Piovuti a Roma nel 2017 oltre 2.300 minori non accompagnati: chi paga?

venerdì 20 aprile 16:30 - di Redazione

C’è da tempo una precisa strategia dei trafficanti di esseri umani per mandare in Italia minori non accompagnati, illegali ovviamente, che non si possono rifiutare e che costano alla comunità infinitamente di più rispetto ai già cari clandestini maggiorenni. Su questo argomento si è svolto un convegno a ROma, teso ad analizzare il problema più che a risolverlo. È in corso una complessiva opera di riforma del sistema integrato di protezione rivolto ai minorenni stranieri non accompagnati. Cambiamenti e trasformazioni sono strettamente connessi alle novità introdotte con la legge n.47 del 7 aprile 2017, la cosiddetta Legge Zampa. E’ a partire da questi elementi e spunti di riflessione che oggi, al Campidoglio, si è svolto un convegno. L’evento è stato promosso dall’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia (Aimmf), Sezione di Roma, in collaborazione con il Tribunale per i minorenni di Roma e con il supporto di Roma Capitale. Rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, dei servizi territoriali e dell’associazionismo hanno analizzato dimensioni, caratteristiche e impatto del fenomeno nel 2017 sul territorio di Roma Capitale sono stati segnalati 2.325 minorenni stranieri non accompagnati. Tra le principali novità introdotte dalla Legge Zampa, la figura del tutore volontario che viene dotato di funzioni determinanti: svolgere il compito di rappresentanza legale assegnato agli esercenti la responsabilità genitoriale; perseguire il riconoscimento dei diritti della persona minore di età senza alcuna discriminazione, promuovere il benessere psico-fisico della persona di minore età”. E ancora vigilare sui percorsi di educazione ed integrazione tenendo conto delle sue capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni; vigilare sulle sue condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione; amministrare l’eventuale patrimonio della persona di minore età. Altra novità di forte rilievo è l’attivazione di una banca dati nazionale presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Sistema informativo minori non accompagnati, dove confluisce la cartella sociale del minorenne che dovrà essere compilata dal personale qualificato che svolge il colloquio nella fase di prima accoglienza. La cartella include tutti gli elementi utili alla determinazione della soluzione di lungo periodo per il minorenne, nel suo superiore interesse.

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