Nessuna traccia di armi chimiche nelle strutture colpite dai raid del 14 aprile

giovedì 26 aprile 18:58 - di Antonio Pannullo

Le strutture siriane colpite nei raid del 14 aprile scorso da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia non erano usate per custodire armi chimiche e i campioni prelevati lì lo confermano. Lo ha detto il generale Sergei Rudskoy, dello Stato maggiore russo, in un incontro con i giornalisti, commentando quanto sostenuto nei giorni scorsi dagli Stati Uniti e dai loro alleati, secondo cui l’obiettivo dei raid era di ridurre la capacità di usare armi chimiche da parte del governo di Damasco. “Le analisi degli esperti russi – ha commentato Rudskoy, citato dalla Tass – non hanno rilevato alcuna presenza di sostanze chimiche tossiche e di sostanze nocive negli impianti distrutti”. Intanto si apprende che le forze governative siriane hanno ripreso ieri il pieno controllo del Qalamoun orientale, nei pressi di Damasco, dopo che l’ultimo gruppo di ribelli ha lasciato l’area in base all’accordo sull’evacuazione della regione. Lo ha riferito la tv di Stato, secondo cui tutti i terroristi hanno lasciato il Qalamoun orientale, mostrando le immagini dell’ingresso dei soldati governativi nell’enclave. Dal canto suo, l’agenzia di stampa Sana ha diffuso alcune foto che mostrano le forze del regime issare le bandiere siriane nelle piazza principali della località. In base all’intesa mediata dalla Siria, i ribelli e le loro famiglie avevano iniziato a lasciare l’area sabato scorso.

Commenti

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  • Mino 26 aprile 2018

    Se le cose stanno cosi quale tribunale internazionale processerà la TRIADE DEI PREPOTENTI?

  • 26 aprile 2018

    non ne avevamo alcun dubbio, ma gli idioti americananglosassonifrancesi sempre più idioti continuano a mestare nel torbido. Se no chi vende le armi all’isis?

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