Trump difende il made in Usa: “Le nostre armi? Le migliori del mondo”

venerdì 20 aprile 14:56 - di Redazione

“Le armi degli Stati Uniti sono le migliori del mondo”. Donald Trump parla da presidente e usa il background di uomo d’affari per incrementare il business. Gli Usa, primi esportatori mondiali di armamenti, puntano a consolidare il primato con un’ulteriore spinta alle vendite. L’amministrazione guidata da The Donald ha appena varato la svolta che, secondo i progetti, dovrebbe favorire gli acquisti da parte di altri paesi, interessati sia ai prodotti tradizionali che alle novità introdotte negli ultimi anni, a cominciare dai droni. “Se i Paesi sono nostri alleati, li aiuteremo ad ottenere questi straordinari strumenti militari, davvero importanti. E nessuno, nessuno li fa come gli Stati Uniti. Sono i migliori al mondo, nettamente”, ha detto Trump mentre in Florida riceveva il premier giapponese Shinzo Abe. Nell’occasione, il presidente degli Stati Uniti ha promesso di abbreviare l’iter burocratico, legato in particolare ad operazioni che riguardano il Dipartimento di Stato, per accelerare le forniture destinate a paesi amici, come appunto il Giappone.

I riferimenti alla vendita di armi, d’altra parte, non sono una novità negli appuntamenti ufficiali di Trump. Recentemente, il presidente ha descritto l’emiro del Qatar come un gentiluomo “che acquista tante apparecchiature da noi”, riferendosi anche a jet e missili. L’Arabia Saudita, invece, è stata ringraziata per aver acquistato “i più efficienti strumenti militari a livello mondiale”. Tradizionalmente, la vendita di armi da parte degli Stati Uniti è stata condizionata dal compromesso tra le esigenze legate alla sicurezza del paese e quelle dell’industria militare. Gli interessi delle imprese vanno tutelati, ma non a costo di rischiare che i militari americani in giro per il mondo si ritrovino di fronte nemici dotati di armi made in Usa. Ora, secondo gli analisti, la situazione potrebbe cambiare. “L’approccio in questo caso privilegia l’economia”, dice Rachel Stohl, membro dello Stimson Center, centro studi indipendente di Washington. “Tutto ruota intorno al fatto che i nostri interessi economici siano importanti come, se non di più, la nostra sicurezza nazionale e gli obiettivi in politica estera. Se si legge tra le righe, si potrebbe vedere un semaforo verde ad un aumento delle vendite con meno vincoli”, osserva.

Gli Usa, secondo i dati diffusi dal Sipri di Stoccolma, valgono già il 33% delle esportazioni nel settore e hanno fornito armamenti a 103 Paesi tra il 2012 e il 2016. La Russia, seconda nella speciale graduatoria, si attesta attorno al 23% La nuova linea darebbe un impulso in particolare alla vendita di droni: gli esportatori potrebbero, a quanto pare, contrattare direttamente con i potenziali acquirenti stranieri senza la mediazione degli organismi governatori. Questa modifica, insieme a cambiamenti vincolati alle specifiche dei prodotti, potrebbero consentire ai produttori americani di tenere testa alla concorrenza cinese, che nel settore ha creato canali privilegiati con clienti preziosi come Arabia Saudita ed Emirati Arabi.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza