano Scalfaro Vere BESTIE

  • Mikael Bolshitkov 7 Maggio 2018

    All cities of Italy should place in print the names of the people ANPI killed…this way ANPI would no longer exist…Tuscany has I believe by my research thousands executed for no reason by the partisans…

  • 7 Maggio 2018

    il solito atto ” eroico ” vigliacco perpetrato dai vermi partigiani comunisti assassini . Le zecche rosse non si smentiscono mai

  • Marco 6 Maggio 2018

    La sinistra continua nella sua scia di sangue!

  • Paolo 6 Maggio 2018

    Come dice de gregori dalla parte sbagliata però si fa l Italia e si muore ma si fa l Italia

  • Massimilianodi SaintJust 5 Maggio 2018

    Cercano ancora criminali nazisti e Berlusconi e Fini nel 1994 perchè non li cercarono e incriminarono? Bella destra!

  • Andrea 5 Maggio 2018

    Solo la destra ricorda le vittime delle furia partigiana e solo la sinistra ricorda le vittime della furia fascista.Continuando così non faremo mai passi avanti e non si verificherà una sincera rappacificazione.Eppure sono certo che prima o poi uomini e donne coraggiosi si fermeranno per tentare di capire e arrivare insieme alla verità.Stragi terribili e violenze abominevoli nei confronti di donne indifese non vanno dimenticate e tutti hanno il diritto di sapere e di condannare affinché crimini di questo genere non si verifichino mai più.Io sono sicuro che prima o poi partigiani e Repubblichini si abbracceranno e perdoneranno a vicenda perché questa è l’ unica strada che un grande Paese come il nostro dovrebbe intraprendere per chiudere una ferita ancora aperta a distanza di quasi ottant’anni.

    • Mikael Bolshitkov 7 Maggio 2018

      Your statement has merit, but on the other hand ANPI is the problem and their communist elements.

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